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La mancanza di educazione finanziaria è un problema che riguarda larga parte della popolazione del nostro paese. Alcuni avvenimenti del recente passato lo hanno ampiamente dimostrato: i bond argentini, i bond Parmalat, i derivati collocati presso imprese di medie-piccole dimensioni, le perdite legate al titolo Lehman Brothers, le obbligazioni subordinate e il bail-in delle banche in difficoltà negli ultimi anni. Tutti questi episodi, che hanno creato situazioni di disagio sociale localizzate, ma rilevanti in quanto alcune persone hanno perso i risparmi di una vita, affondano le loro radici anche nella limitata conoscenza degli strumenti finanziari e delle più elementari nozioni di finanza, quali ad esempio leggi di capitalizzazione, diversificazione degli investimenti, e trade-off rischio-rendimento.
L’azione del progetto EDUFIN@POLIMI, sviluppato dal Qfinlab, il laboratorio di Finanza Quantitativa del Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milano, si inserisce in questo contesto puntando a completare l’offerta rispetto agli interventi già in essere a livello nazionale, sperimentando modalità innovative di “fare formazione” su temi complessi. Con il progetto EDUFIN@POLIMI si vuole proporre la realizzazione di un modello formativo innovativo per l’acquisizione di conoscenze nel campo dell’educazione finanziaria da parte di studenti di scuole secondarie di II grado. Giulia Bernardi, assegnista di ricerca presso il Qfinlab, ci racconta la sua esperienza su campo.

di Giulia Bernardi

“Il conto corrente A offre gratuitamente 200 operazioni all’anno ed ha un costo di 1 euro per ogni operazione aggiuntiva. Se decidesse di aderire a questa offerta un cliente che fa 164 operazioni all’anno, quanto dovrebbe pagare ogni anno?”

Alunni: “200 – 164 … 36, 36 euro”
Docente: “Ne siete sicuri?”
Alunni: “Mmh, no… non è la sottrazione!? Cosa dobbiamo fare: l’addizione?”
Docente (con ironia): “La moltiplicazione, la divisione…così le abbiamo dette tutte!”
Alunni: “Ah! Dobbiamo fare una divisione?”

I protagonisti di questa scena erano degli studenti di seconda superiore che stavano partecipando alla caccia al tesoro finanziaria, una delle attività proposte dal progetto Edufin gestito dal Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milano. Durante questo gioco i ragazzi, divisi per squadre, affrontano in tappe successive alcuni quesiti legati al mondo della finanza. Non sono necessarie conoscenze pregresse, perché ad ogni tappa ricevono anche degli indizi sotto forma di video, testi, pagine web da visitare che permettono loro di acquisire le conoscenze necessarie a rispondere correttamente.

Le difficoltà principali che abbiamo osservato nei primi mesi di questo progetto non sono relative tanto agli argomenti di finanza, nuovi per la maggior parte degli studenti, ma a conoscenze e competenze matematiche che fuori dall’aula sembrano essere… dimenticate! L’idea da cui è nata la caccia al tesoro era quella di avvicinare gli studenti al mondo della finanza attraverso un gioco, sfruttando la competizione per motivare i ragazzi e allo stesso tempo dandogli l’occasione di conoscere, velocemente, diversi argomenti che potrebbero poi essere approfonditi dagli studenti (o dai docenti) interessati. Dopo aver replicato l’esperienza in alcune scuole a questo obiettivo si sta aggiungendo anche quello di voler osservare quali competenze i ragazzi riescono a mettere in gioco per poter risolvere gli indizi, quali difficoltà hanno nel ricavare le informazioni da un testo o da un breve filmato, quanto riescono a correggere i propri errori… Insomma, sono tutti questi elementi vengono già osservati dagli insegnanti durante le normali ore di lezione, ma la caccia al tesoro finanziaria dà l’occasione di valutare questi aspetti anche in un contesto diverso dalla normale situazione d’aula.

La caccia al tesoro non è l’unica proposta del progetto Edufin per le scuole secondarie, abbiamo elaborato anche un breve percorso di lezioni di educazione finanziaria che i docenti di matematica possono utilizzare sia per introdurre queste tematiche a scuola, sia per trattare alcuni argomenti specifici partendo da problemi concreti. Valutando i costi fissi e variabili di un conto corrente si possono affrontare la rappresentazione delle rette e delle funzioni definite a tratti nel piano cartesiano; scoprendo come funzionano le leggi di capitalizzazione si può ricostruire la definizione di funzione esponenziale; calcolando il tasso interno di rendimento di un investimento si può discutere il problema di trovare le soluzioni a equazioni non lineari… Il percorso è stato pensato utilizzando la metodologia della flipped classroom: ci sono dei video con le parti teoriche a cui il docente può fare riferimento, guardandoli in aula con gli studenti o lasciandoli per il lavoro a casa, oltre a esercizi e problemi da discutere in classe per approfondire le tematiche.

Uno degli aspetti più interessanti di questo progetto è quello di permettere agli studenti di avvicinarsi a temi della vita quotidiana: spread, tan, taeg, btp… Tutte queste sigle sono conosciute anche dagli studenti più giovani per averle sentite nelle pubblicità, ai telegiornali, ma spesso non solo non ne conoscono il significato specifico ma neanche hanno idea dell’argomento di cui si sta parlando. Gli studenti sono estremamente curiosi su questi aspetti, soprattutto se trattati con modalità diverse dalla classica lezione frontale ma attraverso esempi reali e discussioni in classe.

Dopo aver presentato a grandi linee quali fossero gli argomenti che avrebbero affrontato con il loro docente durante il percorso di educazione finanziaria gli studenti di un liceo artistico mi hanno sommerso di domande: Meglio depositare i soldi su un conto corrente o tenerli a casa? Perché se lo spread cresce è un cattivo segno? Perché si prende come riferimento la Germania? E’ meglio se TAN e TAEG sono alti o bassi? I prestiti allo 0% sono davvero convenienti? Come valutare quali investimenti fare?
E’ difficile dare una risposta univoca ad alcune di queste domande, ma l’obiettivo del progetto più che fornire direttamente le risposte è quello di dotare gli studenti degli strumenti per poterle cercare autonomamente. Speriamo che gli studenti possano mobilitare le loro competenze matematiche, acquisire nuove conoscenze per poi essere in grado di interpretare le informazioni, conoscere le regole elementari del mondo della finanza e un giorno prendere delle decisioni più consapevoli, essendo in grado di valutare rischi e benefici delle scelte in campo finanziario.

I video che utilizziamo sia per la caccia al tesoro che per il percorso in aula di educazione finanziaria sono tratti dal MOOC (la sigla sta per massive open online course, ad indicare un corso gratuito online rivolto al grande pubblico) “Finanza per tutti” a cui potete accedere dalla piattaforma www.pok.polimi.it .

Il sito www.imparalafinanza.it fa da riferimento per tutte le attività che stiamo portando avanti, troverete approfondimenti su alcuni argomenti specifici, simulatori, collegamenti ai video di “Finanza per tutti” e la rassegna stampa delle nostre iniziative. Se siete interessati, per saperne di più, potete scriverci a edufin@polimi.it.

Giulia Bernardi
Politecnico di Milano
Dipartimento di Matematica

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