Pin It

I risultati del rapporto IDMO-IPSOS su italiani e fake news. I bias matematici sono una possibile chiave di lettura. Ce ne parla Marco Menale.



La pandemia è stato il primo territorio di confronto sul tema delle fake news (bufale, ndr). Dallo scetticismo sull’uso delle mascherine a greenpass e vaccini, quante ne abbiamo viste. E la guerra in Ucraina non è da meno. Cominciano a circolare sui social teorie alternative con dati e video difficili da verificare. Ma perché spopolano così tanto le fake news? Una recente indagine propone possibili risposte. La matematica le chiama bias cognitivi (qui per approfondire).

Il gruppo IPSOS ha realizzato un sondaggio per IDMO sulle fake news in Italia. Il nome del progetto è “Media e Fake News: opinioni e attitudini degli italiani nei confronti dell’informazione”. Si tratta del braccio italiano all’interno di EDMO, task force europea contro la disinformazione. L’indagine ha sentito circa mille persone di cui metà donne e metà uomini. L’età va dai 30 ai 64 anni. Il \(45\%\) degli intervistati aveva una laurea, il \(37\%\) solo il diploma e il \(45\%\) una licenza media.

Guardiamo alcuni risultati. Il \(73\%\) degli intervistati ritiene di possedere gli strumenti per riconoscere una fake news. Tuttavia solo il \(35\%\) ritiene che una persona media in Italia sia in grado di fare lo stesso. L’atteggiamento è più forte tra i giovani e scolarizzati (figura 1). Come spiegarlo? Siamo affetti da bias egocentrici. Ad esempio c’è il bias di sovrastima (overconfidence bias in inglese). Si tratta della tendenza a sovrastimare i nostri giudizi rispetto ai fatti.

fake news

Figura 1 La distanza tra propria capacità di distinguere notizie reali dalle fake news e quelle di una persona media in Italia, IDMO-IPSOS.

 

Passiamo ai risultati sulle false credenze. Il \(30\%\) degli intervistati ritiene l’acqua del rubinetto meno salutare di quella in bottiglia. Il \(23\%\) considera l’omeopatia in grado di curare. Il \(20\%\) considera i vaccini un fattore di indebolimento per il sistema immunitario dei bambini. E la scienza non se la passa meglio. Per il \(40\%\) del campione la scienza è divisa sul tema del cambiamento climatico. Com’è possibile? Ancora i bias. Ad esempio l’effetto del falso consenso è la tendenza a sovrastimare il numero di persone che condividono la stessa opinione. E se non modifichiamo punto di vista è colpa del bias conservativo.

Come riconoscere una fake news? Per il \(60\%\) degli intervistati quando la notizia è condivisa  da tante persone. Mentre il \(55\%\) si fida della condivisione da parte di persone molte attive sui social (figura 2). In questo caso si tratta di distorsione della disponibilità. È la tendenza ad affidarsi al numero di esperienze più che a deduzioni razionali.

notizie affidabili

Figura 2 Condizioni di maggiore affidabilità di una notizia, IDMO-IPSOS

 

I risultati del sondaggio confermano l’impatto delle fake news anche ad altri livelli. Tuttavia i social sono uno dei principali canali di informazione per gli utenti. E il controllo dell’affidabilità delle informazioni cala con età (figura 3) e livello d’istruzione (figura 4). I bias fanno parte della nostra natura. Tuttavia la formazione digitale è un obiettivo per il futuro. Così come smascherare efficacemente le fake news. E la matematica può dare una mano. Ad esempio recenti algoritmi individuano e tracciano i testi autogenerati.

controlli informazioni per età

Figura 3 Controlli informazioni online per fascia d’età, IDMO-IPSOS

 

controlli informazioni per istruzione

Figura 4 Controlli informazioni online per livello d’istruzione, IDMO-IPSOS


[Illustrazione di Luca Manzo]

Marco Menale

Pin It
This website uses the awesome plugin.