Carlangelo Liverani
Carlangelo Liverani, 53 anni, è professore ordinario di Fisica Matematica, dipartimento di Matematica dell’Università di Roma Tor Vergata. Suoi programmi di ricerca hanno ricevuto i finanziamenti dello European Reasearch Council nel 2008 e nel 2009.
1. Il tratto principale del mio essere matematico:
io sono un meccanico della matematica: aggiusto le cose, le faccio
funzionare in maniera smooth e mi sporco le mani.
2. La qualità che desidero in un matematico:
l'intuizione e l'immaginazione
3. La qualità che preferisco nella matematica:
ha aspetti autistici e, allo stesso tempo, provvede un senso di
comunita’.
4. Quel che apprezzo di più nei miei colleghi matematici:
l'essere non solo matematici
5. Il mio principale difetto come
matematico:
la lentezza
6. La mia lettura matematica
preferita:
e chi legge piu'
7. Il mio sogno come matematico:
vedere le cose chiaramente
8. Qual è la principale debolezza della
matematica:
l'unico significato di “debolezza” che sembra essere pertinente e'
“difetto”. Non vedo difetti nella matematica per se, forse a volte nel
suo uso.
9. Il matematico che vorrei
essere:
ma perché dovrei essere qualcun altro? E’ stato abbastanza difficile
adattarmi a quello che sono.
10. Il paese dove vorrei
vivere:
dove sono le persone che amo
11. L’esercizio matematico che
preferisco:
non e' che io vada pazzo per gli esercizi
12. Il teorema che
amo:
mai amato un teorema, preferisco le persone
13. L’applicazione della matematica che
preferisco:
quella che serve a qualcosa
14. I matematici che mi hanno
indirizzato:
Advisors e collaboratori
15. I matematici che mi hanno
dissuaso:
nessuno
16. Il nome della variabile che
preferisco:
i nomi delle variabili mi rimbalzano
17. Il tipo di calcolo che preferisco:
quelli corti
18. Il tipo di calcolo che utilizzo di più:
quelli lunghi
19. Il tipo di calcolo che mi annoia maggiormente:
combinatorio, algebrico
20. I nomi che preferisco (teorema, corollario, lemma…):
sublemma e footnote
21. Quel che detesto più di tutto:
vedere le cose attraverso la nebbia della confusione
22. I matematici che disprezzo di
più:
intellettualmente disonesti
23. L’impresa scientifica che ammiro di più:
la misurazione della posizione delle stelle fisse fatta da Ipparco che
ha permesso, 2000 anni dopo, di verificare che non erano tanto
fisse.
24. La riforma culturale che apprezzo di più:
non saprei dire cosa e' una “riforma culturale”
25. Il dono di natura che vorrei avere:
memoria
26. Da matematico, come vorrei essere ricordato:
vivo
27. Stato attuale dei miei
studi:
totalmente insoddisfacente
28. Gli errori che mi ispirano maggiore indulgenza:
quelli degli indulgenti
29. Il mio motto:
lasciamo perdere
b. Luoghi comuni, curiosità et alia
1. Perché la matematica dovrebbe
descrivere l’universo?
Che la matematica descriva l’universo resta da vedersi. Direi che
siamo troppo ignoranti per avere una opinione precisa al
riguardo.
1b. Lei ha descritto l’universo? E cosa in particolare?
No. Ho sviluppato alcuni modelli che sembrano essere una descrizione
ragionevolmente accurata di aspetti estremamente limitati del mondo su
scale molto vicine a quelle in cui viviamo.
2. Perché la ricerca matematica è
uomo?
Non ero al corrente che avesse un sesso.
2b. Dove sono finite le
donne?
Immagino dove hanno potuto, date le condizioni al contorno.
3. La matematica applicata cresce alla
stessa velocità dei software matematici?
No.
3b. Quale funzione potrebbe modellizzare la crescita del settore della
matematica di cui si occupa?
Non e’ detto che le cose debbano sempre crescere. A volte si capisce
che una direzione non e’ cosi rilevante a la si lascia perdere, eppure
era necessario esplorarla.
4. Quanto conta lo studio nella risoluzione di grosse questioni
matematiche?
Molto, non si puo’ continuare a reinventare la ruota. Tuttavia e’
meglio non esagerare.
5. Quanto conta il formalismo?
E’ importante scrivere le cose chiaramente, ma senza perdersi nel
formalismo.
6. Matematica e grammatica sono legate?
La matematica e’ anche un linguaggio.
6b. Lei parla “matematica” correttamente?
Quando strettamente necessario.
7. Quanto bisogna essere portati per riuscire in
matematica? Per fare cosa bisogna avere meno di trenta
anni?
Quasi tutti possono correre i cento metri in meno di 14 secondi, se si
allenano; correrli in meno di 10 e’ un’altra faccenda. Studiare.
7b. Lei è portato? E da quando?
Più della media. Da sempre.

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