A come APPROSSIMAZIONE
Un’idea comune e’ che la matematica sia la scienza ESATTA per eccellenza. Molto spesso, invece, in matematica capita di lavorare con quantita’ non esattamente determinate e il problema principale e’ di controllare l’errore che si commette.
La tipica situazione di questo genere e’ quella in cui si ha un
problema che non si sa risolvere e di cui, per forza di cosa, si cerca
una soluzione approssimata.
Ovvero, non si conosce la soluzione, ma si sa determinarne una versione
ragionevolmente simile, indicando (in maniera precisa!) il senso in cui
essa somigli alla soluzione che sto cercando.
Un esempio semplice per comprendere questo concetto e ottimo prototipo
di partenza e’ il calcolo di un’area. Supponiamo di essere tutti
d’accordo sul fatto che l’area di un rettangolo e’ data dalla formula
”base per altezza”. Come calcolare aree di regioni che non siano
rettangoli? Senza speranza! (o quasi...). Un primo approccio possibile
e’ quello di determinare delle approssimazioni dell’area richiesta. Ad
esempio, l’area della regione sara’ certamente maggiore dell’area di un
rettangolo in essa contenuto. E l’area del rettangolo e’ nota! Quindi
abbiamo già fatto una stima per difetto dell’area richiesta. Quanto
questo numero si discosta da quello che realmente cerchiamo? Solo con
questo dato, non possiamo dire nulla. Con un minimo di fantasia in
piu’, però, possiamo immaginare di ”inscatolare” la regione in un
rettangolo che la contenga. Ecco una stima per eccesso: l’area della
regione (incognita) e’ minore dell’area del rettangolo che la contiene
(noto). Con la stima dall’alto e dal basso possiamo così anche
controllare l’errore di approssimazione, che e’ minore o uguale alla
differenza delle aree dei due rettangoli (quello contenente e quello
contenuto).
Abbiamo in questo modo un valore approssimato dell’area e abbiamo una
stima dell’errore commesso.
Puo’ capitare però che l’errore che commettiamo sia pero’ troppo
grossolano, e ci serva una stima piu’ precisa. Come fare? Nel caso
dell’area ci sono due ragionamenti possibili. Il primo e’ di ingrandire
il rettangolo contenuto e rimpicciolire il rettangolo contenente.
Strategia efficace, ma ci si rende rapidamente conto del fatto che non
si riesce ad andare troppo in la’. Il secondo modo e’ piu’
intelligente: se conosciamo l’area di un rettangolo, conosciamo anche
l’area di una regione composta da due, tre, quattro, una famiglia di
rettangoli! Quindi possiamo migliorare l’approssimazione aggiungendo al
precedente rettangolo contenuto un altro rettangolo. E cosi’ via.
Nell’approssimazione per eccesso, occorrera’, evidentemente, togliere
rettangoli. In questo modo siamo in grado di ottenere regioni
approssimanti che si avvicinino sempre piu’ alla regione richiesta
determinando un’approssimazione dell’area. L’errore commesso e’ sempre
controllato dalla differenza delle aree delle regioni approssimanti,
quindi migliora ad ogni passo.
Il numero di situazioni in cui i procedimenti di approssimazione
entrano in gioco e’ elevatissimo. Impossibile farne un elenco. Un
ambito in cui la cosa e’ particolarmente importante e’ quello
dell’analisi numerica che, grosso modo, si interessa
dell’approssimazioni di modelli applicati, tradotti in equazioni
matematiche, tramite calcolatore. Ad esempio, esiste un modello
ragionevolmente affidabile di propagazione di impulsi nervosi nei
nostri neuroni (dovuto, in primis, ad Hodgkin ed Huxley). Il modello ha
una sua traduzione matematica chiara, di cui non e’ affatto evidente
trovarne una soluzione esplicita.
Come fare? Avvalersi del computer e’ un’ottima strategia... bisogna
allora approssimare il modello con una versione che sia comprensibile
al calcolatore. Una volta trovata la soluzione numerica approssimata e’
fondamentale stabilirne l’errore. E’ come pensare che il computer
sappia calcolare solo aree di rettangoli e lo si voglia utilizzare per
determinare approssimazioni di aree di regioni qualsiasi.
In definitiva, che vuol dire approssimare? Avvicinarsi... Ma il
concetto di vicinanza e’ relativo. Quindi, a seconda di criteri di
vicinanza diversi (ovvero maniere diverse di calcolare l’errore
commesso), ci possono essere strade di approssimazione diverse. E’ un
po’ quello che accade nell’arte: chi puo’ dire che un quadro di Picasso
o di Boccioni rappresenti meno la realta’ di una fotografia? Strade
diverse, tecniche diverse, possono inquadrare aspetti diversi della
realta’ che ci circonda.
Corrado Mascia
