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Torna la rubrica Esperienze Transdisciplinari di Matematica, con una proposta didattica sulla Statistica che Gianluigi Boccalon ha elaborato insieme a Susi Osti, ricercatrice dell’ISTAT, e alla Professoressa Anna Bonemazzi. Per chi volesse sentire dalla viva voce degli autori come si possono utilizzare le fiabe per fare Statistica, l’appuntamento è per martedì 12 maggio alle ore 15 in occasione del loro Webinar sul sito web di INDIRE 

di Susi Osti, Anna Bonemazzi e Gianluigi Boccalon

Questo percorso didattico sulla Statistica inizierà con una fiaba. Anche se potrebbe apparire strano partire da una fiaba per parlare di numeri, della loro interpretazione e dei loro calcoli, scoprirete che è invece un percorso efficace ed anche semplice; un valido aiuto per l’insegnante, soprattutto di Matematica, ma non solo.

In questi ultimi anni, in particolare grazie al Festival della Statistica di Treviso e alle diverse iniziative di divulgazione sul territorio dell’Istituto Nazionale di Statistica si sono potute conoscere e proporre in classe le fiabe statistiche. Questi racconti sono uno strumento potentissimo per la approfondire i concetti di base della statistica, della probabilità e sono adatti anche agli studenti della scuola secondaria di primo grado.

Con i due volumi:
1) LE STREGHE DI BAYES E ALTRE STORIE. FIABE STATISTICHE PER BAMBINE E BAMBINI CURIOSI
2) IL PAVONE DELLA PIOGGIA E ALTRE STORIE. FIABE STATISTICHE PER BAMBINE E BAMBINI CURIOSI
l’Istat ha realizzato degli innovativi strumenti di promozione della cultura statistica studiati per essere alla portata di tutti e con lo scopo di rendere accessibili numeri e informazioni a un pubblico di non esperti, in particolare alle nuove generazioni.

Troppo speso siamo legati dalla sequenza degli argomenti che vengono proposti nei libri di testo e, per quanto concerne la Matematica, i concetti di base di statistica sono relegati alla fine della terza media e rischiano di passare come una sorta di “adempimento da compiere” piuttosto che come una educazione al pensiero logico.

C’è da dire inoltre che la statistica viene sempre relegata come un ambito esclusivamente “matematico” e a causa di questa errata, ma molto diffusa convinzione, si perdono gli aspetti più importanti della Statistica stessa che sono quelli che stanno alla base dello sviluppo di una coscienza civica e della comprensione del mondo che ci circonda.

Con lo studio della Geografia vengono presi in considerazione moltissimi dati e indicatori che altro non sono che elaborazioni statistiche ufficiali.
Quando si parla di morfologia di un territorio, di economia e produzione industriale, di risorse minerarie o tecnologiche, di abitudini, di modi di pensare o di aspetti culturali, non facciamo altro che utilizzare dati della statistica ufficiale per descrivere la realtà attorno a
noi.

L’Istituto nazionale di statistica, ente di ricerca pubblico, è il principale produttore di statistica ufficiale a supporto dei cittadini e dei decisori pubblici.
Parlare di Storia, di Geografia, di Religione, di Arte , di Tecnologia o di Cultura in generale, non può prescindere dall’analisi numerica di alcuni dati e indicatori e dalla loro corretta interpretazione.

Riteniamo che la corretta lettura, comprensione ed interpretazione dei dati statistici altro non sia che “l’Educazione Civica del Secondo Millennio”.
Grazie alla Statistica ci possiamo difendere dalle Fake News, capire l’economia ed avere la possibilità di costruire un pensiero autonomo e personale che porti alla formazione di una persona libera ed in grado di compiere scelte ponderate.

Abituare i nostri studenti a sviluppare un proprio pensiero è il primo passo per la costruzione di una società più equa e consapevole.I censimenti sono stati la base per la conoscenza della realtà di una nazione fin nei millenni passati. La storia stessa del Natale si basa proprio su un censimento di 2000 anni or sono.

Partire con una fiaba è un classico esempio di didattica transdisciplinare. Questo non vuole altro che essere un piccolo esempio di come si possa iniziare a parlare di Statistica fin da subito legando assieme tutte quelle discipline che, senza rendersene conto, la utilizzano ormai come linguaggio corrente.

La lettura di un quotidiano ci mette sempre dinnanzi a grafici, tabelle, percentuali e confronti. Ma siamo sempre in grado di decodificare quei dati? Siamo stati educati a coglierne le sfumature e a permettere a chiunque di capire in modo corretto il reale significato di quei numeri?

Questo vuole essere un piccolo tentativo per aiutare a sviluppare nei nostri studenti una coscienza civile aiutandoli ad osservare la realtà che li circonda con occhi obiettivi e con strumenti interpretativi efficaci.

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