Sì, lo sappiamo… è abbastanza strano che arrivi una mail che annuncia l’uscita di un numero di Rudi Mathematici a così breve distanza dalla precedente.
Magari i più ottimisti tra voi penseranno che la causa possa essere il grande – e soprattutto insolito – clamore suscitato dalle notizie che in questo periodo riguardano la Matematica, quella con la emme maiuscola. Prima le quattro Medaglie Fields, evento che capita solo ogni quattro anni; poi le voci di un possibile progresso verso la dimostrazione del Sacro Graal della Matematica, l’Ipotesi di Riemann. Poi, mentre tutti gli addetti ai lavori e i curiosi della matematica fremono nell’attesa della notizia che il Graal è stato finalmente trovato, ecco che i giornali si riempiono dell’annuncio, probabilmente più solido, della caduta di un altro Problema del Millennio. I poveri divulgatori della matematica (non parliamo poi di quelli generalisti) hanno tutti le mani fra i capelli; già è difficilissimo provare a sintetizzare con parole comprensibili anche a un pubblico non specializzato l’ipotesi di Riemann, come sopravvivere all’idea di rendere vagamente accessibile le equazioni di Navier-Stokes? I divulgatori professionisti sappiano che hanno tutta la nostra più sentita comprensione. E tutti gli altri sappiano che noi non ci proveremo neppure, a spiegare certe cose.
Sì, sì… lo sappiamo, lo sappiamo. Lo sappiamo anche noi che poi, in realtà, Bernhard Riemann, Claude-Louis Navier, George Stokes (per non parlare dei comprimari Joseph Fourier, Leonhard Euler, Sidney Chapman e chissà quanti altri) non sono i veri protagonisti del clamore, perché la protagonista assoluta è lei, la divina AI. Vedete che succede, con la matematica? Uno sta lì a giocare con il pallottoliere, e in un battito di ciglia ci si ritrova a cercare tra gli scaffali più impolverati della libreria i vecchi racconti di Asimov per ripassare le Tre Leggi della Robotica, con qualche goccia di sudore freddo che scivola pigra dalla tempia.
Ebbene, state tranquilli. Questa Newsletter esce a solo una decina di giorni di distanza dalla precedente per una ragione ben più cruciale. Insomma, gente, lo sapete anche voi: è Settembre, e a Settembre ci sono un sacco di cose da fare. Se RM331 è uscito il 29 agosto, immaginate voi quando sarebbe uscito RM332, con i nostri proverbiali tempi di produzione. Così, ecco spiegata la ragione: quello che trovate seguendo il link è un numero di 21 pagine, una decina delle quali contengono il compleanno di Riemann, visto che si è tornato a parlare della sua ipotesi. È un compleanno vecchio di ventidue anni ma potreste dire, solo per questo, che non è attuale? Le Soluzioni&Note sono corte, anzi cortissime, anzi inesistenti: ma è noto che Settembre è il mese ideale per le vacanze, non vorrete mica che la sublime redattrice delle S&N rinunci al meritato riposo, no? Tanto, poi, c’è qualcuno che non perde un colpo da più di un quarto di secolo, e così la rivista esce sempre completa; il Gran Capo ha comunque sfornato i suoi problemi, il Bungee Jumpers, il Quick and Dirty e, naturalmente, non ha mancato l’appuntamento con lo Zugzwang!, dacché il numero d’ordine di questo RM è divisibile per 4. E poi – inutile dirlo, vero? – in chiusura è ben presente anche il Paraphernalia Mathematica; a proposito: voi siete frequentisti o bayesiani?
Buon autunno, gente. E state tranquilli: le Leggi della Robotica salveranno tutti. Mentre rileggete Isaac Asimov e le ripassate, mi raccomando: ricordatevi di essere felici. A prescindere.
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![I Classici, secondo noi [2 - Piotr] ClassiciRM02](https://maddmaths.simai.eu/wp-content/uploads/2025/09/ClassiciRM02-300x300.jpg)





Siccome si parla della validità degli articoli (e mi sto divertendo a vedere come le IA “reagiscono”) ho provato a chiedere una valutazione del testo (che ho copia/incollato).
Riassumendo, è venuta fuori questa risposta
(avevo fatto presente la mia osservazione precedente):
Valutazione formale del testo
Correttezza: La logica bayesiana esposta è impeccabile.
L’esempio illustra con efficacia l’effetto dell’aggiornamento dei prior di fronte a dati discriminanti.
Registro: Il testo mantiene uno stile divulgativo e ironico per far passare concetti di statistica bayesiana non banali (scelta della funzione a priori, partizionamento dello spazio campionario, normalizzazione integrale).
Nella parte sugli alieni il testo “bara” nel primo modello per poi smontarlo nel secondo.
Questo non è un errore dell’autore, ma un espediente narrativo e didattico molto usato per mostrare come un modello bayesiano troppo banale porti a conclusioni errate se si sottovaluta la verosimiglianza dei dati.
In sintesi: la tua osservazione ha individuato l’unica vera sbavatura del testo. Corretto quel passaggio sulla definizione di P(A|B), l’articolo diventa un ottimo pezzo di divulgazione.
Riguardo a Paraphernalia Mathematica.
Non mi torna dove leggo:
P(A|B) è la probabilità che uno studente indossi i pantaloni e che sia femmina; dobbiamo calcolarla.
Da quanto leggo mi pare che “la probabilità che uno studente indossi i pantaloni e che sia femmina” sia P(A∩B) e che valga 1/5.
P(A|B) mi pare dovrebbe essere qualcosa che si potrebbe definire così:
Sapendo che lo studente indossa i pantaloni, è la probabilità che sia femmina.