Un’analisi su oltre 600.000 pagelle dell’ultimo anno del liceo scientifico in Francia conferma la persistenza degli stereotipi di genere nel corpo insegnante che per descrivere i risultati in matematica di ragazze e ragazzi non utilizza lo stesso vocabolario: le prime sono “volenterose”, ma “esitanti”, i secondi sono “intuitivi”, ma “agitati”. Ce ne parla Chiara de Fabritiis (redazione Maddmaths!).
Grazie a un dettagliatissimo studio[1 ]Pauline Charousset, Marion Monnet. Gendered Teacher Feedback, Students’ Math Performance and Enrollment Outcomes: A Text Mining Approach. 2025. halshs-03733956v2, https://shs.hal.science/halshs-03733956v2 [2 ]Pauline Charousset, Marion Monnet. À niveau égal, appréciation égale? Comment les appréciations scolaires varient en fonction du sexe des élèves, Notes IPP, n 121, Institut des politiques publiques, janvier 2026 di Pauline Charousset e Marion Monnet dell’Institut de Politiques Publiques dell’École d’Économie de Paris, dalla Francia arriva un’ulteriore conferma di quanto gli stereotipi di genere siano radicati nel corpo docente. Dopo il monumentale lavoro di Martinot et al. (di cui vi abbiamo parlato qui , qui e qui) che ha seguito oltre 3 milioni di scolari e scolare del primo anno della scuola primaria, suddivisi in 4 coorti dal 2018 al 2021, un’altra ricerca su di un’amplissima base di dati conferma quanto gli stereotipi di genere influenzino la valutazione da parte del corpo docente, soprattutto in matematica.
Le autrici esaminano oltre 600.000 pagelle di studenti e studentesse dell’ultimo anno delle superiori, appuntando in particolare la loro attenzione sui giudizi redatti da più di 6.000 docenti di matematica nel periodo 2013-2017.
Per esaminare come la valutazione influisca sui risultati successivi, questi dati vengono poi collegati al risultato dell’esame finale nazionale (l’equivalente dell’Esame di Stato in Italia) e alla carriera universitaria, indagando come tale scelta venga condizionata da una valutazione segnata dal genere.
Utilizzando tecniche di text mining e machine learning, Charousset e Monnet riescono fra l’altro a creare un indicatore sintetico di quanto il linguaggio utilizzato nella pagella di matematica sia influenzato dal genere; la riprova dell’efficacia di questo strumento è che permette di predire correttamente il genere nel 65% dei casi, mentre un indicatore casuale ha un tasso di successo del 50%.

È interessante inoltre notare che il vocabolario utilizzato è maggiormente influenzato dal genere dello studente o della studentessa quando si prendono in considerazione materie scientifiche in cui gli uomini sono sovrarappresentati (matematica, fisica, chimica), mentre nel caso di materie letterarie (filosofia, lingue moderne) o scientifiche a predominanza femminile (scienze della vita o della terra) l’influenza del genere sul linguaggio è meno marcata.
Classificando i termini utilizzati nelle pagelle di matematica in base alla loro valenza (“positiva”, “negativa” o “neutra”) e al tipo di aspetto a cui si riferiscono (“comportamento” o “competenze”), la ricerca mostra una forte correlazione tra il loro uso e il genere. In particolare, circa due terzi dei migliori predittori del fatto che la pagella sia di una studentessa sono termini positivi, riferiti soprattutto al loro comportamento e impegno. Al contrario, circa due terzi dei migliori predittori del fatto che la pagella sia di uno studente rimandano ad aspetti comportamentali negativi; tuttavia, quando vengono utilizzati termini positivi per i maschi, questi tendono a valorizzarne principalmente le capacità intellettive.

Per la matematica l’indagine evidenzia come ben tre quarti delle valutazioni riguardino aspetti comportamentali e solo un quarto le competenze: vengono sottolineati l’impegno e la serietà delle studentesse, mentre gli studenti sono criticati per il loro comportamento indisciplinato. Tuttavia, a parità di punteggio, gli insegnanti sottolineano le lacune delle ragazze e la predisposizione dei ragazzi, in linea con gli stereotipi di genere in ambito scientifico. Quando invece si considerano materie nelle cui carriere si riscontra una prevalenza femminile, i vocaboli relativi alle competenze sono utilizzati in maniera indifferenziata fra ragazze e ragazzi.
Lo studio non si ferma all’analisi delle scelte linguistiche del corpo docente, ma analizza anche quanto avere un insegnante il cui vocabolario è molto influenzato dal genere possa condizionare i risultati all’esame di matematica del baccalaureato e la successiva scelta della carriera universitaria. Sorprendentemente, quando il modo di parlare di un docente risulta più influenzato dal genere rispetto alla media, le studentesse ottengono risultati leggermente migliori: il loro punteggio cresce in misura maggiore rispetto a quello degli studenti maschi. L’effetto, considerato isolatamente, non risulta molto marcato. Tuttavia, se confrontato con quanto osservato nelle classi di docenti il cui linguaggio è meno influenzato dal genere, l’effetto nel primo caso appare complessivamente più evidente e positivo a favore delle ragazze. Secondo le autrici, tale differenza è attribuibile al fatto che i giudizi che incidono maggiormente sulle studentesse sono prevalentemente espressi in termini positivi, e tendono a valorizzare il comportamento corretto e l’impegno.
Il lavoro delle due economiste francesi conferma quindi, con uno studio con una vastissima base di dati e dotato di una bibliografia ricca e aggiornata, la persistenza di forti stereotipi di genere nelle valutazioni dei docenti di matematica. Da parte mia aggiungo che desta anche un po’ di invidia nei confronti di un paese che nel giro di 6 mesi produce due indagini così ampie e approfondite su tematiche di genere in ambito scolastico: evidentemente il piano “Filles et math” lanciato a maggio 2025 dall’allora ministra dell’Educazione Nazionale Élisabeth Borne non è un evento isolato, ma si inserisce in un quadro di scelte politiche serie e strutturate aventi lo scopo di aumentare la presenza femminile nei corsi di studio sia liceali sia universitari di materie scientifiche.
Note e riferimenti
| ⇧1 | Pauline Charousset, Marion Monnet. Gendered Teacher Feedback, Students’ Math Performance and Enrollment Outcomes: A Text Mining Approach. 2025. halshs-03733956v2, https://shs.hal.science/halshs-03733956v2 |
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| ⇧2 | Pauline Charousset, Marion Monnet. À niveau égal, appréciation égale? Comment les appréciations scolaires varient en fonction du sexe des élèves, Notes IPP, n 121, Institut des politiques publiques, janvier 2026 |












È comprensibile apprezzare un lavoro di ricerca ben fatto. Da parte mia però, vivendo e lavorando in università in Francia ormai da 12 anni, esprimo molta invidia per il sistema educativo italiano. I licei italiani sono di un livello incomparabilmente più alto rispetto a quelli francesi.
A complicare le cose, in Francia c’è stata una riforma del liceo semplicemente aberrante che ha creato moltissimi problemi alle università e che ha fatto diminuire ancora di più il numero di studentesse iscritte al percorso scientifico del liceo e alle facoltà scientifiche dell’università. Anche se recentemente c’è stata una controriforma, ci vorranno molto anni prima di uscire dagli effetti nefasti della precedente.
Il fatto stesso che questo tipo di ricerca venga fatta, esibisce un grave e atavico problema francese legato ad un elitismo, molto maschile, del sistema educativo dalla quale questo paese purtroppo non riesce ad affrancarsi.