È uscito per le Edizioni Dedalo il libro “Il codice di Schrödinger, Come la meccanica quantistica ha rivoluzionato la fisica, la filosofia e la tecnologia”, scritto da Riccardo Adami, professore presso il Politecnico di Torino. Lo ha letto per noi Roberto Natalini.
Se siete appassionati di storie piene di misteri e dai presupposti inverosimili non dovreste lasciarvi sfuggire questo Codice di Schrödinger come lettura per le festività natalizie. Non perché somigli in qualche modo al, forse più noto, “codice” scritto da Dan Brown (fortunatamente!), ma perché nel libro troverete sia misteri da sbrogliare, sia un numero considerevole di presupposti inverosimili, o almeno difficili da accettare per il senso comune. Siamo infatti dalle parti della meccanica quantistica, dove da oltre un secolo ci si muove con cautela, tra predizioni incredibilmente precise e spiegazioni che lasciano interdetti. Spiegazioni che evidentemente non convincevano il premio Nobel Richard Feynman che infatti scrisse, come ci ricorda Adami, che «nessuno può dire di aver capito la meccanica quantistica». E lo stesso Adami aggiunge subito dopo: «E se anche l’ha capita, non l’ha raccontata». Per poi concludere, da pessimista ligure: «E se anche qualcuno l’ha raccontata, nessuno l’ha ascoltato».
Io sarei però più ottimista: credo che questo libro sia un’ottima occasione per ascoltare un racconto appassionato e argomentato di alcune questioni che stanno alla base non solo della fisica quantistica, ma anche del modo con cui pensiamo la realtà intorno a noi. Il libro è diviso in tre parti: fisica, filosofia e tecnologia. Nella prima, si presentano le evidenze fisiche da cui è nata la meccanica quantistica come oggi la conosciamo, ragionando su alcuni dei sui misteri, tra cui l’alquanto incredibile fenomeno dell’entanglement. La seconda è invece dedicata a un panorama sintetico, ma sostanzialmente completo, di come questa nuova teoria abbia cambiato il nostro modo di immaginare la realtà e di come ancora oggi sia difficile da comprendere riportandola al nostro senso comune, in particolare per quanto riguarda quello che si chiama il problema della non-località. Insomma, Adami ci dice, è normale rimanere disorientati, non date retta a chi dice che tutto sia stato compreso e risolto. La terza e ultima parte è infine un’articolata introduzione al mondo della crittografia quantistica. Sul perché un calcolatore quantistico abbastanza potente (che per ora, attenzione!, non c’è…) metterebbe in crisi i nostri sistemi attuali di cifratura, su cui si basa tutto il traffico commerciale e non nella rete mondiale, e di come sia però possibile elaborare già da ora contromisure quantistiche, creando comunicazioni veramente sicure per il futuro. Uno sguardo sul domani, dunque, forse non ancora prossimo, ma già ora oggetto di tantissime ricerche.
Il libro è scritto con uno stile piacevole, che fa venir voglia di andare avanti nella lettura, con numerosi cambiamenti di scena. Adami alterna aneddoti personali (vagamente esagerati, a volte sembra di stare in un racconto di Stefano Benni!) a parentesi storiche e sintesi fisico-matematiche. Si sente che l’autore ha letto tanto, non solo di scienza, e ha passato tanto tempo a chiacchierare di queste cose con gli amici. Non ci sono passaggi troppo tecnici, ma tanti momenti in cui alla persona che sta leggendo viene richiesta una certa attenzione per non perdersi. Perché le spiegazioni cercano di entrare per quanto possibile nel merito sia delle peculiarità della meccanica quantistica, sia nell’idea che è alla base del suo uso nelle applicazioni crittografiche. È una passeggiata con un amico esperto che cerca di raccontarti cosa ha capito lui in tanti anni di studio, ma non ti sta offrendo una lezione accademica. Credo che alla fine di questa lettura la fatica di dover studiare veramente la meccanica quantistica rimarrà quasi invariata, ma sicuramente, ed è questo forse il compito più profondo della comunicazione scientifica, chi avrà seguito questo percorso avrà qualche curiosità in più, qualche immagine da portarsi per strada, qualche indicazione per orientarsi. E l’entusiasmo, che l’autore regala per tutto il testo.
Tra citazioni scientifiche (Schrödinger, Heisenberg, Feynman, Galileo, Erdős, Greco… ) e riferimenti “pop” (Eco, Pennac, Pinketts, Sorrentino…), il brano più divertente e al tempo stesso misterioso del libro riguarda dei gatti di Schrödinger che sono anche dei gatti di Kusturica (sic!). Vale la pena di leggerlo (non è uno spoiler, è alla fine dell’Introduzione, a p. 25).
