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Una ricerca condotta dalla Professoressa Vanessa Pope e dal suo team del King’s College London, ha dimostrato che, sebbene uno spettacolo di stand-up comedy possa sembrare spontaneo e pieno di imprevisti, in realtà è costruito su una struttura millimetrica. Lo studio, pubblicato su PNAS Nexus, ha utilizzato un framework innovativo chiamato TAMS (Topology Analysis of Matching Sequences), che si ispira a tecniche informatiche utilizzate per analizzare il ritmo musicale e l’espressività, inclusa l’analisi dei battiti cardiaci. Questa ricerca ha un carattere pionieristico, grazie al lavoro della Prof.ssa Elaine Chew, esperta di “teranostica della musica digitale” presso il Dipartimento di Imaging Cardiovascolare del King’s College, evidenziando un legame affascinante tra il ritmo di una battuta e quello di un cuore.

Tra il 2017 e il 2018, la ricerca ha monitorato i tour di due comici professionisti nel Regno Unito: Sara Pascoe, comica affermata e Pierre Novelle, un artista emergente. Analizzando lo show della Pascoe, il TAMS ha rilevato che il 39,66% delle sequenze di ogni performance era identico a quello degli altri show: l’artista inseriva materiale nuovo all’inizio, per poi affidarsi a routine provate con tempi di esecuzione costanti. Novellie, durante lo studio, era impegnato a sviluppare nuovo materiale, e le riproposizioni erano solo del 14,22%. Il suo show si evolveva attorno ad alcune battute chiave, mantenendo la loro posizione nel tempo ma con una gestione molto più flessibile del ritmo tra una sequenza e l’altra.

Il TAMS ha evidenziato caratteristiche strutturali specifiche, tra cui il posizionamento costante di nuovo materiale all’inizio dello spettacolo. Uno dei risultati più sorprendenti riguarda i cosiddetti “finti errori”. Suoni di riempimento, balbettii, esitazioni o apparenti lapsus che sembrano accidentali sono risultati spesso incorporati e ripetuti sistematicamente. Questo suggerisce che tali elementi siano parte deliberata della tecnica del comico per creare un senso di connessione e naturalezza con il pubblico, indipendentemente dal luogo o dall’atmosfera della serata.

Secondo gli autori, la metodologia può essere estesa all’analisi di altre forme di parlato ripetuto e tipi di performance, inclusi teatro, danza e musica; inoltre, può evidenziare la diversità e l’abilità delle performance artistiche dal vivo in un momento in cui gli artisti devono affrontare la pressione dell’intelligenza artificiale generativa.

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