Una mini-serie a cura di Marco Trombetti, in cui si esplorano le vite di matematici straordinari per intelletto ma controversi per scelte, azioni o destini: figure in cui la brillantezza teorica convive con l’ombra, e dove la linea che separa rigore e ossessione, isolamento e violenza, si fa inquietantemente sottile. Non per assolvere né per condannare, ma per interrogarsi su un nodo scomodo: cosa accade quando il pensiero più lucido si separa dall’etica? In questo primo episodio faremo la conoscenza di un prodigio della matematica divenuto poi eremita radicale con un profondo ripudio per la modernità: Ted Kaczynski (anche noto come Unabomber). Trovate tutte le puntate qui.
Disclaimer
Benvenuti a questo primo appuntamento con i matematici criminali. Prima di addentrarci nel racconto d’apertura, è forse doveroso chiarire che i crimini di cui questi matematici si sono macchiati non sono “crimini matematici”, non hanno semplicemente (si fa per dire…) perpetrato un falso ideologico o un eccesso di informalismo matematico, ma hanno spesso commesso reati piuttosto gravi, come omicidi o tentati omicidi. Per tale motivo, la serie è sconsigliata a un pubblico sensibile, in particolare a chi è facilmente impressionabile o disturbato da contenuti violenti.
Iniziamo!
In questo primo racconto ci occupiamo di una figura criminale (e matematica) ben nota, Ted Kaczynski (anche noto come Unabomber). Sono svariate le serie, i documentari, e i libri che ne raccontano la storia. Per citarne tre:
- Manhunt: miniserie in due stagioni (2017-2020).
- Unabomber: In His Own Words: una miniserie documentario in 4 episodi (2020). Questa è particolarmente consigliata perché riporta fedelmente interviste a varie persone coinvolte nella vita e nell’arresto di Kaczynski, tra cui un membro della task force UNABOM dell’FBI, un sopravvissuto a uno degli attentati di Kaczynski, suo fratello David Kaczynski, e sua cognata Linda Patrik (coloro che avvisarono l’FBI su Ted), insieme a estratti di un’intervista con lo stesso Kaczynski, realizzata da Theresa Kintz, scrittrice anarchica, nel 1999.
- Harvard and the Unabomber: The Education of an American Terrorist: uno dei migliori libri sull’argomento scritti ad oggi (2003).
Il modo migliore per iniziare ad entrare nella mente di Ted Kaczynski è però probabilmente quello di leggere qualcosa scritto di suo stesso pugno. Riportiamo quindi uno stralcio di una lettera scritta il 20 dicembre 2004 dalla cosiddetta Alcatraz delle Montagne Rocciose (l’ADX Florence). Come possiamo osservare, le sue preoccupazioni riguardo agli sviluppi tecnologici risultano oggi più attuali che mai, dato che molti esperti contemporanei avvertono che la crescente autonomia delle macchine potrebbe portare a profonde trasformazioni economiche, sociali e culturali, sollevando questioni cruciali sul futuro del lavoro, della privacy e del controllo umano sulla tecnologia.
Perché studiare matematica?

Lettera del 20 dicembre 2004
‘‘Posso immaginare solo tre possibili ragioni per studiare matematica:
- Divertimento
- Promuovere il progresso tecnologico.
- Promuovere la propria carriera.
La ragione 1. è innocua […]. Quanto alla ragione 2., la tecnologia moderna è la cosa peggiore che sia mai successa al mondo e promuoverne il progresso è qualcosa di criminale. […] Per quanto riguarda la ragione 3., scegliere la matematica come carriera sarebbe molto rischioso. Non molto tempo fa ho ricevuto una lettera da uno scultore di lapidi la cui professione era stata resa obsoleta da una macchina guidata da laser che incideva automaticamente le lapidi. Era sulla quarantina, non riusciva a trovare lavoro ed era depresso. Forse pensa che una cosa del genere non possa capitarle se diventa un matematico. Ma si sbaglia.
Martin Rees, Bill Joy e molti altri esperti stimati ritengono che, entro pochi decenni, verranno sviluppate macchine più intelligenti anche degli esseri umani più intelligenti. Quando ciò accadrà, le persone saranno obsolete; verranno eliminate gradualmente e sostituite da computer e robot. Questo succederà a tutti prima o poi, ma i matematici probabilmente diventeranno obsoleti prima degli altri, perché la matematica è più suscettibile alla computazione rispetto a qualsiasi altro campo. Di conseguenza, i computer probabilmente supereranno gli esseri umani in matematica prima di farlo in altri ambiti’’.
Da questa lettera traspare tutto il timore di Ted per il progresso tecnologico. Ma perché parla in particolare della matematica? Per capirlo bisogna fare un passo indietro, prima di quei 18 lunghi anni in cui ha terrorizzato l’America (finendo anche con il generare fenomeni di emulazione pericolosissimi in Italia i cui autori non sono mai stati arrestati).
Chi era Unabomber?
Gli esordi accademici
Theodore “Ted” John Kaczynski nacque a Chicago il 22 maggio 1942. Sin dall’infanzia, dimostrò spiccate capacità intellettive, tanto che a 10-11 anni gli venne concesso di saltare all’anno scolastico successivo in seguito ad un test che gli certificò un quoziente intellettivo di 167. Il suo precoce talento matematico gli permise di entrare nella prestigiosa università di Harvard a 16 anni, dove si laureò 4 anni dopo. Ottenne un Ph.D. in Matematica nel 1967 presso l’Università del Michigan, con una tesi dal titolo Boundary Functions, risolvendo, in poco meno di un anno, un problema irrisolto di uno dei suoi professori.

