Il 18 aprile sono stati annunciati i vincitori dei Breakthrough Prize della Breakthrough Prize Foundation, destinati a scienziati le cui scoperte stanno contribuendo in modo significativo alla conoscenza umana. Dietro quelli che sono conosciuti come “Oscar della Scienza”, del ragguardevole valore di 3 milioni di dollari ciascuno e arrivati ormai al 14mo anno di vita, ci sono Sergey Brin, Priscilla Chan e Mark Zuckerberg, Julia e Yuri Milner, e Anne Wojcicki. La cerimonia di premiazione si è tenuta domenica 26 aprile a Los Angeles.
Oltre ai sei Breakthrough Prize da 3 milioni ciascuno, la fondazione ha premiato anche 15 fisici e matematici a inizio carriera, che condividono sei New Horizons Prize da 100 mila dollari. Inoltre, tre matematiche che hanno recentemente completato il dottorato hanno ricevuto ciascuna un Maryam Mirzakhani New Frontiers Prize da 50.000 dollari.
Il matematico francese Frank Merle si è aggiudicato il Breakthrough Prize in matematica, per i suoi significativi progressi nella comprensione delle equazioni di evoluzione non lineare, ossia delle descrizioni matematiche di come onde, fluidi e altri sistemi dinamici cambiano nel tempo. Il suo lavoro si concentra in particolare sulle singolarità, punti in cui le soluzioni delle equazioni crescono fino all’infinito. Da solo e in collaborazione con altri, Merle ha risolto diversi problemi fondamentali, incluso il fatto di aver dimostrato che certe equazioni che si riteneva ci “comportassero bene” in realtà “esplodono” – diventano infinite – in un tempo finito. Notevole, tra i vari, è il suo lavoro sulla versione non lineare della celebre equazione di Schrödinger della fisica quantistica, di cui ha fornito, nei suoi lavori iniziali, una classificazione completa di tutti i modi in cui le soluzioni di questa equazione possono esplodere. Successivamente, insieme a Pierre Raphael, Igor Rodnianski e Jérémie Szeftel, Merle ha dimostrato che la versione defocalizzante dell’equazione – a lungo ritenuta intrinsecamente stabile – può in realtà esplodere in tempo finito. Questo risultato altamente sorprendente ha contribuito a risolvere un importante problema aperto, identificando soluzioni lisce delle equazioni comprimibili di Eulero e Navier-Stokes in cui densità e velocità del fluido diventano infinite – rappresentando un completo collasso della descrizione del fluido. Nel corso della sua carriera, le intuizioni di Merle hanno rovesciato assunti fondamentali del settore, creato profonde connessioni tra matematica e fisica e aperto nuove strade verso alcuni dei più celebri problemi irrisolti.
Altri premi in matematica sono stati i New Horizons assegnati a:
–Otis Chodosh per la risoluzione di diversi problemi di geometria differenziale aperti dagli anni Settanta e Ottanta, che riguardavano, per esempio, un’ampia classe di spazi di dimensione superiore noti come “varietà asferiche” e un problema chiave nell’analisi geometrica delle superfici minime – superfici che localmente minimizzano la propria area, come le pellicole di sapone.
–Vesselin Dimitrov e Yunqing Tang, per aver risolto problemi di lunga data nella teoria dei numeri che avevano resistito a tutti gli approcci precedenti. Con Frank Calegari, hanno dimostrato la “congettura dei denominatori illimitati”, riguardante una classe fondamentale di oggetti noti come forme modulari, usando metodi che hanno sorpreso gli esperti del settore. Più recentemente, ancora con Calegari, hanno dimostrato l’irrazionalità di un numero collegato a una serie infinita fondamentale – il primo risultato di questo tipo dai celebri lavori di Apéry di quarantacinque anni fa.
–Hong Wang, per aver risolto o fatto progredire una famiglia di problemi notoriamente difficili dell’analisi armonica – che studia le funzioni scomponendole nei loro componenti fondamentali. Con Josh Zahl, ha dimostrato la congettura di Kakeya in tre dimensioni, uno dei più celebri problemi aperti del campo: riguarda quanto spazio sia necessario per ruotare un ago in tutte le possibili direzioni.
Infine, il Maryam Mirzakhani New Frontiers Prize è andato ad Amanda Hirschi, per i suoi numerosi articoli significativi in topologia simplettica, un campo che studia le superfici di dimensione superiore con una struttura geometrica che generalizza la matematica della meccanica classica, ad Anna Skorobogatova, per i contributi notevoli alla teoria geometrica della misura, che utilizza tecniche di analisi per affrontare problemi geometrici come la ricerca di superfici di area minima, e infine a Mingjia Zhang, per i suoi lavori su oggetti di dimensione superiore nella teoria dei numeri, chiamati “varietà di Shimura”, per aver fornito un metodo per comprendere meglio la geometria della celebre “formula del prodotto” di Mantovan nella teoria dei numeri.







