Funziona quasi sempre. O magari quasi sempre no, ma spesso sì; insomma, bisogna provare per convincersene, ma a volte l’importante è solo cominciare, più che “cominciare bene”. Sia ben chiaro, non stiamo sminuendo l’importanza degli incipit, ci mancherebbe altro… ma è comunque vero che spesso, quando non si sa bene come cominciare qualcosa, più che dannarsi alla ricerca della cosa giusta per iniziare, è meglio semplicemente iniziare, e basta.
Prendete questo Carnevale della Matematica, ad esempio; come in tutti i carnevali, bisogna iniziare scegliendo un “tema”, una specie di parola guida che caratterizzi tutto il Carnevale medesimo (che poi non è neppure vero; i CdM sopravvivono benissimo anche senza tema, è stato dimostrato spesso). Ebbene, scegliere un tema è cosa importante e impegnativa, e di solito la si affronta animati da spirito volenteroso e ben disposto; però alla ventunesima scelta da fare le idee possono legittimamente cominciare a scarseggiare. Così, si può pure sparare un tema un po’ a caso, senza pensarci troppo, magari perché dai notiziari arrivano solo notizie di disastri e la scrivania su cui poggia il pc è così disordinata da sembrare un campo di battaglia (e battaglia perduta, perdipiù). E allora uno scrive “Catastrofi e Caos” e non ci pensa più. Almeno finché non arriva davvero quel Carnevale lì, e su quel tema qualcosa bisogna pure scrivere, insomma inventarsi qualcosa. Ed è qui che potrebbero cominciare i guai; ad esempio, nel tentativo di trovare un minimo di consonanza tra il tema e il numero d’ordine del Carnevale.
Ma è anche qui che potrebbe scattare la fortuna che proverbialmente aiuta i temerari. Questo è il Carnevale numero 194, e già è difficile trovare qualcosa da dire, matematicamente parlando, su questo numero: sembra un po’ timido e scialbo, non vi pare? Tanto per cominciare, è un numero pari, e come tutti i numeri pari (patriarca dei pari a parte) non ha nessuna speranza di essere un primo. Però sembra averci provato: non è altri che 2×97, e come tale semiprimo, insomma con due soli fattori primi a parte l’unità, e come tutti i semiprimi sembra dire al mondo “avrei voluto tanto essere un numero primo, ma non ci sono riuscito”. È anche abbastanza evidente che non possa non essere altri che difettivo (ricordiamo ai lettori distratti che “difettivo” si dice di un numero la cui somma dei divisori propri è inferiore al numero stesso: i più maligni usano anche il termine “deficiente”, ma noi non siamo di quella schiatta volgare). Oddio, noi ci siamo perfino crogiolati un attimo a pensare se tutti i semiprimi sono per propria natura difettivi, e la risposta affermativa ci è subito venuta in mente; non solo per i semiprimi pari, dacché in quel caso la cosa ci è subito sembrata lapalissiana, ma anche per i semiprimi tutti, quelli insomma che non sono pari. Il nostro crogiolarsi, come accade quasi sempre, si è concluso tosto con un’amara delusione: vi concediamo ben dieci secondi per capire perché.
Però riconoscerete che già questa minuscola digressione aritmetica è abbastanza caotica, no? Ma a ben vedere è solo l’inizio: fuori dall’ambito aritmetico e limitatamente ai confini della bella nazione che ci ospita, 194 è declinato soprattutto al femminile; “la 194” suona alle italiche orecchie come sintetica abbreviazione di “Legge numero 194 del 22 maggio 1978”, e in quanto a feroce dialettica generata (e conseguenti liti, caos e confusioni) non teme confronti. Ogni tanto qualcuno torna ancora a metterla in discussione, e ha quasi mezzo secolo. Ma a ribadire la connessione con le confusioni ci mette del suo anche la storia: ve lo ricordate che nel 194 c’è stata la Battaglia di Isso?
No? non ve lo ricordate? Allora ve lo ricorderemo noi: ma prima, visto che i dieci secondi concessi sono sicuramente passati, vi diciamo perché la nostra brillante congettura che tutti i semiprimi siano difettivi è bellamente sbagliata. La colpa è del maledetto numero 6, quello che fa venire sempre il mal di pancia a chi afferma “Tre è il numero perfetto!”, perché nei dintorni si aggira sempre, immancabilmente, un professorino che corregge: “No, tre è primo, non è perfetto: sono perfetti solo i numeri che sono pari alla somma dei divisori propri, e il primo numero perfetto è 6, perché i suoi divisori propri sono 1, 2 e 3, e 1+2+3=6”. E ha fatto venire il mal di pancia anche a noi, perché 6, oltre che perfetto, è anche semiprimo, e quindi non è vero che tutti i semiprimi sono difettivi. Promesso, non congettureremo più niente.