Ted Kaczynski
Nello stesso anno, Kaczynski fu assunto come Assistant Professor presso l’Università della California–Berkeley (il più giovane di sempre a ricoprire questo ruolo, al tempo), ma si dimise dall’incarico senza fornire spiegazioni, appena due anni dopo. In questo periodo Ted fu colto da una profonda crisi esistenziale.
Gli anni da eremita
Dopo le dimissioni, tornò temporaneamente a vivere nella casa dei genitori per poi trasferirsi, nel 1971, in una baracca di 11 metri quadrati situata nei pressi di Lincoln, in Montana. La capanna, priva di elettricità e acqua corrente, divenne la sua dimora permanente, dove visse in modo spartano, sopravvivendo grazie alla caccia e all’agricoltura.
Questa drastica scelta di vita fu motivata da un crescente odio nei confronti del progresso tecnologico e dell’industrializzazione, che Kaczynski riteneva responsabili della disumanizzazione della società moderna. Il culmine delle sue idee estremiste venne raggiunto alcuni anni dopo con l’organizzazione di numerosi attentati attuati mediante l’invio di pacchi esplosivi. La prima bomba fu spedita nel 1978 a Buckley Crist, professore di ingegneria dei materiali presso la Northwestern University e, quasi un anno dopo, uno studente della stessa università riportò ferite leggere causate dall’esplosione di una scatola da sigari lasciata incustodita. Lo stesso anno, un’altra bomba artigianale, pur non riuscendo nella detonazione, costrinse ad un atterraggio di emergenza il pilota del volo 444 della American Airlines.
Da quel momento in poi l’FBI aprì un’indagine, attribuendo all’operazione il nome in codice UNABOM (acronimo di UNiversity and Airline BOMber). Il nome con cui Theodore Kaczynski è oggi più conosciuto, Unabomber, è una variante del termine UNABOM coniata e diffusa dai media. Sedici attentati riconosciuti, quasi diciassette anni di attività e indagini per un costo stimato di 40 milioni di dollari, questi i numeri della vita criminale di Kaczynski nella sua folle crociata contro il progresso.
La limitata efficacia di molti dei suoi ordigni è dovuta anche alla sua scarsa preparazione preparazione in ambito chimico. Le sue conoscenze derivavano in gran parte da manuali e libri reperiti autonomamente, e i suoi ordigni erano costruiti in modo artigianale, sebbene con una certa ingegnosità e con un livello di complessità crescente nel tempo. Gran parte del materiale che gli serviva lo reperiva da una vicina cittadina in cui nessuno sembrava sospettare nulla (sebbene non fosse proprio visto di buon occhio).
Dal manifesto alla cattura
Fu nel 1995 che Unabomber, forse galvanizzato dal recente successo omicida dei suoi ultimi due attentati, annunciò che avrebbe cessato gli atti terroristici se un importante quotidiano avesse pubblicato il suo saggio intitolato ‘‘La società industriale e il suo futuro’’, ribattezzato dall’FBI ‘‘Il Manifesto di Unabomber’’. Nella sua convinzione di innescare una rivolta di massa (non necessariamente violenta) contro il sistema industriale e di porsi come un profeta della de-industrializzazione, Kaczynski non pensò che sarebbe stata proprio la capillare diffusione del documento a portare alla sua cattura.
Dopo la pubblicazione integrale del documento, infatti, i sospetti della cognata, in primis, e del fratello David, poi, iniziarono a prendere forma. Riconoscendo somiglianze nello stile e nel pensiero di Ted, David avviò un’indagine in proprio e, una volta raccolti indizi sufficienti, decise di collaborare con l’FBI contribuendo così in modo decisivo all’arresto del fratello, avvenuto il 3 aprile 1996.
Ted Kaczynski muore suicida nella notte tra il 9 e il 10 giugno 2023, in una cella di un carcere federale all’indomani di alcune complicazioni sopravvenute in seguito ai trattamenti per un cancro recentemente diagnosticato. Alcune delle sue idee e riflessioni più radicali ci sono giunte grazie al vasto epistolario degli anni di prigionia e ai diari, rigorosamente crittografati, redatti durante il periodo di isolamento (la cui tecnica di cifratura è stata oggetto di numerosi studi).
L’epistolario di Ted
Sfogliando questo immenso epistolario di prigionia si possono trovare vari dettagli inerenti la matematica. Ad esempio, scopriamo che Ted arrivò persino a pentirsi di aver studiato matematica:

