Diamine, è un netto miglioramento, non vi pare?
Basta guardare il calendario, per rendersene conto. Certo, se uno si fermasse alla mera constatazione che oggi è il 25 febbraio, che il “primo giorno lavorativo del mese” è stato il 2, e concludesse con ferrea e glaciale logica che questo 325° numero di Rudi Mathematici esce con 23 giorni di ritardo, non potremmo obiettare nulla. Ma lo sanno tutti, che i meri calcoli non rispecchiano la vera essenza della matematica! I numeri sembrano fissi, stabili e immobili come rocce di granito su un deserto di sabbia, ma in realtà raccontano movimenti, orbite, il continuo pullulare di eventi degli eventi cosmici e universali, perdindirindina. Tornate indietro di meno (e sottolineo meno) di un mese, e vedrete che RM324 è uscito il 29 gennaio. Quattro giorni recuperati, questo è quello che conta! Soprattutto, tenendo conto che questo febbraio è stato riempito da carnevali (sia quello ordinario che quello della Matematica), da due settimane di Olimpiadi Invernali e dal solito mucchio di cose da fare. Abbiamo dovuto aspettare che cominciasse il Festival di Sanremo, per trovare un attimo di tempo disponibile, che diamine.
E comunque, eccoci qua: come sempre, faremo finta di vivere un universo parallelo, al di fuori dalle tristi beghe umane, terrestri e quotidiane, e ci limiteremo a osservare che in giro ci sono già evidenti segni di primavera. Nella campagna canavesana dove risiede la tastiera che sta componendo questa Newsletter sono già al lavoro api e bombi che si litigano le prime primule, e questo, come tutte le cose serie, ci inquieta un po’: un po’ perché è pur sempre febbraio, e di solito celebriamo la primavera nelle Newsletter di Marzo o Aprile, e un po’ perché non sappiamo se indossare i panni dei gioiosi salutatori della rinascita dopo la pausa invernale o i tetri paltò di chi non può fare a meno di leggere tra l’erba i segni del disastro climatico.
Ma per la miseria, avevamo appena detto che non avremmo parlato del mondo reale, e ci finiamo subito dentro… d’accordo, torniamo nel celeste empireo della matematica ricreativa, e non pensiamoci più. Ebbene, in questo RM325 che palesa una funzione ritardo ancora con alti valori, ma con derivata splendidamente negativa, troverete la solita pletora di meraviglie. Cominciando dal fondo (tanto per fare gli originali), il perfido GC intitola il Paraphernalia del mese come “sarebbe una cosa semplice”, dimostrando così tutta la sua perfidia, perché poi arriva a parlare di tensori. Alice ha cucito insieme dieci pagine abbondanti di soluzioni (piene di coltelli che tagliano cipolle e forbici che tagliano carta), palesando anche una sua indubitabile e incontestabile voglia di vacanza. Due problemi a numero sono il minimo sindacale di RM, ma siccome il “Fall Contest” ha trovato una brillante soluzione, Rudy non ha resistito alla tentazione di ripetersi proponendo anche il “Winter Contest”. Ciò dimostra in un colpo solo due evidenti sintomi di perdita di lucidità della redazione tutta: uno, l’eccesso imperante di anglicismi; due, che una Newsletter che si porta dentro parole come “fall”, “winter” e “primavera” come minimo è un po’ sfasata. Infine (o meglio, all’inizio) il compleanno di questo mese non è un compleanno ma è un reportage, insomma un “taccuino di viaggio”, che prova a raccontare qualcosa della trasferta di gennaio di due Rudi Mathematici su tre nel cuore della Toscana. A pensarci bene, è abbastanza curioso che le lame compaiano anche lì… il minimo che si possa dire di questo RM325 è che sembra affilato.
Voi, se siete arrivati fin qua, dateci retta: tenete le lame ben chiuse nei cassetti irraggiungibili dai pargoli, fate incetta di cioccolata prima che diventi troppo caldo per gustarsela, e ricordatevi di essere felici.













Solo per capire se non riesco ad interpretare correttamente una frase in:
8.1 ….sarebbe una cosa “semplice”…
A un certo punto leggo:
”
Quando li disegnate su un piano, i nostri simplessi diventano dei grafi completi, ossia ogni nodo è collegato con tutti gli altri; quindi, in n dimensioni, avete n+1 vertici, n(n–1)/2 spigoli, (n–1)(n–2)/2 facce.
”
ma non capisco a cosa si riferiscano questi conteggi:
“… quindi, in n dimensioni, avete n+1 vertici, n(n–1)/2 spigoli, (n–1)(n–2)/2 facce”
anche perché più avanti leggo (e qui i conti mi tornano):
Il 2-simplesso (il triangolo equilatero) ha un 1-simplesso (un segmento) come ognuna delle sue facce, e ogni 1-simplesso ha uno 0-simplesso ad ognuna delle sue facce (sarebbero gli estremi); per amor di precisione, quelle che abbiamo chiamato “facce” sono di solito definite come n-facce (e alcune hanno dei nomi); procedendo nella costruzione, si vede ad esempio che il 5-simplesso ha 6 0-facce (vertici), 15 1-facce (spigoli), 20 2-facce (facce), 15 3-facce (celle), 6 4-facce e (evidentemente, visto che ne abbiamo “uno solo”), 1 5-facce8.
8 Se questi numeri vi sembra suggeriscano qualcosa ma non vi ricordate cosa, citofonare “Pascal” (o “Tartaglia”). Sì, il triangolo.