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Ogni tanto ci dimentichiamo di non essere più giovanotti e giovanotte. Ci vantiamo di essere un gruppetto “storico”, uno dei primi a calcare l’italica rete e a seminarci giochetti e problemini matematici, e ci scordiamo che, se si è “storici”, è parecchio difficile essere al tempo stesso dei giovani virgulti. Magari qualche bambino prodigio ci riesce perfino, ad accoppiare i due aggettivi, ma di sicuro non è il nostro caso. E sapete qual è il guaio peggiore dell’essere “non più giovani”? Ebbene, è quello di dare un sacco di cose per scontate.

Oddio, forse non è vero… se ci date cinque minuti di tempo, quasi sicuramente riusciremo ad elencare un mezzo centinaio di cose ancora peggiori del citato “dare alcune cose per scontate”. Ma vabbè, anche questa non è una cosa trascurabile, sapete? Volete farci davvero credere che non sapete che eravamo bravissimi a comporre i numeri telefonici infilando ripetutamente il dito in un cerchietto rotante di plastica trasparente? Non riuscite a figurarvi uno schermo spesso mezzo metro, che ci metteva minuti ad accendersi solo per mostrarti splendidi pulviscoli in bianco e nero? Non sapete che davvero, appena usciti di casa, anche se solo undicenni, si era divinamente irreperibili a parenti e amici, e tutti pensavano che fosse normale?

Insomma, diamo troppe cose per scontate. Ad esempio, parliamo spesso di Martin Gardner, supponendo che chiunque finisca su un sito come MaddMaths! lo conosca. e magari abbiamo perfino ragione. Ma eravamo pronti a scommettere che lo stesso valesse per Raymond Smullyan, e invece magari non è così. O, perlomeno, non è così per proprio tutti. Beh, era un bel tipo: capelli bianchi e molto lunghi, barba bianca e molto lunga, cappelli strani che suscitavano l’invidia perfino a Gandalf il Grigio. Lo conoscete Gandalf, no? ecco, visto? Beh, per alcuni di noi, Smullyan era molto più figo di Gandalf (Grigio o Bianco che fosse).

Il problema (anzi, i problemi) che abbiamo proposto questo mese su Le Scienze non sono suoi, ma sono del tipo che inventava lui.

Il problema del mese scorso era una sorta di omaggio al grande Raymond Smullyan, con le sue isole piene di bugiardi e veritieri. Nel caso specifico, parlavamo di un’isola in cui tutti gli abitanti dicono la verità, ma si esprimono solo attraverso domande retoriche. Gli appartenenti a una delle due popolazioni, gli Esse, fanno domande la cui risposta è sempre “”; quelli dell’altra, gli Enne, fanno domande la cui risposta è sempre “No”. Bea, abitante dell’isola, chiede alla conterranea Lea: “Almeno una di noi è una Enne?”. E noi chiedevamo di quale tipo fossero Bea e Lea. Ci siamo chiesti se esistessero gli Erre, che possono essere sia Esse che Enne, ma poiché un isolano ha chiesto “Sono di un tipo che può chiedere se esiste almeno un Erre su questa isola?” il mistero è stato risolto. Per finire è arrivata Gea (altra abitante dell’isola) a chiedere “Sono di un tipo che può farti questa domanda?”.

La soluzione del problema secondo i Rudi Mathematici è pubblicata QUI.

Se vi piacciono, cercate i suoi libri: hanno tutti la stessa caratteristica: all’inizio sembra che propongano giochi ragionevolmente facili, ma dopo poche pagine la difficoltà aumenta. Alla fine, diventano un incubo psichedelico…

Questi che trovate seguendo il link sono molto più affrontabili: quindi, perdinci, affrontateli!

I Rudi Mathematici (Rodolfo Clerico / Rudy d’Alembert, Piero Fabbri / Piotr Rezierovic Silverbrahms, Francesca Ortenzio / Alice Riddle) sono autori della omonima e-zine di matematica ricreativa, pubblicata in rete dal 1999.

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