È stato pubblicato da Bollati Boringhieri il libro “La formula più bella del mondo. Quando su Eulero si posò la mano di Dio” di Paolo Gangemi e Francesco Claudio Ugolini. Maurizio Codogno lo ha letto e recensito.
Si dice che se si chiede a un matematico o una matematica quale sia “la formula più bella”, qualunque cosa significhi questa frase, lui o lei risponderà “quella di Eulero: \(e^{i\pi} + 1 = 0\)”. Io credo a dire il vero che questo sia un classico caso di profezia che si autoavvera: a furia di sentirlo dire, a tutti viene in mente questa uguaglianza. Però qualcosa di vero c’è. Matematicamente parlando, la formula è compatta, e usa alcuni dei numeri che compaiono più spesso quando si ricercano nuove proprietà, oltre alle tre operazioni di base (somma, prodotto ed elevazione a potenza).
Paolo Gangemi e Francesco C. Ugolini in questo volume hanno scelto di partire proprio dai cinque numeri \(1, 0, \pi, i, e\): per ciascuno di essi tracciano una storia che esce dallo spazio – invero non certo angusto – della matematica per sconfinare dalla filosofia alla religione, dall’antropologia alla linguistica, dalla letteratura al ciclismo (!). A ciascuno di questi numeri viene poi associato un personaggio storico: Maimonide, il cantore di Dio quale l’Uno; Brahmagupta, il poeta spregiudicato che non ha avuto paura di sporcarsi le mani con lo zero; Archimede, che per primo imprigionò il pi greco tra due valori limite, sapendo di potere ridurre a piacere la forchetta di errore; Girolamo Cardano, lo spaccone cinquecentesco che rubò la formula risolutiva delle equazioni di terzo grado senza porsi troppi problemi riguardo ai numeri che poi vennero chiamati immaginari, perché facevano comunque il loro mestiere; John Napier (per noi Nepero), il possidente terriero scozzese che voleva rendere più semplici i conti matematici e si imbatté per primo nella costante matematica intrinsecamente legata alla crescita; infine naturalmente lo stesso Eulero, il Clark Kent della matematica del diciottesimo secolo che ha scritto di tutto e di più.
Il libro è pensato per chi non è matematico di professione, anche se in appendice viene presentata una derivazione della formula di Eulero alla portata di chi si ricorda ancora della matematica studiata al liceo; la sua veste principalmente umanistica risulta piacevole per chiunque, e permette al profano di avere un’idea di come la matematica entri in modo naturale nella nostra vita. L’unica pecca che mi sento di trovare è il racconto immaginario della scoperta della formula da parte di Eulero: la matematica è già avvincente di suo, non c’è bisogno di romanzarla!
Maurizio Codogno
La formula più bella del mondo.
Quando su Eulero si posò la mano di Dio
Paolo Gangemi, Francesco Claudio Ugolini
ISBN: 9788833943978
Anno:2025
Collana: Saggi
Formato: Brossura
N° di pagine: 144










