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Dal 2016 la rivista Topolino ha avviato, sulla scia di altre iniziative similari, ma anche poggiandosi sulla migliore tradizione Disney — da Eta Beta,  a Archimede Pitagorico, al Dottor Enigm — un progetto di divulgazione scientifica curato dagli sceneggiatori Disney Francesco Artibani e Fausto Vitaliano in collaborazione con vari scienziati italiani, dal nome Topolino Comic&Science. Le prime sei storie sono state raccolte nel volume L’altro Topo n. 4, uscito a novembre del 2017. A queste storie, che parlavano di fisica e chimica, si è aggiunta l’anno scorso, nel Topolino 3232, in edicola dal 1° novembre 2017, una storia di matematica Paperino e i ponti di Quackenbergnata dalla collaborazione tra il matematico Alberto Saracco e l’autore e sceneggiatore Francesco Artibani.

Il Prof. Marlin e la matematica applicata. Cortesia della rivista Topolino

Quest’anno è la volta di una nuova storia a sfondo matematico, il cui soggetto è stato scritto dal solito Francesco Artibani, questa volta in collaborazione con il matematico e direttore dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo del CNR (IAC) Roberto Natalini, sceneggiata dallo stesso Artibani e disegnata da Valerio Held, dedicata alla nascita della matematica applicata moderna, grazie alle nuove possibilità di calcolo dovute all’avvento dei grandi calcolatori elettronici negli anni ’50. Ed è proprio nel 1955, presso l’IAC di Roma (anzi INAC, come si chiamava allora), che si svolge questa storia, dal titolo Topolino e i numeri del Futuro, che trovate in edicola dal 26 settembre nel numero di Topolino 3279. In quell’anno a Roma, l’allora direttore Mauro Picone, riuscì dopo molti anni di sforzi ad installare il primo grande computer dedicato al calcolo scientifico del Consiglio Nazionale delle Ricerche, la FINAC, situato al quarto piano della sede centrale del CNR a Roma. Questa storia, che trovate raccontata in dettaglio nel libro “La lunga marcia di Mauro Picone” di Maurizio Mattaliano, Angelo Guerraggio e Pietro Nastasi, è lo spunto per un poliziesco in piena regola ambientato nella Roma del tempo. Topolino e Pippo, tornati nel 1955 per cercare il Dottor Marlin misteriosamente sparito durante una “cronovacanza”, si trovano al centro di un complicato intrigo, potenzialmente minaccioso per la macchina del Prof. Picone. Evitando troppi “spoiler”, possiamo dire che la storia offre un valido supporto per raccontare come è cambiata la matematica grazie ai computer, con attività che oggi ci sembrano normali (calcolare le soluzioni di enormi sistemi algebrici, risolvere equazioni non lineari della fisica matematica), ma che all’epoca sembravano fantascientifiche. Basti pensare che un semplice smartphone di oggi è 10.000 volte più veloce di questo super-calcolatore dell’epoca. Come al solito la storia è curata con estremo realismo, la Roma dell’epoca è restituita con grande precisione (su scala fumettistica), compreso il palazzo della sede centrale del CNR, e anche i personaggi reali del racconto, Mauro Picone e alcuni dei suoi collaboratori (Paolo Ercoli e Roberto Vacca), risultano ritratti con grande verosimiglianza. Insomma, un altro albo da non perdere per tutti gli appassionati di fumetto e scienza.

Topolino corre verso la sede centrale del CNR. Cortesia della rivista Topolino

Galleria di immagini (clicca per ingrandire)

 

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