Ma torniamo a Isso. Qualcuno avrà legittimamente alzato un sopracciglio di perplessità, ricordando la grande vittoria che Alessandro Magno colse sull’esercito persiano di Dario III su quella pianura, perché Alessandro è vissuto nel IV secolo a.C., e infatti quella battaglia avvenne nel 333 a.C. Ma qui stiamo parlando di catastrofi e confusioni, e se le battaglie sono sempre, quasi per definizione, un ottimo esempio di catastrofi, in questo caso la confusione non è solo quella terribile di uno scontro fra eserciti, ma anche data dal fatto che a Isso di battaglie ce ne sono state due, e una è proprio del 194 d.C. E’ quella che Settimio Severo vinse su Pescennio Nigro; ed è obbligatorio citarla, se si parla di confusioni. Per l’Impero Romano ha concluso un periodo che chiamare confusionario è dir poco; non per niente il 193 è detto “anno dei cinque imperatori”. Alla morte di Pertinace – probabilmente l’unico imperatore romano nato in Piemonte – l’impero viene messo all’asta dalla Guardia Pretoriana, e se lo compra Didio Giuliano – l’unico imperatore romano nato in Lombardia, a quanto ci risulta – ma Settimio Severo arriva a Roma prima di lui, e gli scippa il trono. Poi fa fuori prima Clodio Albinio, e infine, proprio a Isso, Pescennio Nigro. Un periodo che si intona perfettamente con il tema di questo Carnevale, no?
Ma adesso basta con la storia; siete d’accordo, vero? Bisogna cominciare a parlare seriamente di alcuni punti fissi dell’italico Carnevale della Matematica, quei punti fissi che gli altri carnevali forestieri non si sognano neppure . Ad esempio, del 194° verso della Poesia Gaussiana: ebbene, siamo lieti di annunciare ufficialmente che il verso di questa edizione è:
“canta sul pino”
e siamo fortemente tentati di non ripetere ancora una volta quale sia il meccanismo che sottende a questa lunga (e virtualmente infinita) composizione poetica. Ci limiteremo a sottolineare che non è un caso se il verso è breve proprio stavolta che il numero d’ordine del carnevale è un semiprimo, e a ricordare che il creatore (dacché, essendo infinita, non si può legittimamente parlare di “autore”) della poesia gaussiana è Marco Fulvio Barozzi, in arte Popinga (per gli amici, “Sommo Popinga”). Per il resto, si sa dai tempi di Omero che i versi sono fatti di parole e stanno ancora meglio quando sono accompagnati dalla musica: nell’ambito del CdM, se Popinga è il paroliere, è indubbio che Dioniso Dionisi sia il musicista. La Cellula Melodica è l’alter ego del verso, quindi non vi stupirete se anch’essa è breve, e con note ben distanti fra loro.
Nella speranza di essere stati sufficientemente caotici e catastrofici, dichiariamo ufficialmente chiusa questa introduzione e ci avventuriamo finalmente a sfogliare le segnalazioni giunte dai prodi carnevalisti di questo Carnevale. Li elencheremo senza ordine veruno, naturalmente: che senso avrebbe mettere ordine nel Caos?

Ve lo avevamo già detto che sotto le mentite spoglie di Dioniso, il melomane cellulatore, si cela in realtà Flavio Ubaldini? Ebbene, stavolta il nostro non si è limitato a fare musica, ma ha deciso anche di cantarle per bene a qualcuno che, per la professione che fa, dovrebbe coltivare un po’ meglio le sue conoscenze matematiche di base. Come dice lui, “invio un contributo piuttosto polemico. A volte bisogna pur esserlo per contribuire all’ingrato compito di svegliare le coscienze matematiche :-)”.
