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Il Gender Gap nelle scienze è un problema importante nel nostro lavoro: se ne è parlato in un  convegno cui ha partecipato per noi Chiara de Fabritiis (coordinatrice del Comitato Pari Opportunità dell’Unione Matematica Italiana); di seguito trovate il suo resoconto.

Immaginatevi seduti nella platea di un convegno che frequentate abitualmente e guardatevi intorno: quante donne ci sono? Quante persone di colore o latinos? La prima differenza che si nota seguendo le conferenze del convegno (bellissimo, a mio parere) sul Gender Gap in Science che si è concluso all’ICTP di Trieste venerdì scorso è proprio questa: la platea dei partecipanti è quasi interamente composta di donne (per quasi il 90%) e le persone di colore o latine sono circa la metà!

“Global Approach to the Gender Gap in Mathematical, Computing and Natural Sciences: How to Measure It, How to Reduce It?” è stato l’evento finale del progetto Gender Gap in Science, finanziato dall’International Council for Science e da altre 11 organizzazioni scientifiche internazionali; oltre 100 scienziate e scienziati provenienti da 60 paesi, che lavorano in matematica (la maggioranza relativa, circa il 40%), informatica, fisica, astronomia, biologia, storia della scienza, chimica e altre discipline scientifiche hanno assistito a conferenze stimolanti e variegate e hanno partecipato ad attività senza dubbio innovative rispetto al modello classico di convegno cui siamo abituati.

Quanti/e fra noi infatti hanno mai partecipato a un World Café? Si tratta di una tipologia di attività abbastanza inusitata per un incontro fra matematici: i partecipanti vengono divisi in gruppi di 8 persone che si radunano intorno a un tavolo per 30 minuti e discutono un argomento guidati da un moderatore che alla fine riassume il dibattito e i suggerimenti emersi su un cartellone. I gruppi ruotano su tre o quattro temi per un totale di un paio d’ore di lavoro, faticoso senza dubbio, ma efficace e produttivo in maniera notevole.  

Anche il contatto con tante persone, prevalentemente donne, provenienti da paesi in via di sviluppo è stato molto fruttuoso e ha messo molti partecipanti che provenivano da paesi maggiormente sviluppati davanti ai loro preconcetti: non è sempre vero che a un più alto indice di sviluppo corrisponda una maggior presenza delle donne nelle discipline STEM; ci sono paesi in via di sviluppo che hanno progetti all’avanguardia per la partecipazione femminile in questi ambiti. 

 

Per scendere un po’ più in dettaglio, le linee guida del progetto sono state tre: un Joint Global Survey cui hanno risposto circa 30.000 persone in oltre 80 paesi, uno studio sui modelli di pubblicazione che ha analizzato i metadati delle pubblicazioni di oltre cinquecentomila scienziati a partire dal 1970 e un database di buone pratiche per ragazze e giovani donne, genitori e organizzazioni.

Dopo il saluto della direttrice della scuola, Marie-Francoise Roy (International Mathematical Union), nella giornata di lunedì Rachel Ivie e Susan White (American Institute of Physics) hanno illustrato il Global Survey of Scientists mentre Helena Mihaljevic (HTW-Berlin) ha parlato dello studio sui modelli di pubblicazione; nel pomeriggio Petra Rudolf (University of Groningen), appena diventata presidente della European Physical Society, ha tenuto una conferenza sui Motori Molecolari.

I lavori sono proseguiti martedì con Merrilyn Goos (University of Limerick) che ha presentato il database sulle buone pratiche, Silvina Ponce-Dawson (Instituto de Fisica de Buenos Aires) e Marie Francoise Ouedraogo (African Women in Mathematics Association) che hanno parlato rispettivamente delle differenze regionali e fra nazioni più o meno sviluppate, mentre Lucia Santamaria ha parlato di cosa accade nelle varie discipline. 

Nel prima parte del pomeriggio si sono tenuti dei gruppi di lavoro divisi per settore disciplinare (Matematica, Fisica, Astronomia, Informatica e Biologia-Chimica-Storia della Scienza) seguiti da un World Café:  “Raccomandazioni per insegnanti e genitori”, “Raccomandazioni per laboratori e dipartimenti”, “Raccomandazioni per organizzazioni nazionali (e oltre)” gli argomenti affrontati. Prima della cena si è tenuta una sessione di lavoro nella computer room, per testare i vari database e ottenere un riscontro dai partecipanti che si sono rilassati dopo la densa giornata, guardando la proiezione di “Hidden Figures” (Il diritto di contare).

Mercoledì mattina Anathea Brooks (UNESCO) ha parlato dei recenti sviluppi sull’uguaglianza di genere all’UNESCO, mentre Erika Coppola ha descritto le attività in quest’ambito dell’ICTP, Shobhana Narasimhan (Nehru Centre for Advanced Scientific Research) ha illustrato gli workshop per lo sviluppo della carriera di Women in Physics e Tracy Camp (Colorado School of Mines) ha raccontato dell’impegno del suo ateneo per innalzare la partecipazione delle ragazze nell’IT.

Il pomeriggio è stato dedicato a una tavola rotonda sul Gender Gap nelle Scienze in Europa e Nord America, ospitata dalla SISSA, cui hanno partecipato Silvana Badaloni (European Platform of Women Scientists), Jean-Pierre Bourguignon (Presidente ERC), Katherine Clancy (Rappresentante US National Science Academies) e Jodi Tims (Association for Computing Machinery).

Giovedì mattina si sono svolti due progetti in parallelo: Camelia Boban (Wikimedia Foundation) ha lavorato con un gruppo sulla stesura di biografie di donne scienziate, mentre altri due gruppi hanno utilizzato i database sulle pubblicazioni e quello sulle buone pratiche per dare feedback alle persone che li hanno sviluppati in modo da renderli più fruibili. Nel pomeriggio dopo la poster session, sono stati presentati i risultati sia dei gruppi di lavoro del mattino sia le sintesi dello World Café di martedì.

Nella giornata finale, Guadalupe Lozano (University of Arizona) ha parlato di come individui, politiche, istituzioni e cultura modellino il gender gap nelle scienze, mentre Catherine Jami (CNRS) ci ha fornito il punto di vista della scienziata sociale sull’argomento. Nella seconda parte della mattinata si sono tenute le discussioni finali per zona geografica, mentre è stato compito di Lucilla Spini trarre le conclusioni e riassumere le raccomandazioni del progetto.

Sul sito potete trovare molto materiale del convegno, mentre qui saranno via via reperibili i report, i database e le raccomandazioni.

Chiara de Fabritiis

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