Non tutti i tiri nello specchio della porta sono uguali. I modelli statistici permettono oggi di stimare quanti gol un portiere avrebbe dovuto subire e quanti invece è riuscito a evitare. Ce ne parla Marco Menale per La Lente Matematica.
Un portiere che subisce pochi gol è il più bravo? Nel calcio questa domanda è meno banale di quanto possa sembrare. Il numero di gol subiti dipende da molti fattori: la qualità della difesa, il numero di tiri concessi, la pericolosità delle occasioni create dagli avversari. Due portieri possono subire lo stesso numero di gol pur avendo affrontato tiri diversi per numero e per difficoltà. Vengono in soccorso i numeri a fare chiarezza come spesso accade nel calcio moderno.
Negli ultimi anni l’analisi dei dati calcistici ha introdotto diversi parametri statistici. Il più famoso resta l’expected gol (xG) (ne abbiamo parlato qui e qui in questa rubrica) che serve per misurare a livello offensivo sia il singolo calciatore che l’intera squadra. Meno famosi e chiacchierati restano invece i parametri delle difese, e ancor meno quelli dei portieri.
Partiamo da un presupposto: quello del portiere è uno dei ruoli più insidiosi. Se fa bene sembra solo fare il proprio dovere. Ma quando c’è l’errore diventa vittima sacrificale da immolare rispetto a tutto il resto. Per prendersi meriti e complimenti deve fare proprio molto bene: parate spettacolari oppure un rigore parato.
Passiamo ai numeri. Se per l’attacco ci sono gli xG, per i portieri c’è un altro parametro: xGOT conceded, acronimo di Expected Goals On Target conceded. L’idea è valutare la qualità dei tiri nello specchio che un portiere subisce. A questi tiri si assegna con modelli statistici la probabilità che quel diventi gol. Questa probabilità dipende soprattutto da dove sta andando il pallone nella porta: un tiro centrale è relativamente facile da parare, mentre un tiro molto angolato o vicino all’incrocio ha probabilità molto più alte di trasformarsi in gol. Per confronto, se l’xG misura la probabilità che una certa situazione porti alla rete, prima del tiro, l’xGOT guarda il post tiro. Infatti, in una situazione con alto xG, ossia con alta probabilità di concludere a rete, farà la differenza se sulla palla ci finisce un attaccante come Vinicius oppure un difensore come Acerbi.
Dall’xGOT si arriva a valutare i portiere. Infatti, dati i gol concessi (goals conceded), si definisce il parametro gol evitati (goal prevented) attraverso la differenza tra proprio tra i gol concessi e gli xGOT, ossia quelle conclusioni con alta probabilità di finire in rete. Il quantitativo di gol subiti da un portiere è in un certo modo pesato rispetto alle occasioni subite della sua squadra. È un modo per redistribuire ai 10 di movimento le eventuali colpe difensive.
Guardiamo ai dati della serie A, aggiornati alla 28° giornata. Fermiamoci alle prime due in classifica, ossia Inter (\(67\) punti) e Milan (\(60\) punti). I due portieri sono, rispettivamente, Yann Sommer e Mike Maignan che sono stati sempre titolari salvo che per un paio di partite. Sommer ha subito \(21\) goal, mentre \(20\) ne ha subiti Maignan. Per quanto detto, questo dato potrebbe essere influenzato da svariati fattori. Passiamo dunque agli xGOT. E qui la differenza è netta: Sommer è a \(18,9\), mentre Maignan a \(29,6\). Stiamo dicendo che Maignan si confronta con occasioni, o meglio con tiri, ben più pericolosi di quelli di Sommer. Infatti, come gol evitati, abbiamo Maignan con \(9,6\), mentre per Sommer il dato è addirittura negativo, \(-2,2\).

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Quindi, la resa di Maignan è nettamente superiore rispetto a quella di Sommer che sta sottoperformando. Il portiere dell’Inter subisce pochi gol per il semplice motivo che è aiutato dalla squadra che quasi mai lo mette in condizione di confrontarsi con occasioni con grande probabilità di finire in rete (alto xGOT). Dunque, sì, Maignan è molto decisivo, in positivo, per i punti e la posizione del Milan. Mentre, dall’altro, Sommer non solo non è decisivo, ma influenza in negativo le prestazioni e, di conseguenza, l’esito della partita.
In definitiva, l’xGOT guarda in modo più completo alle prestazioni di un portiere. Subire meno gol non è indice, da solo, di buone prestazioni. L’analisi dei portieri non si ferma qui. Negli ultimi anni sono stati sviluppati indicatori ancora più sofisticati, che tengono conto ad esempio della traiettoria dei tiri, della posizione dei difensori o del contributo del portiere nella costruzione del gioco. Ma già il confronto tra xGOT e gol subiti mostra bene come la probabilità e i modelli statistici possano aiutare a leggere il calcio con occhi diversi. Anche quando si tratta di capire quanto vale davvero una parata.










