L’Italia è fuori dal mondiale per la terza volta, anche se dopo i calci di rigore. La solita sfortuna dagli undici metri? I numeri dicono altro. Ce ne parla Marco Menale per La Lente Matematica.
Apocalisse Italia. E siamo alla parte terza, come titolano nell’ultima puntata del podcast La Riserva Emanuele Atturo, Simone Conte e Daniele Manusia. L’Italia per la terza volta consecutiva non parteciperà ai Mondiali. E giù le polemiche, da calciatori e commissario tecnico fino ai vertici federali. La sciagurata agonia dei supplementari e dei rigori ha fatto parlare qualcuno di “terribile sfortuna”. Ma a guardare numeri e dati con la lente matematica l’esito finale a favore della Bosnia è stato tuttaltro che un caso.
Ci rifacciamo qui ai dati pubblicati da Sofascore. Come spesso detto in questa rubrica, il calcio è sempre più un mix di strategie, numeri e algoritmi. In ritardo rispetto ad altri sport, come la pallavolo, anche le partite di calcio si seguono non solo con occhio e motivazione, ma anche con tablet e algoritmi, alcuni real-time.
Passiamo ai dati. La Bosnia ha tirato \(30\) volte contro le \(9\) dell’Italia, ha centrato la porta \(11\) volte contro \(3\) e soprattutto ha costruito occasioni da zone molto più pericolose: \(17\) tiri dentro l’area contro appena \(4\). Quindi, non solo hanno tirato più di noi, ma l’hanno fatto anche da zone più pericolose, ossia con più alta probabilità di portare a un gol. Infatti, il dato sugli xG è chiaro: \(2,5\) per la Bosnia e \(1,47\) per l’Italia. La Bosnia avrebbe potuto segnare più del suo unico gol a differenza nostra. In termini probabilistici, la partita, al netto degli episodi e delle polemiche, ha avuto un esito atteso sbilanciato.
Eppure, a uno sguardo superficiale, l’Italia sembra esserci stata. Ha vinto più contrasti, il \(55%\), è stata efficace nei duelli aerei e nei dribbling e ha recuperato più palloni in fase difensiva. Ma è proprio qui che i numeri vanno letti con attenzione. Quei contrasti vinti non sono il segnale di controllo, ma di resistenza. Gli azzurri sono intervenuti tanto perché costretti a farlo. La Bosnia è entrata con continuità nel terzo offensivo, palleggiando meglio con l’\(87%\) di precisione nei passaggi offensivi contro il \(62%\) dell’Italia, e ha costretto gli azzurri a difendere basso, accumulando chiusure e interventi. A guardare le heat map si vede come l’Italia abbia tenuto un blocco basso proprio perché schiacciata dalla Bosnia.
I dati riguardano anche i portieri, al di là dei rigori. Gigio ha vinto (si fa per dire, eh!) \(10\) a \(2\) la sfida delle parate nel corso della partita. Ma non tutte le parate sono uguali, come insegnano gli xGOT. Infatti, Donnarumma è stato artefice di \(3\) parate su occasioni con alto xG, mentre il portiere bosniaco Vasilj \(0\). Quindi, nelle occasioni ad alto xG gli azzurri hanno sottoperformato, non solo perché non hanno segnato, ma perché non hanno proprio preso la porta. E questo per non parlare degli errori finali dal dischetto di Esposito e Cristante.
Questi dati evidenziano come l’Italia abbia giocato una partita fatta soprattutto di contrasti e fase difensiva, con ripartenze e contenimento, per necessità più che per scelta, o almeno questo si spesa. E si è fatto male in fase offensiva non capitalizzando le occasioni create. Questo al di là dell’espulsione di Bastoni. E i rigori sono arrivati solo alla fine di questa terza apocalisse che per quanto amara e deludente la troviamo già scritta nei numeri precedenti all’ansia dagli undici metri.









