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“Dietro un grande uomo, c’è sempre una grande donna”. Questa frase, attribuita solitamente a Virginia Woolf, potrebbe attagliarsi perfettamente alla vicenda di Sophie Germain – solo che, nel suo caso, donna e uomo coincidevano. Sophie Germain (1771-1831) è stata una grande matematica, fisica e filosofa francese. Lo spirito riformatore della rivoluzione francese permeò le sue coraggiose scelte di vita.
L’amore per la matematica sboccia in lei nell’anno della rivoluzione francese: nel 1789, infatti, a 13 anni, la Germain trova nella ricca biblioteca del padre, facoltoso mercante, L’ “Histoire des Mathématiques” di J. E. Montucla. Lì, legge anche della fine di Archimede, trafitto a morte dalla spada di un soldato romano invasore mentre era troppo preso da un problema geometrico per accorgersi di lui. La ragazza pensa che la matematica doveva essere un argomento affascinantissimo se era capace di stregare qualcuno a tal punto e inizia a divorare libri matematici, tra lo scetticismo dei genitori che ritengono inopportuno lo studio di questa materia da parte di una giovane donna. È qui che, per la prima volta, Sophie fa i conti con il pregiudizio di genere di un’epoca che, tra l’altro, ha insegnanti privati con programmi di “matematica per signorine”.
Al compimento dei 18 anni, nel 1794, il sogno di iscriversi all’École polytechnique di Parigi si infrange di fronte al divieto che pende sulle donne. Un divieto che però non vale per Antoine-August Le Blanc, la nuova (finta) identità che la Germain escogita di assumere, e questo nom de plume entrerà a sua insaputa a far parte della storia della matematica.
Chi era Antoine-August Le Blanc? Uno studente che risultava iscritto all’École, ma che aveva poi abbandonato gli studi. Sotto falso nome, la Germain riesce a studiare dalle dispense e a presentare i suoi elaborati (scritti) ai docenti. Questa didattica a distanza però è destinata a trovare lo scoglio della curiosità di Joseph-Louis Lagrange, tra i principali matematici dell’epoca, che rimane molto sorpreso dall’improvvisa impennata dei voti del “ragazzo”. Lagrange insiste per incontrare quel brillante studente e alla fine scopre che è un po’ diverso da come se lo aspettava. La Germain teme che quella sia la fine, invece è solo l’inizio, dato che Lagrange conta più il suo talento che il suo apparato riproduttivo, e diventa il suo mentore.
Antoine-August Le Blanc però non sparisce. Riappare in calce alla lettera con cui, nel 1804, una Germain appassionata di teoria dei numeri inizia una corrispondenza con Carl Gauss. È datata infatti 21 novembre 1804 la missiva in cui Monsieur Le Blanc discute le “Disquisitiones” del grande matematico tedesco e gli presenta una parte del “suo” lavoro sull’ultimo teorema di Fermat. Intorno al 1807, però, cade anche con Gauss il velo dello pseudonimo. Durante le guerre napoleoniche, i francesi occupano la città tedesca di Braunschweig, dove vive Gauss e la Germain, preoccupata per lui, scrive al generale Pernety, un amico di famiglia. Quest’ultimo invia un capo di un battaglione a incontrare personalmente Gauss e ad accertarsi che fosse al sicuro. Gauss sta bene, ma rimane molto confuso quando gli dicono che deve ringraziare una certa “Sophie Germain” per la sua incolumità. Tre mesi dopo l’incidente, la Germain gli rivela la sua vera identità e lui, sempre tramite lettera, le risponde così: “Come posso descrivere il mio stupore e la mia ammirazione nel vedere il mio stimato corrispondente Le Blanc trasformarsi in questa persona celebrata … quando una donna, a causa del suo sesso, dei nostri costumi e dei nostri pregiudizi, incontra infinitamente più ostacoli degli uomini nel familiarizzare con i problemi nodosi della teoria dei numeri, eppure supera queste catene e penetra ciò che è più nascosto, ha senza dubbio il coraggio più nobile, il talento straordinario e il genio superiore”.
Sebbene Gauss abbia un’ottima opinione della Germain, le sue risposte arrivavano però spesso con grande ritardo e, generalmente, il matematico non esamina il suo lavoro. Il carteggio si esaurisce nel 1809: Gauss era stato nominato professore di astronomia all’Università Georg-August di Gottinga e aveva abbandonato la teoria dei numeri per gli studi di matematica applicata e le lettere della Germain rimasero senza risposta.
Perso l’appoggio di Gauss, la Germain non se la sente più di continuare il lavoro sulla teoria dei numeri e decide di esplorare altre linee di ricerca, raggiungendo comunque eccellenti livelli di applicazione matematica in fisica teorica. Antoine-August Le Blanc sarebbe stato fiero di lei.

 

 

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