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“Rispetto ai tornei precedenti, la corsa al titolo di quest’anno è molto serrata”. Così Achim Zeileis dell’Università di Innsbruck sul Mondiale Fifa che si sta attualmente svolgendo in Usa-Messico-Canada. Zeileis non è un semplice tifoso, o meglio non è solo questo, ma un matematico che, insieme ad Andreas Groll della TU Dortmund, ha calcolato (prima dell’inizio della manifestazione) le probabilità di vittoria di tutte le squadre partecipanti sfruttando un’enorme quantità di dati e un algoritmo di apprendimento automatico.

Quali sono stati i risultati? La Spagna dovrebbe essere leggermente favorita (14,5% di probabilità di vittoria finale), seguono a breve distanza Inghilterra (12,4%), Francia (12,4%) e Germania (11,2%). Un po’ più indietro troviamo Portogallo (8,9%) e Argentina (8,2%), così come Paesi Bassi (5,6%) e Brasile (4,7%) (qui trovate le previsioni complete). Visti gli esordi, per ora questo pronostico non sembra particolarmente fortunato.

Il modello è stato sviluppato collezionando un’ampia gamma di dati, tra cui le prestazioni delle squadre nelle precedenti partite internazionali, le quote dei bookmaker, le valutazioni dei giocatori nelle partite di club e internazionali e il valore medio di mercato delle squadre. Queste e altre informazioni sono state combinate utilizzando un algoritmo di apprendimento automatico, “alcuni di questi dati si sono resi disponibili solo poco prima del torneo. Per esempio, le rose definitive di tutte le 48 squadre sono state diffuse solo pochi giorni prima dell’inizio”, spiega Zeileis.
Dopo aver raccolto i dati e predisposto il modello, i ricercatori hanno fatto una cosa molto semplice: simulare l’andamento della Coppa del Mondo per 100.000 volte, partita per partita, basandosi sul sorteggio di composizione iniziale dei gironi e, naturalmente, seguendo tutte le regole FIFA. La Spagna, dunque, ha vinto in 14500 di queste simulazioni.
Sebbene, in generale, nello storico della Coppa del Mondo Fifa la squadra favorita abbia effettivamente vinto il titolo in diverse occasioni (ad esempio ai Mondiali del 2010, agli Europei del 2012 e ai Mondiali femminili del 2019), per i ricercatori questo non è un fattore decisivo: “La probabilità che la squadra favorita vinca effettivamente il torneo di solito non supera il 20%, il che significa anche che un’altra squadra vince con una probabilità dell’80%. Come statistico, sono quindi più interessato a capire se, in media, molte delle squadre che prevediamo arriveranno lontano ci riusciranno davvero” ha concluso Groll.

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