Alice manda i gatti
Tutti sanno cos’è il gatto di Schrödinger: è un gatto un po’ vivo e un po’ morto, si dice che è in una sovrapposizione di “vivo” e “morto”. Pochi però sanno che quel gatto ha un colore ben definito: o è bianco o è nero. Ma c’è un altro modo di essere gatto, ed è quello del gatto di Kusturica. Non lo conosce nessuno, nemmeno lo stesso regista Emir Kusturica. In effetti il nome gliel’ho trovato io, ricordando il titolo del suo capolavoro del 1998 Gatto nero, gatto bianco. Il gatto di Kusturica è quindi un gatto che è morto oppure vivo, ossia il suo stato vitale è ben definito. Ma il suo colore no: è in una sovrapposizione di “bianco” e “nero”. Non c’è bisogno di aggiungere che questo non significa né che sia pezzato, né che sia grigio, bensì che partecipa un po’ della natura di gatto bianco e di gatto nero. Il gatto di Kusturica è un po’ bianco e un po’ nero, ma ha uno stato vitale definito, vivo o morto. Per misurare un gatto quantistico ci sono due modi. Il primo è guardare ma non toccare. Si tratta di dare un’occhiata fuggevole che mostri il colore del gatto: bianco o nero. Ma, indipendentemente dallo stato iniziale del gatto, dopo l’occhiata è un gatto di Schrödinger. L’altra misurazione possibile è toccare ma non guardare: una rapida carezza, con la quale troviamo il gatto vivo o morto, ma con un colore non definito: un gatto di Kusturica.
Alice vuole regalare a Bruno un gatto bianco, come gesto di affetto. Lo mette in una scatola e invia il tutto a Bruno. Ma la scatola viene intercettata da Eva, che vuole sapere se il gatto sia ancora vivo. Allora apre la scatola, accarezza il gatto e lo trova vivo, lo rimette nella scatola e lo reinvia a Bruno. Solo che, coerentemente con la regola del toccare ma non guardare, il gatto è ora di Kusturica. Così, quando riceve la scatola, la apre e ne guarda fuggevolmente il contenuto, Bruno trova… un gatto nero! Lo prende per un messaggio malaugurante e interrompe ogni relazione con Alice. Com’è stato possibile? Grazie a Eva, che accarezzando il gatto ha “spostato” il suo colore da bianco a una sovrapposizione di bianco e nero. A quel punto l’osservazione successiva di Bruno, che riguarda il colore, gli ha restituito il colore nero. Possiamo rappresentare il processo con questo schema:
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Davvero molto strano. Ma sentite il seguito. Dato che Bruno non la chiama più, Alice infuriata vuole mandargli un gatto morto. Così lo infila in una scatola e glielo spedisce. Solo che c’è di nuovo Eva a intercettare la scatola, e questa volta ci guarda dentro e vede un gatto bianco. Richiude la scatola e la spedisce a Bruno. Però a questo punto il gatto è di Schrödinger, così quando Bruno lo accarezza, trova un gatto vivo! Apprezza il gesto come un segno di pace, si scusa con Alice e vissero felici e contenti.
Anche in questo caso il messaggio è stato deformato dall’intervento di Eva. In più, la conclusione è piuttosto sconvolgente, perché quello che si è prodotto è niente meno che una resurrezione, secondo un processo che possiamo descrivere così:
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In questa storia c’è, per intero, il meccanismo della crittografia quantistica. Lo so, è una storia assurda, come tutte le storie quantistiche. Ma se vogliamo capire in che senso lo sia, dobbiamo fare un lungo viaggio e scendere a patti con tutta questa assurdità.
Se questa storia vi ha incuriosito, non vi resta che cominciare a leggere il libro di Riccardo Adami per capire se veramente volete sapere come va a finire.
Roberto Natalini
Riccardo Adami
Il codice di Schrödinger
Come la meccanica quantistica ha rivoluzionato la fisica, la filosofia e la tecnologia
prefazione di Simone Severini
Collana: Nuova Biblioteca Dedalo
ISBN: 9788822063595
Uscita: Novembre 2025
Formato: 14 x 21 cm
Pagine: 224
Acquistalo dall’editore: Edizioni Dedalo
Se siete proprio interessati alla meccanica quantistica, non perdete il numero corrente di Sapere (rivista pubblicata da Edizioni Dedalo) dedicato alle scienze e tecnologie quantistiche che si celebravano in questo 2025










