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L’International Congress of Mathematicians (ICM) si terrà quest’anno negli Stati Uniti, a Filadelfia. Pochi giorni fa, in questo articolo, abbiamo raccontato di  una petizione, firmata da oltre 2.400 matematiche e matematici da 76 paesi, in cui si chiede al comitato organizzatore di spostarlo fuori dagli Stati Uniti, contestando le politiche sull’immigrazione e le azioni militari statunitensi e anche la sicurezza stessa delle persone partecipanti. Abbiamo voluto parlare di questa situazione con Gigliola Staffilani, matematica del MIT (di cui abbiamo pubblicato una bella intervista matematica qualche anno fa), che è attualmente co-chair del comitato scientifico del congresso. Intervista a cura di Roberto Natalini.

Roberto Natalini: Ciao Gigliola, grazie per il tuo tempo. Iniziamo dal tuo ruolo nell’organizzazione dell’imminente International Congress of Mathematicians (ICM). Di cosa ti occupi esattamente?

Gigliola Staffilani: Ciao Roberto. Io faccio parte del Local Organizing Committee e sono co-chair del comitato scientifico insieme a Robert Bryant. Le mie responsabilità principali includono la selezione delle public lectures, l’assegnazione delle presidenze di sessione (le chairperson) e la valutazione di poster e comunicazioni brevi. Oltre all’aspetto scientifico, ci stiamo impegnando molto anche nel fornire lettere di supporto per facilitare le richieste di visto di chi viene dall’ estero. Molte delle persone che vengono da paesi stranieri possono venire solo se fanno una presentazione e dobbiamo tenerne conto.

RN: A proposito di logistica e fondi, come gestite i rapporti con il governo statunitense, considerando le politiche dell’attuale amministrazione spesso percepite come ostili alla scienza?

GS: L’evento è finanziato quasi per intero da fondazioni private, su tutte la Simons Foundation, e non riceve fondi diretti dal governo degli Stati Uniti. Avevamo chiesto dei fondi governativi tramite la NSF, essenzialmente per coprire le spese di viaggio delle persone della comunità matematica americana, ma purtroppo sono stati tagliati drasticamente. Sottolineo che questo governo purtroppo è contro la scienza, contro la matematica, contro tutto. Qui il Governo federale sta facendo una politica che è contro l’immigrazione, contro l’esterno, in tutti i modi. Sono assolutamente fuori di ogni logica. Sono qui da più di trentacinque anni e non ho mai visto una cosa del genere, questo accanimento contro la scienza. Questa è una situazione molto diversa rispetto a quattro anni fa in Russia, dove i fondi per l’ICM erano governativi.

RN: Di recente ha fatto discutere una petizione firmata da più di 2400 persone appartenenti alla comunità matematica. C’è chi propone di boicottare il congresso o addirittura di spostarlo. Qual è la tua posizione?

GS: Ci tengo a precisare che qui parlo non come rappresentante del Local Organizing Committee, ma come una matematica residente negli Stati Uniti. Sono nettamente contraria all’idea del boicottaggio. Ho ascoltato l’intervento di Barbara Fantechi su Rai News e ho apprezzato che abbia escluso che di questo si tratti, anche se non tutte le persone che hanno firmato sono dello stesso parere. Un’azione del genere non colpirebbe politicamente l’amministrazione Trump – che, al contrario, si rallegrerebbe di una chiusura dei confini verso l’esterno – ma finirebbe soltanto per danneggiare enormemente gli sforzi dei ricercatori e delle ricercatrici statunitensi. Per quanto riguarda lo spostamento in un altro Paese, è sia organizzativamente che economicamente impossibile. Ci lavoriamo da oltre quattro anni e i fondi delle fondazioni private che ci sostengono sono già stati vincolati e spesi per bloccare hotel e il centro congressi. Non ci sono i fondi per uno spostamento e non so chi potrebbe metterli.
Non so come si possa trovare una soluzione, ma voglio sottolineare che l’unica parte della petizione su cui non sono d’accordo è il boicottaggio. Una scelta del genere danneggerebbe seriamente chi fa ricerca. Non è che abbiamo il controllo di tutta la situazione, in nessun modo. E capisco che una persona non si senta sicura e magari non voglia venire perché non è d’accordo col governo americano. Ma bisogna rendersi conto che un fallimento dell’organizzazione non farebbe alcuna differenza per Trump, mentre rappresenterebbe un grave danno per la comunità matematica.

RN: E per quanto riguarda una partecipazione a distanza interattiva, richiesta da più parti, tra gli altri dall’Unione Matematica Italiana? Non potrebbe essere una soluzione?

GS: Offrire una partecipazione virtuale che sia davvero interattiva ha costi non indifferenti. Inoltre, i dati dell’edizione passata ci mostrano che il tasso di coinvolgimento online era stato piuttosto basso. Fino ad ora, abbiamo autorizzato interventi a distanza solo in casi eccezionali, come per una ricercatrice in gravidanza. Tra l’altro, al momento non ci risultano persone invitate a parlare provenienti dai Paesi della “lista nera” governativa, per i quali sarebbe stato oggettivamente impossibile viaggiare. Ci stiamo attrezzando, ma con prudenza, proprio per mancanza di fondi.

RN: Forse le società matematiche nazionali potrebbero unire le forze e finanziare collettivamente i costi di una piattaforma per la partecipazione virtuale…

GS: Sì, se ci fosse uno sforzo congiunto potrebbe essere un’idea da valutare.

RN: Resta il fatto che c’è un certo clima di paura. Molte persone straniere che fanno ricerca si sentono insicure all’idea di viaggiare negli USA a causa dei controlli alle frontiere e delle azioni dell’ICE. Cosa ti senti di dire loro?

GS: Li capisco perfettamente. È innegabile che le attuali politiche sull’immigrazione creino timore. Tuttavia, ci tengo a rassicurare tutti: l’organizzazione è in costante contatto con la polizia locale per garantire un ambiente assolutamente accogliente e protetto. In base alla mia esperienza recente, almeno qui sulla costa est, non si sono verificati episodi drammatici. La probabilità di avere problemi è davvero bassa e stiamo facendo di tutto per far sentire tutte le persone al sicuro.

RN: Come pensate di garantire i partecipanti sul piano della diversità e inclusione, che sono diventate problematiche sotto l’attuale amministrazione?

GS: Paradossalmente il fatto di non avere fondi governativi si è rivelato un grande vantaggio per i diritti civili. Non ricevendo fondi federali diretti, non siamo obbligati a sottostare alle rigide restrizioni governative sui temi della diversità e dell’inclusione (DEI). Questo ci permette di mantenere e applicare le nostre linee guida dedicate alla tutela delle minoranze e della comunità LGBTQ+ su cui l’AMS è sempre stata molto all’avanguardia.

RN: Va bene Gigliola, ti ringrazio molto per queste precisazioni. Spero di rivederti in Italia prima o poi.

GS: Grazie a te Roberto. Sì, verrò in Italia a breve per alcune conferenze e poi in estate per le vacanze. È stato un anno difficile, ma ci vediamo presto!

Intervista a cura di Roberto Natalini

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Tante firme dalla comunità matematica alla petizione per boicottare il Congresso Internazionale di Matematica negli Usa

Roberto Natalini [coordinatore del sito] Matematico applicato. Dirigo l’Istituto per le Applicazioni del Calcolo del Cnr e faccio comunicazione con MaddMaths!, Archimede e Comics&Science.

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