Nei giorni scorsi è stato pubblicato il Decreto ministeriale n. 104 del 10 giugno 2026, con cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito autorizza la sperimentazione del progetto di innovazione metodologico-didattica denominato “Liceo Matematico”. Vediamo meglio di cosa si tratta con un articolo scritto da quattro degli insegnanti convolti.
Siamo nel Paese in cui ogni anno gli studenti, la notte prima degli Esami, cantano a squarciagola che “la Matematica non sarà mai il mio mestiere”. Eppure, da oltre un decennio, una rivoluzione silenziosa sta avvenendo nelle aule italiane, dove migliaia di studenti e le loro famiglie hanno scelto non solo di fare più ore di matematica, ma di farle in modo diverso. Quel percorso, nato dalla passione e dall’impegno di insegnanti e ricercatori, compie in questi giorni il passo decisivo.
Con la firma del Decreto Ministeriale n. 104 del 10 giugno 2026, dopo il parere unanime del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha autorizzato l’avvio della sperimentazione ufficiale del Liceo Matematico a partire dall’anno scolastico 2026/2027. Si chiude così la fase “pionieristica” che ha caratterizzato lo scorso decennio per dare inizio a un quinquennio di sperimentazione curricolare che coinvolgerà cento scuole in tutta Italia.
Oltre la formula: la matematica come “ponte”
Il Liceo Matematico non è un nuovo indirizzo, ma una “curvatura” che si innesta sul Liceo Scientifico o Scientifico con opzione Scienze Applicate o Classico. Il cuore del progetto non è aggiungere nozioni, ma cambiare il modo di imparare. Attraverso il “Laboratorio Matematico” – due ore aggiuntive settimanali nel primo biennio e una nel triennio – la Matematica, riacquisendo il suo ruolo antico, diventa il ponte culturale tra i cosiddetti saperi scientifici e umanistici. Non si tratta di una semplice enunciazione di principi: l’interdisciplinarità diventa strutturale. Gli studenti vedranno i docenti di diverse materie (come Latino, Storia dell’Arte o Filosofia) progettare e realizzare moduli che colleghino le diverse discipline, per esplorare ad esempio come la logica aristotelico-euclidea abbia plasmato il pensiero occidentale o come i rapporti numerici siano alla base della musica e dell’arte.
Un ambiente pedagogico innovativo
Il “Laboratorio” non è inteso come una stanza piena di strumenti, ma come un ambiente pedagogico integrato. Gli studenti non ascoltano passivamente: modellizzano, congetturano, mettono alla prova le proprie idee e imparano a argomentare in modo critico. Al termine di ogni anno, questo processo di ricerca sfocia nella creazione di un prodotto finale, in cui i ragazzi raccontano le competenze acquisite.
Una storia di successo nata dal territorio
Questa avventura affonda le sue radici in una felice intuizione del prof. Francesco Saverio Tortoriello presso l’Università di Salerno nel 2015, propagatasi velocemente a Roma, Torino e in quasi tutte le regioni italiane grazie al sostegno dell’Unione Matematica Italiana (UMI). Tortoriello comprese che il necessario cambiamento di prospettiva sull’insegnamento della matematica doveva intercettare la fantasia, l’impegno e la competenza dei molti professori che ogni giorno entrano nelle nostre aule e fonderlo con il supporto di docenti universitari capaci di potenziare contenuti e metodi. Per questo, il Liceo Matematico è sempre coordinato da un polo universitario sul territorio che collabora al lavoro di classe e si occupa della formazione dei professori.
Oggi, ben 32 Atenei sono Poli territoriali di coordinamento scientifico per oltre 200 scuole coinvolte, di cui la metà inizierà tra due mesi la sperimentazione ministeriale. Nel 2020 l’Unione Matematica Italiana ha recepito la novità e la diffusione del progetto costituendo un gruppo UMI dedicato specificatamente al Liceo Matematico, la cui giunta era stata presieduta, prima di Tortoriello, dal prof. Claudio Bernardi dell’Università Sapienza. Il Decreto Ministeriale oggi fa una sintesi di questa straordinaria ricchezza, istituzionalizzando il prezioso patto strutturale tra Scuola e Università e mettendo a sistema questa grande spinta innovatrice della didattica della matematica.
Una comunità connessa in Rete
I Licei Matematici italiani non sono puntini su una mappa, ma una comunità ben coesa, che si incontra online almeno due volte l’anno nelle Giornate LM e nei Pomeriggi LM, partecipando ai webinar o ai contest promossi dalla Commissione Comunicazione e Divulgazione del LM. Questa comunità, dal 2017, si ritrova insieme nei Seminari Nazionali LM in cui centinaia di docenti condividono idee e prassi, in un clima sempre più comunitario che ha portato, nel 2024, alla costituzione ufficiale della Rete Nazionale dei LM, che è ha poi formulato la richiesta da cui scaturisce oggi questa importante sperimentazione.
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Uno sguardo al futuro
La sperimentazione LM risponde alle sfide della società moderna, dalla gestione dei Big Data all’Intelligenza Artificiale, offrendo agli studenti una visione unitaria della conoscenza, capace di abbattere quel “filtro emotivo” che spesso allontana dalla bellezza della scienza. In questi anni, abbiamo visto “illuminarsi” gli occhi di studenti curiosi e di docenti che si sono rimessi in gioco e si sono formati, dialogando in modo proficuo fra loro e con i docenti universitari. Con l’avvio ufficiale della sperimentazione, l’obiettivo è che questa “luce negli occhi” si diffonda sempre più, aiutando a trasformare la matematica da “incubo” scolastico a strumento di comprensione del mondo.
A conclusione di questo articolo, un grazie sincero va alle migliaia di famiglie e di studenti che in questi 10 anni hanno creduto nel Liceo Matematico nonostante le tante difficoltà, non solo di aspetto organizzativo, che dirigenti e docenti hanno avuto. Ora inizia una fase nuova, che porterà a ulteriori miglioramenti sulla base delle esperienze passate e delle indicazioni da parte del Ministero, lasciando però sempre intatta la voglia di sperimentare e scoprire nuove strade.
Nicola Chiriano [Polo Liceale “L. Siciliani – G. De Nobili”, Catanzaro]
Giovanna Guidone [Liceo “T. Calzecchi Onesti”, Fermo]
Davide Passaro [Liceo “B. Russell”, Roma]
Alexander Saltuari [Liceo “E. Majorana”, Roma].









