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Sì vax, No Vax, Forse Vax. Evidenze scientifiche dimostrano la validità dei vaccini nella prevenzione di malattie molto pericolose e altrettante evidenze testimoniano un calo nella copertura vaccinale della popolazione, che sta scendendo pericolosamente sotto la soglia di guardia dell’immunità di gregge. In alcune parti dell’Europa e del Nord America, malattie infantili come il morbillo, la parotite e la pertosse sono tornate a causa di una copertura vaccinale insufficiente. Perché è così impegnativo aumentare il numero di persone vaccinate? In che modo la resistenza popolare alla vaccinazione rimane forte anche se determinate, temibili, malattie stanno facendo ritorno?

Un nuovo studio del Dartmouth College mostra che i problemi che in passato si sono verificati con le vaccinazioni possono causare un fenomeno noto come “isteresi”, creando una “storia negativa” che irrigidisce l’opinione pubblica, quando si parla di vaccini. La ricerca, pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, tenta di spiegare perché sia così difficile aumentare la copertura vaccinale anche quando prove schiaccianti indicano che i vaccini sono sicuri e utili.

Un ciclo di isteresi fa sì che l’impatto di una forza venga osservato anche dopo che la forza stessa sia stata eliminata. È per questo che, per esempio, i tassi di disoccupazione possono a volte rimanere alti in un’economia in ripresa ed è il motivo per cui, secondo la ricerca, il pubblico fa resistenza alle campagne di vaccinazione.
“Dati tutti i benefici della vaccinazione, è stato difficile capire perché i tassi di vaccinazione possano rimanere ostinatamente bassi”, ha detto Feng Fu, tra gli autori dello studio. “La ‘storia’ ha un suo peso, e ora sappiamo che l’isteresi fa parte della risposta”. Si tratta del primo studio che dimostra che l’isteresi può avere un impatto sulla salute pubblica.

“Una volta che le persone mettono in discussione la sicurezza o l’efficacia di un vaccino, può essere molto complicato convincerle a superare quelle associazioni negative: l’isteresi è una forza potente che è difficile da contrastare a livello sociale” sostengono i ricercatori. La ricerca di Dartmouth ha studiato specificamente in che modo i problemi del passato associati alle vaccinazioni possono influire sulle decisioni di vaccinazioni presenti e future. “Questo studio dimostra perché sia ​​così difficile invertire i bassi livelli di vaccinazione”, ha detto Xingru Chen, primo autore dello studio. “La semplice forza di argomentazioni logiche e fattuali relative ai problemi di salute pubblica non è sufficiente per superare l’isteresi e il comportamento umano”.

Secondo la ricerca, il ciclo di isteresi può essere innescato da domande relative al rischio e all’efficacia dei vaccini. Le esperienze o le percezioni negative legate alla vaccinazione fanno sì che la tendenza delle vaccinazioni, come una “traiettoria di vaccinazione”, rimanga bloccata nel ciclo di isteresi, che impedisce un aumento dei livelli di vaccinazione anche dopo che le obiezioni negative sono state chiarite, rendendo la società sempre più vulnerabile alle epidemie. “Quando si parla di livelli di vaccinazione, il passato predice il futuro, ma questo significa che molte persone soffriranno inutilmente a meno che non troveremo un modo per rompere l’impatto negativo del ciclo di isteresi”, ha detto Fu.

Lo studio fa riferimento all’esempio delle vaccinazioni contro la pertosse a cellule intere in Inghilterra e Galles tra il 1978 e il 1992. Ci sono voluti 15 anni affinché la copertura del vaccino recuperasse e passasse dal 30 al 91%. Secondo il gruppo di ricerca, una tale ripresa dovrebbe impiegare solo un anno, in circostanze ideali.

Lo studio sottolinea anche il lento aumento della vaccinazione contro il morbillo a fronte di nuovi focolai della malattia. In alcuni paesi, come la Francia, il morbillo è diventato endemico nonostante la disponibilità di un vaccino efficace. Secondo la ricerca, “la copertura della vaccinazione contro il morbillo è solo gradualmente aumentata, ma rimane ancora insufficiente, a oltre un decennio di distanza dopo la famigerata polemica del nesso tra vaccinazione e autismo” e “i livelli di vaccinazione in una popolazione possono diminuire rapidamente ma, a causa dell’isteresi, il recupero in quella stessa popolazione può richiedere molti anni”.

Identificando l’effetto dell’isteresi nella vaccinazione, il gruppo di ricerca auspica che la sanità pubblica possa progettare campagne che aumentino i tassi di vaccinazione volontaria, in particolare promuovendo la vaccinazione come un comportamento altruistico “desiderabile” dalle norme morali e sociali.

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