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L’insegnamento  è presenza, scambio di guardi, è rapporto umano e  interazione di menti e corpi. Pensiamo che la presenza fisica di insegnanti e studenti in uno stesso luogo sia fondamentale e insostituibile. Siamo però in un periodo di emergenza e in questo articolo di Davide Passaro si inseriranno alcuni spunti che non vogliono (e non possono) essere esaustivi, ma cercano di offrire agli insegnanti che ci leggono dei suggerimenti pratici e facilmente riutilizzabili. Speriamo, invece, che quando questa crisi sarà passata ci sarà occasione di riflettere in modo più concreto su quanto di buono (e di non buono) ci sia e come le nuove tecnologie possano, in caso, affiancare/integrare  la didattica. Questo post fa parte della campagna #lascuolaconta.

Sono convinto che in Italia ci sono migliaia di insegnanti che si sono già organizzati, che hanno trovato una loro modalità di fare “didattica a distanza”.  Invito quindi chi legge ad inserire nei commenti le loro soluzioni o eventuali segnalazioni di errori. Le aggiungeremo, eventualmente, a questo articolo, in modo da arricchirlo  consapevoli che non c’è “la soluzione migliore” ma tante soluzioni che evolvono nel tempo e che si adattano, in base alle necessità,  ai diversi contesti. Per forza di cose questo contributo sarà incompleto e parziale.

In questo post si parlerà di quattro aspetti:

  1. Condividere materiali e creare classi virtuali
  2. Creare video e caricarli sul web
  3. Webinar ovvero fare lezioni interattive
  4. Suggerimenti per usare la  grande mole di contenuti di qualità presenti in rete.

In tutto questo, l’insegnamento di materie come matematica e fisica ha una caratteristica aggiuntiva: non è sufficiente proporre di ascoltare una lezione parlata, è necessario “scrivere formule” e “svolgere esercizi”. Cercheremo (in particolare nel punto 2)  di suggerire qualche spunto possibile per ovviare a questo problema specifico.

Prima di passare all’elenco vorrei però inserire i seguenti  “Nota Bene”:

N.B. 1  In questo articolo ci concentreremo sul proporre soluzioni gratuite o a bassissimo costo (pochi euro) e vista la situazione di emergenza tralasceremo il problema, che però sulla lunga è centrale e speriamo che sia anche questo oggetto di riflessione futura, di chi offre questi servizi, di come usa i dati, ecc..  In linea teorica si dovrebbero, secondo chi scrive, sempre preferire soluzioni OpenSource, multipiattaforma offerte da aziende con finalità educative che garantiscano che i dati raccolti dagli account dei nostri studenti non siano usati in alcuno modo per scopi commerciali. La scuola dovrebbe fare più attenzione ad aderire a proposte di grandi aziende che offrono gratuitamente servizi “educational”.

N.B. 2 Anche se può sembrare strano, non è detto che tutti gli studenti abbiano accesso ad un connessione ad internet illimitata. Se è vero che praticamente tutti gli studenti hanno uno smartphone con accesso ad internet, spesso hanno dei contratti con giga  limitati e non hanno a casa una connessione con una tariffa illimitata oppure la connessione è lenta. E’ importante verificare questo perché alcune di queste soluzioni potrebbero, di fatto, escludere alcuni studenti. Si rimanda per questo problema ad una petizione per ottenere giga illimitati

1) Creare classi virtuali per condividere materiali

Il primo punto è quello forse più semplice, ma da non sottovalutare per la sua utilità.  Oltre al registro elettronico su cui come è noto già è possibile fare molto (assegnare esercizi,  caricare materiale per studiare o soluzioni di esercizi) esistono una serie di strumenti che permettono di formare una classe “virtuale” in cui è possibile fare qualcosa in più, ovvero avere una più stretta relazione con la classe e sfruttare altre potenzialità che ogni tipologia di classe virtuale offre (questionari per esempio).

La creazione di una classe virtuale, avendo già il registro elettronico e altre modalità di comunicazione (eventuale email per esempio), non è fondamentale, ma può essere utile per una interazione “più ordinata” con gli studenti. Il suggerimento è di provare a sperimentarla con una classe e vedere se aiuta. In generale il suo uso, alla lunga,  fa risparmiare tempo.