Pitagora e dintorni: La dimestichezza con i numeri di alcuni giornalisti – Se parlando vi dicessi che il 74% di 4000 è 54 vi accorgereste subito che qualcosa non va? Eppure…

Dite la verità: se nominiamo l’ardita parola “zibaldone“, cosa vi viene in mente? Sospettiamo che a molti non venga in mente niente, mentre ad altri si accenderà un fioco ricordo liceale legato al nome di Giacomo Leopardi, ma davvero pochi sapranno dire esattamente cosa diavolo significhi quella strana parola. Tra questi ci siamo pure noi che, colti dal dubbio, siamo andati sul sito della Treccani per capirci qualcosa di più, e abbiamo scoperto, con gioia e meraviglia, che è un nome perfetto per questo carnevale, visto che alla fin fine significa “mescolanza disordinata”, o qualcosa del genere. Perfetto, per il nostro tema! E comunque qui, nell’ambito della matematica carnascialesca, quando si parla di zibaldone si pensa subito a Mauro Merlotti (altro che Leopardi!) e al suo Zibaldone Scientifico. Ci manda per l’occasione due contributi: uno per ricordarci che la matematica non è mai banale, e che certe volte è meglio abbandonare la regolarità rettilinea a favore di una creatività curvilinea; l’altro per ricordare che la matematica è davvero universale, e che anche per le cose più strane (come il tema truffaldinamente proposto questo mese) ha qualcosa di interessante da dire.
Zibaldone Scientifico: 281. La linea più corta – Occorre un minimo di pensiero laterale per abbandonare la linea retta e per concentrarsi sulla reale domanda che chiede quale sia la lunghezza minima che massimizza l’area. Ed è infine interessante leggere le conclusioni fornite in alcuni casi dall’IA.
Zibaldone Scientifico: 264. Caos & Feigenbaum – Ma il tema di questo mese del CdM CATASTROFI E CAOS mi porta a proporre un altro post che racconta del diagramma e delle costanti di Feigenbaum (da lui calcolate la prima volta nell’agosto ’75 con i limiti di precisione della sua HP65), ad esempio, la prima costante di Feigenbaum può essere usata per predire quando il caos sopraggiungerà in un sistema.

Adesso mettetevi comodi, perché arriva Maurizio Codogno, insomma .mau., insomma quello che se non ci fosse, col cavolo che stareste qui a leggere un post sul Carnevale della Matematica (e neppure nessuno dei 193 precedenti). Nessuno sa come riesca il Dotto Codogno continuare a scrivere di matematica da così tanto tempo in rete (da prima di Internet: lo diciamo solo per tormentare i giovano che credono che “internet” e “rete” siano sinonimi). In questo mese – che peraltro è per lui un mese del tutto ordinario – ha scritto il solito pacco di roba. Siccome, da qualche tempo, ha invaso anche i sacri confini di MaddMaths!, per vedere tutto quello che ha fatto non vi basterà questo paragrafo, lo troverete anche più avanti. Ciò detto, a questo punto noi ci si limita a elencare, copincollando come matti:
Recensioni: * La formula più bella del mondo, di Paolo Gangemi e Francesco C. Ugolini, – Un approccio umanistico alla famosa formula di Eulero.
Quizzini della domenica: * Indovina il numero II – La soluzione data la settimana scorsa era subottimale… – * Strana equazione – Siate più bravi di un’IA a contare le dita! – * Orologio triangolare – A essere triangolari sono i numeri vicini, non l’orologio… – * a,b – Facile, ma non correte a dare la soluzione.
Il mercoledì matematico: * I numeri di Heesch – Fino a quanto si può circondare una forma bidimensionale con altre copie di sé stessa? – * Biliardi come macchine di Turing – Si può definire un “biliardo” ideale che è una macchina di Turing, e quindi ha traiettorie che non si sa se sono cicliche o no. – * Scrivere un numero come somma di palindromi – È sempre possibile farlo usandone al più tre. – * Dimostrazione senza parole – Un teorema su un triangolo rettangolo e il quadrato sull’ipotenusa. – * Logaritmo discreto e dimostrazioni a conoscenza zero – Un esempio pratico di come si può convincere qualcuno di sapere un segreto senza rivelarglielo. – * Un racconto sulle dimostrazioni a conoscenza zero – Una storiella che mi permette di spiegare meglio come funzionano.
Povera matematica: * Sconti regressivi – Compri di più? Lo sconto percentuale è minore.
Curiosità: * Conway’s Game of Death – E se invece che al Game of Life di Conway si potesse giocare al Game of Death?

