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Oggi sono 10 anni dalla prima volta che MaddMaths! è stato messo online. I collaboratori e i lettori del sito ci propongono i loro ricordi sulla prima volta che hanno incontrato MaddMaths!. È la volta di Roberto Natalini

“La divulgazione della Matematica è difficile anche perché vi sono molte persone di buona cultura che sono convinte di non essere in grado di capirla, nemmeno nelle sue linee più generali. Fra gli stessi matematici, molti non hanno fiducia nella possibilità di comunicare ai non esperti problemi e risultati del loro lavoro, e ritengono anche che la stessa riflessione sul pensiero matematico nel suo complesso debba essere riservata a pochi specialisti, logici, epistemologi, eccetera. Penso che i matematici debbano reagire contro questa sfiducia.” DE GIORGI E., Riflessioni su Matematica e Sapienza (A. Marino and C. Sbordone, eds.) Quaderni dell’accademia pontaniana, 18, Accademia pontaniana, Napoli (1996), p. 46.

Non l’ho sempre pensata così. Come tanti, ho snobbato la divulgazione per molti anni. Ricordo che una volta ero in una commissione di valutazione all’estero e un laboratorio censiva tra i risultati positivi della sua azione gli incontri di divulgazione con le scuole da cui era derivato un gioco basato sulle tassellazioni di Penrose. E ricordo la mia meraviglia nel vedere come questo tipo di tipo di attività fosse molto considerata dagli altri membri della commissione. E credo anche (ma forse è un ricordo ricostruito) di aver pensato che chi si dedicava ad attività di comunicazione della matematica non avesse niente di meglio da fare (intendendo: vera ricerca, nuovi risultati matematici).

E poi, ad un certo punto, alcune esperienze mi hanno portato a pensare proprio il contrario, al punto di organizzare una mostra per bambini qualche anno fa in cui una delle attività erano proprio le tassellazioni di Penrose. E a pensare che tutti gli scienziati, ma soprattutto i matematiciabbiano il dovere e la responsabiltà di comunicare con il resto del mondo. Potrei argomentare per ore, ma invece leggete l’articolo che abbiamo scritto con Silvia Benvenuti per la Rivista dell’UMI: “Comunicare la matematica: chi, come, dove, quando e, soprattutto, perchè?!“, liberamente scaricabile in pdf cliccando sul titolo).

Come sia successo, non lo so con certezza. Forse è stato soltanto il constatare che quando le cose non andavano, a pochi interessava che la ricerca matematica avesse dei problemi. Oppure accorgermi di come la matematica fosse una cosa oscura, ogni volta che dovevo spiegare in un’azienda, ad un responsabile ricerca e sviluppo, al primario di un ospedale, ad un amministratore, perché usare la consulenza di un gruppo di matematici non fosse una cattiva idea.

Perché una cosa è certa: la maggior parte dei non addetti ai lavori semplicemente ignora la ricerca matematica e la collega a sgradevoli ricordi scolastici. Oppure la pone su di un piedistallo talmente alto, che raggiungerla diventa un’impresa impossibile. E questo non va bene, è come se l’aria intorno a noi fosse sempre povera di ossigeno.

La comunicazione come ossigeno, allora, in particolare per i matematici, che più degli altri devono spiegare e giustificare il loro ruolo, in realtà sempre più vitale, in una società che è basata su idee e tecniche che usano la matematica sempre e ovunque in modo decisivo, a volte anche come arma impropria.

L’atto fondativo di MaddMaths! è un convegno, organizzato da Michele Emmer e Mario Pulvirenti all’INdAM nel novembre del 2008, sulla divulgazione e diffusione della matematica. Ci presentammo con un testo scritto a 6 mani con Chiara Valerio e Stefano Pisani: “Divertente, troppo divertente: la matematica della porta accanto“. Ma no, mi ricordo male, l’atto fondativo pubblico di MaddMaths! è il convegno SIMAI di due mesi prima a Roma in cui presentammo un piccolo spettacolo che conteneva alcune variazioni sul tema dei modelli matematici, studiati da Antonio DeSimone, di materiali idrofobici. Variazioni sul tema della goccia, in cui c’era anche una nuova cosmicomica!

E per il sito fu il solito bagno di sangue e uscimmo quindi solo alla fine di marzo del 2009 con la nostra paginetta. Ma va bene, non racconterò i primi articoli, gli scarsi accessi dei primi tempi, la difficoltà di far capire ai colleghi che questo sito serviva a qualche cosa, chi c’era e chi non c’era, e chi c’è ancora. Facciamo invece parlare gli altri, quelli che ci hanno mandato i loro contributi su come hanno conosciuto il sito o cosa il sito è stato per loro.

Il primo spot di MaddMaths! (da un’idea di Stefano Pisani, grazie a Francesca Carfora per averlo riesumato)

Sandra Lucente ci ha raccontato come MaddMaths! sia stato per lei il luogo in cui le valigie, del matematico accademico, dell’insegnante e del divulgatore, di mischiarono. Per Nicola Ciccoli tutto è cominciato con una biblioteca chiusa e la voglia di parlare dei suoi libri preferiti. Alessandro Zaccagnini invece si era innervosito per la pretesa di un tizio di aver dimostrato l’ipotesi di Riemann (e ovviamente il tizio si sbagliava!). Luigi Amedeo Bianchi dice che nonostante sia forse più utile pubblicare su riviste che “fanno Scopus”, riesce ancora a trovare il tempo di parlare di gare di matematica e altro. Per Anna Maria Cherubini l’incontro è avvenuto parlando di un film, mentre Alberto Saracco, ormai un matematico prestato alla Disney, riflette su quanto sia cambiata la divulgazione da quando era al liceo (e pare non si lamenti).

E poi i Rudi Mathematici (o Rudi Matematici, o Rudi Mat(h)ematici, fate un po’ voi), che vedono MaddMaths! come un ponte ad otto corsie che collega la matematica accademica a quella ricreativa. E fanno tutto un panegirico…Ma no, noi non ci caschiamo. Lo sappiamo che mirano solo a farsi invitare al prossimo Carnevale della Matematica dal vivo (e appena lo rifacciamo saranno accontentati, non serviva tutta questa sviolinata…). E Roberto Zanasi, a tempo quasi scaduto, con un altro dei suoi dialoghi socratici.

E poi tanti messaggi che trovate qui, nel megapost di tanti che ci hanno scritto. Non li elenchiamo tutti, ma no, Di Caprio non ha mandato nulla. Strano…

C’è poco da aggiungere a quello che i tanti amici hanno detto meglio di me. L’idea di MaddMaths! è che anche chi passa il suo tempo a fare ricerca forse dovrebbe fermarsi un attimo e provare a connettersi al resto del mondo. È solo comunicando con gli altri che le cose che facciamo riescono a diventare qualcosa. Il matematico medio spesso se lo dimentica, ed è un peccato.

Roberto Natalini

Ringraziamenti speciali a quelli che c’erano all’inizio, che quelli che ci stanno ora già lo sanno. Benedetto Piccoli che è entrato quel giorno nel mio ufficio per propormi di fare qualcosa per la divulgazione. Antonio DeSimone che ci ha prestato la goccia. Mario Primicerio che ha creduto nel progetto da subito e la SIMAI che ci ha accudito nei primi passi. Chiara Valerio che ci ha aiutati a trovare un’identità. Alice Sepe e Cristiana Di Russo che si sono messe al lavoro con tanto entusiasmo. E soprattutto Stefano Pisani che era l’unico che il mestiere lo sapeva e che è stato indispensabile e insostituibile in tutto questo tempo.

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