Da qualche mese è stata promossa online una petizione per la creazione di un Centro Europeo di Ricerca sull’Intelligenza Artificiale. Pierluigi Contucci e Giorgio Parisi ce ne spiegano l’importanza per la comunità matematica italiana.
L’intelligenza artificiale non è semplicemente una tecnologia d’avanguardia: è una trasformazione profonda nella produzione di conoscenza, nel processo decisionale e in quasi ogni settore della società. Come la rivoluzione industriale ha imposto alla scienza di formulare leggi fondamentali per comprendere il funzionamento delle macchine a vapore, oggi siamo chiamati a costruire una vera scienza dell’intelligenza artificiale che vada oltre gli strumenti e gli algoritmi correnti, per comprenderne i principi, i limiti, l’efficienza e gli impatti materiali, etici e sociali.
L’Europa possiede un patrimonio scientifico tra i più ricchi al mondo, dalla matematica pura alla teoria dell’informazione, dalle neuroscienze ai fondamenti dell’apprendimento. Eppure, manca una visione unificante e infrastrutturale che consenta a questa eccellenza di tradursi in leadership globale: senza un progetto coerente rischiamo non solo di subire tecnologie sviluppate altrove, ma di dipendere culturalmente e cognitivamente da visioni esterne.
Per questo è nata la petizione per la creazione di un Centro Europeo di Ricerca sull’Intelligenza Artificiale: un laboratorio reale, aperto e interdisciplinare, capace di riunire menti e competenze diverse attorno a una missione chiara. Una casa comune della ricerca dove la conoscenza non sia trattata come proprietà esclusiva o merce, ma come infrastruttura condivisa al servizio della scienza, della società e dei valori democratici.
Un centro simile avrebbe tre dimensioni fondamentali:
1. Fondamenti teorici e sperimentali. Un programma di ricerca sui principi dell’apprendimento, sulla robustezza, l’interpretabilità e la termodinamica dell’intelligenza. Solo conoscendo davvero come e perché certe macchine imparano potremo guidarne lo sviluppo in modo consapevole.
2. Infrastrutture e sostenibilità. Non si tratta solo di potenza computazionale: la ricerca europea deve misurare e governare il costo energetico e materiale dell’IA, per affermare un modello sostenibile e orientato ai bisogni sociali.
3. Comunità e capitale umano. Senza ricercatori liberi di esplorare, discutere e collaborare non esiste progresso reale. Borse di studio, programmi di mobilità e reti europee di formazione sono strumenti essenziali per trattenere e attrarre talenti.
Per la comunità matematica italiana tutto questo non è un tema di secondaria importanza: la nostra disciplina fornisce linguaggi, strumenti e rigore concettuale indispensabili per affrontare questioni di generalizzazione, ottimizzazione, complessità e interpretabilità nei sistemi intelligenti. Firmare la petizione vuol dire sì a una Europa che investe nella conoscenza profonda piuttosto che nella semplice applicazione tecnologica; una Europa che pone al centro la libertà intellettuale, la sostenibilità e l’uso responsabile dei saperi.
Invitiamo tutte e tutti i colleghi e le colleghe, le persone giovani come i membri senior della nostra comunità accademica, a firmare la petizione, a condividerla nei propri network e a contribuire così a questo sforzo collettivo: una firma può sembrare un piccolo atto, ma insieme possiamo segnare l’inizio di una nuova fase della ricerca europea.
Pierluigi Contucci e Giorgio Parisi










AI è una macchina ad Alta Potenza [ lavoro/ tempo] Ricombinatoria. [ Nessuna Intuizione e capacità plastica creativa del cervello umano in FORMAZIONE CONTINUA.