Circa la costruzione di una classe virtuale, le possibilità sono tante e (probabilmente)  ogni docente sarà sicuramente in grado di capire se si adattano al suo modo di fare didattica e se vale la pena sperimentarle in questo periodo. Ovviamente è utile prima contattare l’animatore digitale della scuola che può suggerire la soluzione o le  soluzioni che il particolare istituto stanno adottando.  Qui di seguito mettiamo un elenco (incompleto):

  • Google Classroom: opzione gratuita che offre davvero tante possibilità  (ma verifica prima che la tua scuola si sia registrata per un account G Suite for Education ).
  • Edmodo: gratuito sia via web che via app. E’ facile da usare, non necessità che la scuola sia registrata, in pratica è una sorta di Facebook, in cui il professore modera.
  • WeSchool: interessante proposta che è pensata per offrire strumenti adatti a realizzare una classe capovolta.
  • Slack: una app che nasce per gestire team nel mondo del lavoro che nella versione base è gratuita ed ha davvero tante potenzialità (qui tutorial).
  • Moodle: informati se la tua scuola ha una piattaforma moodle già aperta (o in via di creazione a breve). In questo caso ovviamente diventa lo strumento principale da usare. Se non lo conosci, qui trovi qualche info.
  • Classi virtuali proposte dalle case editrici (es. Zanichelli  e Mondadori)

Creare una classe virtuale permette di poter comunicare in modo immediato con gli studenti senza dover dare loro email personali o numeri di cellulari  e poter, in sostanza, condividere in modo organizzato i contenuti (io personalmente sono sempre stato contrario a gruppi whatsapp, Telegram, ma in casi di emergenza come questi ovviamente può essere sensato fare una eccezione).

2) Creare video e caricarli sul web

Anche se a parlare ad uno schermo e non vedere i volti degli studenti è difficile, in questo periodo molti insegnanti si stanno organizzando per creare video lezioni per i propri studenti.

Per prima cosa parliamo di come creare dei video.

Ecco alcune possibili opzioni:

  1. Registrazione della voce a partire da slide Power Point:  si preparano le slide (o utilizza, adattandole,  slides come quelle che  molti libri di testo forniscono come materiale aggiuntivo per docenti) e si registra l’audio su una presentazione power point (qui è spiegato come fare). E’ semplice, però funziona solo se si ha office (e se i tuoi studenti non hanno office potrebbero avere problemi nell’ascoltare il tutto).
  2. Registrazione schermo computer: si preparano delle slide  e si crea una video lezione in cui si registra il video del computer (dove si proiettano lo slides o si mostra il libro elettronico) e la tua voce. Ci sono tantissimi modi per farlo in modo gratuito. Per Mac c’è la semplicissima opzione di  QuickTime, oppure molto semplice per tutti i sistemi operativi è screencast (ma cliccando qui si trova un elenco di varie possibilità). Una possibilità molto semplice è    usare OpenBoard un programma opensource e multipiattaforma pensato per le lavagne elettroniche che però usato sul computer del docente può registrare un podcast (qui trovi la guida).
  3. Registrare con una webcam o uno smartphone la lezione (qui ogni docente deve valutare se decidere di comparire in video oppure no, io tenderei a sconsigliarlo): si possono realizzare  per esempio inquadrando il foglio su cui si scrive. Anche se apparentemente più semplice se non si ha un cavalletto, un minimo di praticità con le riprese video e la gestione delle luci e delle inquadrature  non sempre il risultato finale è buono. Io tenderei a sconsigliare questa opzione.

Nel caso si abbia a disposizione un tablet o un pc che permette l’uso di una pennino per scrivere, le possibilità diventano davvero molto ampie e consiglio a tutti i docenti (se già non lo possiedono) di valutare l’acquisto di:

  • Tavoletta grafica da collegare a pc su cui scrivere (opzione più economica);
  • Un Tablet che permetta uso del pennino;
  • Un Pc Touch screen dotato di penna.

Ormai i prezzi dei tablet con penna (sia iPad che altre marche) sono scesi talmente che la seconda opzione è preferibile (comunque il loro acquisto rientra in quelli della Carta Docente).

Per computer con windows la soluzione integrata per scrivere con la penna è usare OneNote.

Se si ha un tablet il vantaggio è che esistono una serie di App gratuite o a basso costo che permettono di realizzare una lezione con “montaggio video incluso”  ovvero di registrare e andare avanti e indietro nel video e registrarci sopra nuovamente (montaggio di un video che è molto meno banale da fare che su un computer).

In assoluto una delle migliori App è Explain Everything disponibile sia per Android che per iOs (qui presentazione) ma ne esistono molte altre. Cito qui un elenco non esaustivo: myViewBoard, AutoDraw, EduCreations.

Se mi sentissi di dare un consiglio, penso che l’ultima opzione che coinvolge l’uso del tablet sia la migliore, anche se ha il costo dell’acquisto di un tablet (problema che la carta docenti elimina).  Se si vogliono creare video di matematica e fisica penso che la facilità di scrivere sul tablet come fosse una lavagna offre una marcia in più alle lezioni (che usando le slide sono molto più “ingessate” e soprattutto lunghe da preparare). Ovviamente in questa lavagna si possono caricare (a differenza della lavagna di gesso ma in modo molto simile alla LIM di classe) file pdf,  ppt e scriverci sopra e anche video e animazioni.

