Per la prima volta in quarant’anni, l’International Congress of Mathematicians (ICM) si terrà quest’anno negli Stati Uniti, a Filadelfia. O meglio, dovrebbe andare così. Perché l’edizione corrente potrebbe essere boicottata in seguito a una petizione, firmata da oltre 2.400 matematiche e matematici da 76 paesi, in cui si chiede al comitato organizzatore di spostarlo fuori dagli Stati Uniti, in polemica contro le politiche sull’immigrazione e le azioni militari statunitensi.
Il Congresso Internazionale di Matematica si tiene ogni quattro anni e vede anche l’assegnazione della Medaglia Fields, ritenuto il “Nobel” della matematica. Si tratta di un evento che riunisce ricercatrici e ricercatori provenienti da tutto il mondo che si incontrano per condividere importanti progressi e discutere del futuro della matematica.
Lanciata da Ila Varma, dell’Università di Toronto, e Tarik Aougab dell’Haverford College, la petizione che auspica il boicottaggio fa riferimento al conflitto in Medio Oriente, alle misure di controllo dell’immigrazione e alle restrizioni di viaggio che, secondo i promotori, contrastano con la missione dell’ICM di favorire l’unità internazionale della comunità matematica. A sottoscriverla, anche studiose e studiodi di spessore internazionale e intere associazioni, come le società matematiche di Francia, Australia, Brasile, l’associazione degli scienziati delle Filippine e del Portogallo, oltre alle associazioni di Iran e Cuba. Fra le firme ci sono quelle di due vincitori della Medaglia Fields: il britannico Timothy Gowers (che insegna in Francia) e il curdo-iraniano naturalizzato britannico Caucher Birkar (che insegna alla Tsinghua University a Pechino).
La Francia esprime il maggior numero di persone firmatarie del boicottaggio (363), seguita dagli Stati Uniti stessi (288), con l’Italia terza più numerosa (206). Fra le figure italiane di spicco, che in edizioni passate avevano ricevuto l’invito a parlare al Congresso internazionale di matematica: Barbara Fantechi della Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste, Matilde Marcolli (California Institute of Technology), Giovanni Forni (Università del Maryland) e Fabio Toninelli (Università tecnica di Vienna).
È significativo che le dieci nazionalità più rappresentate nell’appello siano di democrazie avanzate come Germania o Canada, o emergenti come India, Messico o Brasile. Molto meno numerose le adesioni cinesi, 24, ancora meno quelle russe. Nella petizione si ricorda che il congresso precedente avrebbe dovuto tenersi in Russia nel 2022 ma fu boicottato per le minacce alla libertà di espressione o ai partecipanti LGBTQ.
L‘IMU (l’Unione Matematica Internazionale che organizza l’evento) ha affermato che tenere il congresso a Filadelfia è “particolarmente importante” in un momento in cui la scienza si trova ad affrontare “gravi sfide”. L’organizzazione ha aggiunto di impegnarsi a fornire un ambiente sicuro e accogliente e di aver predisposto la registrazione e la pubblicazione online di tutte le sessioni.
Secondo le persone firmatarie della petizione, invece, “Non c’è argomento valido per sostenere che le persone partecipanti internazionali siano più sicure a Filadelfia. L’attuale governo americano ha dimostrato il suo odio sfrenato per gli immigrati”, continua il testo, che cita gli omicidi commessi dall’Immigration and Customs Enforcement a Minneapolis e Los Angeles e due decessi sospetti di freddo e per mancanza di cure di altre due persone fermate dall’Ice. Tra gli altri punti critici evocati il “rapimento illegale” di Maduro, la “guerra sconsiderata” contro l’Iran e “l’assurdo tentativo di colonizzare la Groenlandia”.