E insomma, li abbiamo già nominati, tanto vale togliersi subito il dente. Con Maddmaths! il guaio principale è che non si sa mai come mettere in ordine le cose (vabbè, in realtà Marco Menale manda sempre una mail lunghissima e ordinatissima), né a quale persona fisica fare riferimento (vabbè, in realtà abbiamo già nominato Marco, e sappiamo benissimo che dietro a tutto l’ambaradan c’è sempre Roberto Natalini), ma insomma, il problema è che, nomi o non nomi, ordine o disordine, ‘sti qua fanno sempre troppa roba. Non sono altro che veterocapitalisti della divulgazione matematica, ecco.
Ma vabbè, cominciamo con i loro articoli di fondo, anche se poi magari non sono articoli di fondo ma qualcos’altro; quelli insomma che sono fuori dalle rubriche:
Nelle pagelle francesi la conferma degli stereotipi di genere – Un’analisi su oltre 600.000 pagelle dell’ultimo anno del liceo scientifico in Francia conferma la persistenza degli stereotipi di genere nel corpo insegnante che per descrivere i risultati in matematica di ragazze e ragazzi non utilizza lo stesso vocabolario: le prime sono “volenterose”, ma “esitanti”, i secondi sono “intuitivi”, ma “agitati”. Ce ne parla Chiara de Fabritiis (redazione Maddmaths!).
Dieci anni di AIROYoung – Tanti auguri, AIROYoung! La sezione giovani dell’Associazione Italiana di Ricerca Operativa compie i suoi primi dieci anni e festeggerà l’anniversario tra due settimane a Padova, con la decima edizione del suo workshop annuale, quest’anno arricchito da una giornata di scuola di dottorato e da una tavola rotonda.
Sergio Doplicher: Matematico, Fisico e Poeta – Il 9 settembre del 2025 ci ha lasciati Sergio Doplicher, fisico e matematico di fama internazionale, che per più di trenta anni è stato docente e poi professore emerito del Dipartimento di matematica di Sapienza Università di Roma. Roberto Longo ci offre di lui un ricordo personale e insolito.
Ritorna Matematicando festival il 23 maggio a Locarno – Giunto alla sua quinta edizione il festival “Matematicando. A spasso con la matematica per le strade di Locarno” ritorna sabato 23 maggio 2026. L’evento sarà aperto a tutte le persone interessate e gratuito.
Rivoluzioni matematiche: Teorema sulla classificazione dei gruppi finiti semplici di Marco Trombetti – Con il numero di febbraio de Le Scienze troverete in allegato il quarantunesimo dei cinquanta volumi della collana dedicata ad alcuni tra i maggiori teoremi matematici. La collana è stata elaborata in collaborazione con la redazione di MaddMaths!. Questo nuovo volume è dedicato al teorema sulla classificazione dei gruppi finiti semplici ed è stato scritto da Marco Trombetti.
Letture matematiche Le simmetrie nascoste, Giorgio Parisi – Il premio nobel Giorgio Parisi ci accompagna in un nuovo viaggio tra complessità, vetri di spin e intelligenza artificiale, con le sfide di ieri e quelle di domani, nel nuovo libro “”Le simmetrie nascoste””. Si parla di fisica, matematica, tecnologia e (anche!) etica. Il tono è divulgativo, la lettura è fluida e gli spunti sono davvero tanti.
Ce ne parla Marco Menale per Letture Matematiche.”
Giornata Internazionale della Matematica 2026: matematica e speranza – Ogni anno, il 14 marzo, scuole, università, biblioteche e musei di tutto il mondo ospitano eventi per celebrare la Giornata Internazionale della Matematica, in inglese International Day of Mathematics. Il tema di quest’anno è “Matematica e speranza”. Scopri come partecipare!
Poi, appunto le rubriche. Che – indovinate un po’? – sono decisamente troppe pure quelle. Che pazienza che ce vo’…
Per le News:
• L’AI risolve alcuni problemi aperti di Erdős – Il matematico ungherese Paul Erdős era famoso per la sua capacità di porre problemi nell’arco di una carriera durata oltre sei decenni. Alla sua morte, nel 1996, Erdős aveva totalizzato un’eredità di oltre 1000 problemi irrisolti, che spaziavano dalla matematica combinatoria alla teoria dei numeri. I problemi di Erdős hanno spesso una formulazione semplice, per questo motivo, di recente matematici anche non professionisti hanno iniziato a tentare di risolverli inserendoli in strumenti di intelligenza artificiale come ChatGPT, approfittando dei recenti progressi compiuti da questi modelli. Vediamo come è andata.