La fase relativa al  caricare i contenuti via web è molto più semplice (se non si hanno problemi di connessione lenta):

Per caricarli sul web si può aprire un canale YouTube ma anche su Vimeo. In questo caso c’è l’interessate possibilità di rendere i video “privati” a disposizione solo degli studenti con la password. Ovviamente i video possono essere caricati anche su tutte le piattaforme che forniscono spazio web in modo gratuito (Dropbox, box). Ognuna di queste operazioni è ampiamente documentate con vari tutorial passo passo in rete.

3) Webinar ovvero fare lezioni interattive

Per certi aspetti la possibilità di fare un webinar, ovvero seminario sul web,  a cui gli studenti possono partecipare  interagendo e comparendo, volendo, anche con il loro volto (e  quindi di riformare “la classe” virtualmente)  è probabilmente l’opzione che più sarebbe adatta in tempi di chiusura forzata e prolungata  della scuola. Viene fatto molto uso di webinar in ambiti anche lavorativi come quelli delle aziende e ci sono molte opzioni che è possibile sfruttare.  Chi scrive è meno esperto su questo argomento.

Mi è capitato di sperimentare però:

  • Skype: è probabilmente la soluzione più semplice per fare una audio/video conferenza con gli studenti. E’ una opzione gratuita  a cui ultimamente è stato allargato il numero di partecipanti possibili (qui per le caratteristiche offerte i  e qui per fare conference ). Certo più la classe è numerosa più la gestione non è semplice e si deve sperare sempre nel problema della banda della connessione.
  • Jisti Meet: una soluzione per webinar gratuita e facile da usare. Consiglio di provarla almeno una volta per la sua immediatezza. Si crea una “Stanza” e gli studenti accedono alla stanza tramite quel nome.
  • Zoom: è una soluzione più professionale anche se gratuita fino a 100 partecipanti con un limite di 40 minuti di durata. Qui un tutorial su come usarlo.
  • Microsoft Team : strumento offerto da Microsoft che permette di creare una vera classe al cui interno realizzare videoconferenze.
  • Google Meet: proprio in questo periodo di emergenza, Google ha messo a disposizione in modo gratuito fino al 1 luglio 2020, il suo strumento di videoconferenza. Vale la pena di sperimentare forse questa opzione soprattutto se si è attivata la classroom di google introdotta nel punto 1.

Gli ultimi due sono strumenti molto usati e ben documentati in rete. Come contro (oltre alle problematiche relative ad usare strumenti offerti da giganti del web e tutto quello che comporta, ma vista l’emergenza, come detto in premessa, sorvoleremo su questo), si ha il fatto sono strumenti utilizzabili se la scuola ha attivato l’account o se lo studente ha attivato il pacchetto office 365 (si veda qui). Conviene, anche qui, sentire l’animatore digitale della propria scuola e chiedere consiglio a lui.

 

4) Suggerimenti per usare la  grande mole di contenuti di qualità presenti in rete.

La reazione di video e di Webinar potrebbe essere difficoltosa soprattutto perché, un conto è fare un video ogni tanto, un altro è coprire le esigenze di tutte le classi per diversi giorni. Trenta minuti di video sono molto più impegnativi e dispendiosi di 30 minuti di lezione… soprattutto all’inizio.

In realtà esiste una grande quantità di contenuti di qualità in rete. Il docente può offrire ai suoi studenti una selezione di contenuti e di video da vedere (perché è noto che uno dei problemi degli studenti è “selezionare” contenuti di qualità) che siano più vicini, per esempio, al suo approccio didattico. In questo modo si possono coprire molti argomenti.

In realtà è doveroso segnalare che  prima ancora di rivolgersi a contenuti sul web, vale la pena di provare a far utilizzare di più  ai nostri studenti il libro di testo (troppo spesso è usato solo come luogo da cui prendere esercizi) che ha un corredo di materiale aggiuntivo offerto dalle case editrici. Non sempre noi insegnanti lo esploriamo e invitiamo ad esplorarlo. Questo periodo di chiusura forzata potrebbe essere l’occasione.

Detto questo la miglior  proposta possibile da fare agli studenti è quella di iscriversi ai corsi gratuiti offerti da piattaforme web (detti MOOC) come coursera, edx, Khan Academy,  udemy, udacity… In teoria il livello è universitario ma alcuni sono di adeguato livello per i nostri studenti (specie degli ultimi anni).

Il problema di questi contenuti è che molti sono in inglese (ma perché non proporre anche qualcosa in inglese?).  Se si preferiscono contenuti in italiano, ce ne sono diversi e di qualità.

Questi corsi hanno il vantaggio di avere anche quiz che verificano l’apprendimento e in alcuni casi rilasciano anche il certificato di partecipazione gratuito.

Tra i tanti segnaliamo (elenco assolutamente non esaustivo) tra quelli gratuiti e in Italiano:

Invitiamo nuovamente chi legge ad aggiungere nei commenti altre proposte di corsi che valutano utili da segnalare.

Davide Passaro

 

 

 

Davide Passaro

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