“Ascolta, amico mio, ho sprecato undici anni della mia vita nella matematica e ne rimpiango ogni minuto. Il mio consiglio per te è: lascia perdere questa sciocca faccenda della matematica e preparati invece a diventare un rivoluzionario di professione.”
O scopriamo anche che alcune lettere gli chiedevano aiuto per risolvere i problemi di matematica assegnati ai propri figli:

“Non controllerò nel dettaglio l’esercizio di tua figlia, perché ho dimenticato la maggior parte di quelle identità trigonometriche anni fa, ma mi sembra che il suo insegnante abbia ragione. Solo per fare un esempio: nel problema 4 tua figlia ha scritto \(1 − cos x = sin x\), che è completamente sbagliato. In realtà, \(1 − cos^2x = sin^2x\), che è qualcosa di piuttosto diverso.”
Il legame con la teoria dei gruppi
Scopriamo anche che conosceva John Thompson, famoso gruppista (di cui ho già parlato qui) e vincitore della medaglia Fields per aver dimostrato la risolubilità dei gruppi finiti di ordine dispari. Ted infatti risponde ad una lettera anonima (firmandosi \(\pi\)) scrivendo:
‘‘Il peggior insegnante che abbia mai avuto ad Harvard era veramente un grande matematico, John G. Thompson, che aveva appena rivoluzionato la teoria dei gruppi finiti […] Il primo giorno del corso enunciò un teorema di matematica, subdolo ma banale, che viene sempre dato all’inizio di ogni corso introduttivo di teoria dei gruppi. Visto che non s’era preparato, passò circa 20 minuti a girarci intorno cercando di dimostrarlo.
Alla fine, è stato uno dei suoi studenti a mostrare al grande John G. Thompson come dimostrarlo. Thompson ad ogni modo era molto affabile e disponibile all’aiuto e all’incoraggiamento verso gli studenti […] Nell’atmosfera ingessata di Harvard, era una presenza rinfrescante, grazie alla sua informalità e per il fatto che ci trattasse come suoi pari, anziché con quella sottile aria di superiorità che contraddistingueva la maggior parte dei professori’’.

In effetti, pochi sanno che Ted (il matematico) conoscesse veramente la teoria dei gruppi. Tant’è che ancor prima di iniziare il dottorato, fornì una dimostrazione del famoso teorema di Wedderburn (ogni corpo finito è un campo) facendo uso della sola teoria dei gruppi unitamente a strumenti algebrici elementari. La dimostrazione (in termini più moderni) può essere trovata nell’articolo di riferimento per questa serie:
M. Brescia – E. Ingrosso – M. Trombetti: L’inferno di Cantor: ‘‘Sull’intersezione tra l’insieme dei matematici e quello dei criminali’’, Matematica, Cultura, Società 11, no.1 (April 2026), 67–79.
Come il lettore potrà osservare, il vero ingegno dimostrativo non è da trovarsi nei metodi gruppali utilizzati, di stampo alquanto standard, ma nelle eleganti manipolazioni algebriche che consentono di giungere agevolmente a contraddizione.
Conclusione
Il caso di Kaczynski rimane tra i più sinistri e controversi della storia della scienza. Genio matematico dalla carriera promettente, scelse di voltare le spalle alla comunità accademica arrivando a rinnegare ogni minuto degli undici anni passati a studiare matematica, per combattere, con violenza, il progresso tecnologico che riteneva distruttivo per l’umanità. La sua parabola, estrema e tragica, mostra come l’intelligenza (anche la più brillante) possa piegarsi a visioni ossessive e radicali, trasformando il rigore del pensiero in una forma di fanatismo. Un monito, forse, sui limiti del sapere quando perde il legame con la responsabilità etica.


![Nodi da sciogliere - Episodio 4: “Sua Radiosità” [podcast] Episodio 4](https://maddmaths.simai.eu/wp-content/uploads/2025/01/Episodio-4--300x188.jpg)