• Potremmo vivere in un’enorme app: Matrix è realtà? – Per decenni, l’idea che il nostro Universo possa essere una simulazione al computer è rimasta confinata a speculazioni filosofiche o ai film di fantascienza come Matrix. Ora, un articolo pubblicato sulla rivista Journal of Physics: Complexity da David Wolpert del Santa Fe Institute introduce per la prima volta un quadro matematicamente preciso che spiega cosa significherebbe per un universo simularne un altro, e dimostra che diverse affermazioni di lunga data sulle simulazioni crollano una volta definito il concetto in modo rigoroso.
• DeepSeek e la rivincita della matematica del ’69, ovvero come un vecchio teorema rende più efficaci le deep neural networks – Siamo abituati a pensare che per rendere un’IA più intelligente serva renderla “più grande”. Più neuroni, più strati, più calcoli. Ma c’è un problema: quando costruisci un grattacielo troppo alto senza rinforzare le fondamenta, crolla tutto. Nel mondo delle reti neurali, questo crollo si chiama “instabilità numerica”. La soluzione? Un po’ di sana geometria e una visita negli archivi di matematica del secolo scorso. Ce lo racconta Mario Santoro, ricercatore dell’IAC-CNR.
Per Storie che contano:
• 17) Roberto Lucchetti, “Francesco e Giovanni” – Per il nuovo appuntamento con Storie che contano, riproponiamo — grazie alla gentile disponibilità dell’editore — un racconto di Roberto Lucchetti apparso in Passione per Trilli (2007). Una breve storia che ci presenta un celebre dilemma della teoria dei giochi trasformando in narrazione le sue domande più sottili.
• 16) Claudia Zampolini, “Incontrarvi seduti sopra quel treno…” – L’incontro fuori dal tempo sul vagone di un treno: due grandi matematici e scienziati seduti nell’ultimo scompartimento discutono tra loro delle proprie teorie ed esperienze. Sogniamo o siam desti?
Per Diario di un matematico non praticante (ve l’avevamo detto, no, che Maurizio Codogno l’avremmo ritrovato…):
• Le dimensioni contano? – La regola del tre è un metodo che si studiava a scuola per risolvere le proporzioni prima di saper usare le incognite: ma può essere utile anche molto più in là nella matematica.
• Il soffitto dell’astrazione – Vi è capitato di arrivare a un punto in cui la matematica pare improvvisamente impossibile da comprendere? Tranquilli, non siete certo i soli, anzi!
Per La Lente Matematica di Marco Menale:
• Si possono avere opinioni diverse e non litigare – I social sono diventati ring di confronto. È un passatempo leggere i litigi nei commenti più che i post in sè. Ma è tutta colpa delle opinioni diverse? Un modello matematico ha dato una risposta con equazioni differenziali, stabilità e statistica. Non è solo questione di opinioni diverse, ma anche di geometria della rete. Con una buona geometria si può vivere senza litigare nella diversità.
• Calcio, quando funziona il pressing? – Il pressing difensivo è argomento di forte discussione calcistica. Ma come lo si può quantificare? Un gruppo di ricercatori ha usato geometria e statistica per definire la funzione pressing. Ho scoperto così il miglior pressing è quello…
E con questo, abbiamo finalmente concluso l’infinita serie (che sarà stata convergente, allora) di MaddMaths! – Anzi, no. Beh, quasi… vabbè, ne riparliamo alla fine…

Sentite delle note, in sottofondo? No? Davvero? Strano… a noi pare sempre di sentire il bandoneon di Astor Piazzolla, quando arriva la tanguera della matematica, Annalisa Santi di Matetango. Dice che in questo Carnevale non rispetterà il tema proposto, poi quasi ci ripensa, e lascia un po’ a noi tutti la decisione. Meglio darle direttamente la parola:
Questa volta non ho rispettato il tema, visto che questo mio articolo non parla né di Catastrofi né di Caos, a meno che non si definisca “catastrofe geometrica” il falso storico della tavola pitagorica, che deriverebbe dall’errata interpretazione dell'”Ars geometrica”.Questo il titolo “Tavola pitagorica, un falso storico!“.

