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Una mini-serie a cura di Marco Trombetti, in cui si esplorano le vite di matematici straordinari per intelletto ma controversi per scelte, azioni o destini: figure in cui la brillantezza teorica convive con l’ombra, e dove la linea che separa rigore e ossessione, isolamento e violenza, si fa inquietantemente sottile. Non per assolvere né per condannare, ma per interrogarsi su un nodo scomodo: cosa accade quando il pensiero più lucido si separa dall’etica? 

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  • Cosa ha a che fare il più grande ladro di libri dell’Ottocento (e forse di sempre) con la fondazione della teoria dei gruppi?
  • Si può diventare matematici di fama dopo essere stati rinchiusi in un istituto psichiatrico per aver quasi sterminato tutta la propria famiglia?
  • Può una spia triplogiochista russa cambiar vita e diventare un professore universitario di matematica?

Queste sono solo alcune delle domande a cui proveremo a dar risposta in questa nuova miniserie: Matematici Criminali – Quando il genio sbaglia strada. Otto episodi, otto volti del crimine matematico: ogni sabato, a partire dal prossimo. Il primo episodio, in uscita sabato 18 aprile, risponde alla domanda: può un genio matematico di Harvard divenire uno dei criminali più ricercati del mondo?

Trovate tutte le altre uscite qui.

 

La serie si basa sull’articolo: M. Brescia – E. Ingrosso – M. Trombetti: ‘‘L’inferno di Cantor: Sull’intersezione tra l’insieme dei matematici e quello dei criminali’’, Matematica, Cultura, Società 11, no.1 (April 2026), 67–79.

 

 

 

Marco Trombetti

Professore Associato di Algebra presso il Dipartimento di Matematica e Applicazioni “Renato Caccioppoli” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. È vicepresidente dell’associazione no-profit “AGTA – Advances in Group Theory and Applications” ed Editor-in-Chief della rivista “Advances in Group Theory and Applications”. Il 30 gennaio 2020, ha ricevuto (ex aequo con E. Giannelli) il Premio Nazionale “Mario Curzio” per il miglior giovane ricercatore in algebra (non professore), assegnato dall’Accademia Pontaniana.

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