Pin It

Il 17 luglio scorso ci ha lasciati Ennio Peres matematico, giocologo, scrittore. Un ricordo del suo amico Bruno D’Amore.

Ennio Peres è stato un insegnante di matematica appassionato, amatissimo dai suoi studenti, un enigmista di fama internazionale esperto di giochi (soprattutto a carattere matematico ed enigmistico), un essere umano splendido con caratteristiche uniche. Durante un’intervista con la giornalista Sandra Onofri, di Noi donne, venne coniata per lui la definizione giocologo, che poi lo ha contraddistinto.
È nato a Milano nel 1945, ma ha vissuto soprattutto a Roma. Laureato in matematica, professore di matematica e informatica nelle scuole secondarie, è diventato celeberrimo nel mondo della ricerca ludica, una vera leggenda nella creazione di giochi fin dalla rubrica “lettere e cifre” (quotidiano La Stampa). La sua fama crescente l’ha portato fin da giovane a collaborare con quotidiani e riviste, fra i quali ricordo solo Paese Sera e l’Unità; su Linus ha curato, dal 1995 e per oltre 20 anni, la rubrica di giochi Scherzi da Peres. Da qualche anno pubblicava sulla rivista scientifica Sapere.
Come enigmista, è stato apprezzatissimo autore di rebus e di parole crociate, impareggiabile creatore di anagrammi. Ha proposto annualmente, tramite Internet, una sfida denominata Il cruciverba più difficile del mondo. Per la forma ambigua e fuorviante delle sue definizioni, i suoi doppi sensi e l’uso di sigle e abbreviazioni, è assimilabile alla tradizione anglosassone del cryptic crossword.
Ennio si è anche interessato all’utilità del computer come strumento per creare anagrammi, ma in modo critico, evidenziando i limiti che si riscontrano nella ricerca artificiale di frasi di senso compiuto. Nel 2002 ha infatti battuto, in una singolare sfida in più riprese, il Motore Anagrammatico del Gaunt. Una sfida che assomigliò molto a quelle fra la leggenda degli scacchi Garri Kimovič Kasparov e i vari cervelli artificiali che gli sono stati contrapposti negli anni, ma terminata ahinoi con la sconfitta umana.
Ennio si è spento a Roma all’età di 76 anni, il 17 luglio 2022, nella sua casa, dopo una durissima lotta a più riprese con il cancro. Sposato con Susanna, aveva un figlio di nome Marco. Una terna davvero molto solida e ricca di affetto.
Nella sua storia personale va ricordata una vicenda legata ad Aldo Moro. Un giornalista ravvisò, in alcune sue lettere dalla prigionia, delle frasi che sembravano scritte in codice. Essendo lo statista un appassionato di enigmistica, la cosa apparve verosimile; dunque, il giornalista convocò Ennio in qualità di esperto, chiedendogli conferma di ciò e l’eventuale interpretazione. Nel febbraio del 2001, Ennio fu anche convocato come testimone presso la Corte di Assise di Milano. Tutti i dettagli della storia sono narrati nella biografia in wikipedia.
Ennio ha collezionato un enorme numero di premi per la sua attività creativa dal 1983 al 2021, molti dei quali di enorme prestigio. E ha pubblicato molti articoli e libri, fra i quali amo ricordare:
Giochi matematici, Roma: Editori Riuniti, 1986;
Così è se vi pare (scritto con Susanna Serafini), Napoli: Malvarosa, 1986;
Parole, numeri, logica e fantasia (scritto con Susanna Serafini), Milano: Edizioni l’Ed, 1990;
Matematica. Corso di sopravvivenza (scritto con Riccardo Bersani), Milano: Ponte alle Grazie, 1998;
L’Anagramma, Roma: L’Airone, 2005;
620 giochi per esercitare la mente (scritto con Riccardo Bersani e Susanna Serafini), Milano: Baldini Castoldi Dalai, 2005
Juegos de palabras y con las palabras, Barcelona: Octaedro Editorial, 2005
L’elmo della mente. Manuale di magia matematica (scritto con Susanna Serafini), Milano: Salani, 2006
e soprattutto, per il coraggio e la comicità ironica:
Come diventare ricchi con i giochi d’azzardo – Metodo matematico garantito (scritto con lo pseudonimo di Mister Aster), Roma: Avverbi, 2005. Quest’ultimo volume non può mancare in nessuna libreria personale.
Mi fermo qui, ma fra il 2005 e il 2020 ha pubblicato almeno altri 20 libri, alcuni dei quali dedicati anche alla probabilità, alla divulgazione della matematica, alla fisica e alla musica.
Dopo un lungo periodo di sofferenza, dunque, Ennio Peres, ci ha lasciato. La sua tempra ci ha fatto sperare ogni volta che potesse riprendersi, ma non è stato così. Dopo varie disavventure e difficoltà, Ennio è venuto a mancare in casa, vicino ai suoi cari.
Come ho scritto, ha a lungo professato il mestiere di insegnante di matematica, svolto con amore. È stato di certo il più grande giocologo italiano di tutti i tempi e uno dei più grandi del mondo degli ultimi anni.
Voglio ricordarlo particolarmente e personalmente per le sue numerose conferenze di grande successo nel convegno di Castel San Pietro a partire dal numero 0, che si svolse a Bologna nel settembre del 1986, e in moltissimi altri successivi, spesso con conferenze, ma talvolta in sola presenza.
In quel settembre 1986 tenne una conferenza plenaria dal titolo Il gioco dell’informatica nell’ambito del convegno Gioco e matematica, a Bologna[1 ]Peres, E. (1986). Il gioco dell’informatica. In B. D’Amore (Ed.), Gioco e matematica. Atti del Convegno nazionale Gioco e matematica, Bologna 8-10 settembre 1986. Pagg. 70-77. Bologna: Cappelli:
Si trattava, come ho già ricordato poco sopra, del convegno Incontri con la matematica n. 0, che si svolse poi ogni anno dal 1987 a oggi (2022: convegno XXXVI), non più a Bologna ma a Castel San Pietro Terme. Ennio partecipò più volte a questo convegno sempre con conferenze plenarie ammiratissime ed entusiasmanti.
Ha scritto due prefazioni a miei libri sui giochi matematici e la nostra collaborazione è stata intensa e piena di affetto, non solo professionale, ma anche familiare. La sua capacità creativa era unica. Ci siamo frequentati con una certa assiduità, in diverse occasioni e in varie circostanze, e poi sempre meno, personalmente. L’ultima è stata a Roma, il 22 marzo 2009, nell’Auditorium Parco della musica, in occasione della mia conferenza di chiusura (in tutti i sensi), del III Festival della Matematica di Roma, diretto da Piergiorgio Odifreddi.
Ennio era davvero una persona unica, geniale, gentile e sempre disponibile. Tutti lo ricordano per le sue maniere corrette, sempre sensibile, di garbo affascinante. Simpatico nel senso pieno del termine. I suoi “cruciverba più difficili” del mondo, i suoi fantastici anagrammi, la sua capacità di saper usare la matematica per creare giochi, sono davvero unici, irripetibili. Il mondo ha perso una grande persona.

Bruno D’Amore

 

Immagine di copertina: Ennio Peres, foto inviata dal medesimo. Fonte: Paginazero at Italian Wikipedia, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Pin It

Note e riferimenti

Note e riferimenti
1 Peres, E. (1986). Il gioco dell’informatica. In B. D’Amore (Ed.), Gioco e matematica. Atti del Convegno nazionale Gioco e matematica, Bologna 8-10 settembre 1986. Pagg. 70-77. Bologna: Cappelli
This website uses the awesome plugin.