La prossima volta che qualcuno vi chiede se sia vero che la matematica e la musica siano parenti strette, fategli fare un giro su un qualunque Carnevale della Matematica. Avete visto quanti carnevalisti sono legati a doppio filo alla musica? Annalisa, Dioniso, tanto per citare quelli presenti anche qui e tralasciando quelli che in questo mese non si sono lanciati tra le sette note (ma sono poi davvero sette? o magari dodici? o infinite? Mah…); e per chuidere il cerchio non poteva certo mancare Leonardo Petrillo, che è colui che manda avanti Scienza e Musica, un blog che la suddetta parentela la dichiara come fondamentale già nel nome. Per questo nostro Carnevale, Leonardo ha scomodato l’equazione di Clausius-Clapeyron.
Eccomi con il contributo per il Carnevale del mese: La fisica dietro certi eventi estremi – E’ un periodo un po’ complicato (non pubblicavo nulla sul blog da mesi), ma non volevo mancare al mitico evento organizzato dai Rudi con un tema stimolante come “catastrofi e caos”. Il post va ad analizzare il fatto che alla base di alcuni eventi estremi come piogge torrenziali ed uragani ci sia anche un’equazione della fisica risalente all’Ottocento: l’equazione di Clausius-Clapeyron. Essa ci dice in pratica che la capacità dell’atmosfera di trattenere vapore acqueo aumenta di circa il 7% per ogni aumento di 1 °C della temperatura!
i
I periodi complicati sono probabilmente una costante per un bel po’ di carnevalisti. L’ultima arrivata nella squadra (ma già esperta e qualificatissima, tant’è che ha già provato l’ebbrezza non solo di partecipare ai CdM, ma anche di ospitarne qualcuno) è Daniela Molinari di Amo la Matematica. La sua mail ci sembra un ottimo esempio di come si possa, in poche righe, afferrare e stringere forte il tema proposto, strapazzarlo nonostante gli impegni, e allo stesso tempo ricordarci quanto sia placida, serena, lenta e pacifica la vita degli insegnanti che, come tutti sanno, non fanno niente dalla mattina alla sera.
Forse, cari Rudi, avevate ben altro in mente, quando avete proposto il tema del Carnevale della Matematica numero 194. Ogni volta, cerco di farmi ispirare dal tema proposto, ma spesso la mia mente si imbarca in derive che nemmeno io avrei potuto prevedere. Ecco cosa vi propongo: https://amolamatematica.it/ordine-e-caos. Sono una docente di matematica e fisica e passo buona parte del mio tempo a preparare lezioni che hanno lo scopo di interessare e appassionare (o almeno convincere a studiare), a preparare verifiche che possano dirmi se sono stata sufficientemente convincente, a correggere verifiche e cercare poi spiegazioni per esiti imprevedibili (e non sempre apprezzabili o apprezzati). Da poco più di dieci anni, però, il mio lavoro consiste anche nel pensare a un tema (un po’ come per il Carnevale), a ideare un percorso per far conoscere il tema ai futuri animatori (nonché studenti, miei e non solo), e a progettare con loro dei laboratori per il Festival di BergamoScienza che possano appassionare e incuriosire i ragazzi delle medie e i bambini della primaria. Proprio perché ho passato l’ultimo mese impegnata in questo compito, il caos di cui parlo è sì un caos matematico, ma è il caos che potrebbe precedere la bellezza. Per il momento, mi limito a descrivere la matematica che mi sono ritrovata in casa, a furia di laboratori di BergamoScienza.
Visto che sfaticata? Tzé…

Gianluigi Filippelli, a differenza di Daniela, è invece carnevalista di lungo, lungo corso. Porta avanti (almeno) due siti da lungo tempo: DropSea (of Ulaula) e Al caffè del Cappellaio Matto, e ha anche la caratteristica di essere tradizionalmente l’anfitrione dei carnevali di Marzo, quelli che cadono proprio nel fatidico Pi-day. Se tutto ciò vi fa giungere alla conclusione che il prossimo Carnevale della Matematica cadrà proprio sotto le sue grinfie, bene, bravi: avete indovinato. Adesso cercate di non dimenticarvelo: fra un mese esatto si fa festa da lui. Con due blog da mandare avanti, anche Gianluigi non è tipo da girarsi i pollici, come dimostrano i link che ci ha mandato.
