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La matematica è una disciplina bella, aperta, creativa e multidimensionale. Purtroppo, la matematica scolastica è invece spesso poco interessante, procedurale e unidimensionale; si tratta unicamente di memorizzare metodi e procedure. La limitatezza della matematica insegnata a scuola è una delle ragioni per cui così tanti studenti abbandonano la disciplina. La matematica monodimensionale non è né la matematica del mondo né la matematica richiesta nel mondo del lavoro odierno.
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Cos’è allora la matematica multidimensionale? È matematica vera. Consideriamo il lavoro di un matematico: deve prima identificare un problema importante, poi definire un approccio matematico allo stesso, probabilmente discuterà le proprie idee con altri, e si imbarcherà in quello che Lakatos descrive come un processo a zig-zag tra processi di congettura, processi di ritrovamento e raffinamento di controesempi e processi di dimostrazione. Deve definire un modello matematico, applicare metodi, disegnare schemi, collegare idee, ragionare su questi collegamenti e comunicare in forme diverse. Questo lavoro è multidimensionale. Quando la matematica è insegnata in classe come materia multidimensionale, gli studenti si impegnano di più, l’apprezzano di più e migliorano le loro prestazioni.

  • Guarda come uno dei responsabili di Wolfram-Alpha parla della necessità di estendere la matematica insegnata a scuola
  • Leggi un estratto del libro di Jo Boaler sull’ampiezza di respiro della matematica

(qui trovate l’originale inglese su youcubed.org)

Ruben Notari

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