Iniziamo con le rubriche gemelle dei Rompicapi e dei Paralipomeni di Alice, che in questi mesi sono occupate con la riproposizione ai lettori dei rompicapi tratti da A tangled tale di Lewis Carroll. Mentre nei Rompicapi propongo una versione dei puzzle di Carroll (tradotta o rielaborata), nei Paralipomeni propongo la soluzione. E proprio nei Paralipomeni arriva la soluzione del settimo nodo, Limonate, panini e biscotti. Invece ne Il girotondo dei maiali ecco il testo dell’ottavo nodo.
Seguono, poi, ben due Ritratti. Il primo è Aristarco tradizionalmente associato a uno dei primi modelli eliocentrici della storia. Il secondo è Sophie Brahe sorella del più famoso Tycho, che in effetti non era solo molto ferrata nelle osservazioni astronomiche, ma probabilmente anche più ferrata del fratello in matematica! Sophie, poi, mi permette di segnalare un doveroso post dedicato alla Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, Coinvolgere le ragazze nelle materie STEM (ne riparleremo alla fine).
Gli ultimi due post tratti da DropSea sono, invece, a tema cambiamenti climatici. Ne La curva di Keeling: monitorare il respiro della Terra andiamo a esaminare alcuni grafici relativi alle emissioni di anidride carbonica. Per quanto in questo non ci sia, almeno direttamente, della matematica, esso è propedeutico a Teoria delle catastrofi e cambiamenti climatici dove provo a capire se effettivamente la teoria delle catastrofi può aiutarci a comprendere meglio tali fenomeni.
Torniamo, però, a parlare, come avevo promesso, del contributo delle donne nella scienza. E lo faccio con Donne e scienza: Ada Lovelace breve articoletto uscito sul Cappellaio Matto dove racconto, aiutato da un fumetto, della matematica che da il titolo al post e del primo programma per computer.
Da EduINAF, sempre a tema Donne e scienza, ecco la nuova astrografica 2026 dedicata alle donne, Vite da raccontare dove oltre a una breve biografia della già citata Sophie Brahe sono presenti altre tre grandi scienziate del passato: Elizabeth Hevelius, astronoma, Mary Somerville, matematica e astronoma, nonché maestra di Ada Lovelace, e Herta Marks, matematica, fisica e inventrice.
Infine, visto che sono iniziate, ecco un articolo in qualche modo olimpico appartenente alla serie de La scienza con i supereroi, Black Racer: Sciare tra le stelle dove a dispetto del titolo racconto, invece, qualcosa sulla fisica dello slalom partendo da un supereroe che… ma ve lo lascio scoprire nell’articolo!

Fine! O quasi. Manchiamo solo noi, come sempre ultimi. Ultimi ma dotati empatia: siete arrivati alla fine di questo lungo Carnevale della Matematica, e sappiamo che siete stanchi. Quindi, ce la caveremo alla svelta: anche perché non abbiamo molto da farvi vedere. Da un po’ di tempo, ormai, i nostri post li pubblichiamo su MaddMaths!, ma per l’occasione (e per rispettare la tradizione) li mettiamo qui: tranquilli, sono solo due. Al massimo tre. O forse due e mezzo, in media. Ma magari due e mezzo non rende l’idea, magari è meglio dire due o tre, oppure… oh, insomma! Piantamola, è meglio.
Ebbene. è uscito il 324° numero della nostra vecchia e-zine, Rudi Mathematici, come sempre accompagnata da una Newsletter. Il post relativo lo trovate qua: RM324. Poi abbiamo anche pubblicato il solito problema su Le Scienze, stavolta a tema scacchistico, e quello lo trovate qua: Gambetti e Sgambetti. E avremmo pure finito, a dire la verità, solo che a metà Febbraio saremmo già al punto in cui dovrebbe aver visto la luce anche il numero successivo dell’e-zine, e invece niente. Ma prima o poi ci sarà, diamine. Ma ancora non c’è, mannaggia. Allora, abbiamo deciso di inventarci questo bellissimo link che si chiama RM325 di Schrödinger. Bello, vero? Se ci cliccate sopra e non compare niente, vuol dire che RM325 non è ancora uscito (gatto morto); se invece ci trovate sopra la Newsletter con tutti i suoi bravi link che vi conducono a epub e pdf, beh: il gatto sarà gloriosamente vivo.
Buon Carnevale, buone Olimpiadi, buon San Valentino!











