Che facciamo, parliamo come al solito dei ritardi di uscita della rivista?
L’occasione è davvero ghiotta, così ghiotta che non si vede come si possa evitare di farlo senza dare l’impressione che noi si stia goffamente cercando di nascondere la polvere sotto al tappeto. Basta dare un’occhiata al calendario (o al pc, o meglio ancora all’immancabile telefono) per vedere questa data, 29 gennaio 2026, brillare in tutta la sua sfolgorante bellezza. Visto che la regola, più volte citata e quasi sempre disattesa, prevederebbe che i numeri dell’e-zine escano “il primo giorno lavorativo del mese”, è difficile non notare la violazione, nevvero?
Noi confidiamo molto sulla vostra elasticità mentale, però; anche perché di elasticità mentale c’è un disperato bisogno, di questi tempi. Così, mentre osservate ancora la fatidica data che marca il giorno di uscita dell’e-zine e di questo post, cambiate prospettiva: perché concentrarsi su quel “29” che è indubbiamente molto distante dall’atteso “2”? Perché non porre l’attenzione sul mese, anziché sul giorno? Guardateli, pc, telefoni e calendari: concordano tutti, è ufficialmente ancora gennaio, ed è proprio a gennaio che questo RM324 deve uscire. Rallegriamocene tutti insieme, orsù! Oppure, se vi piacciono le scuse più elaborate e articolate, non trovate divertente che usciamo non nel “primo” giorno lavorativo del mese, ma nel “penultimo”? Notata la classe? Avessimo aspettato fino a domani, sarebbe sembrato tutto una sorta di esperimento di psicologia inversa, ma invece no; noi, onesti e sagaci, usciamo in questo 29 gennaio, data identica a quella ideale del 2 gennaio, quasi perfetta, insomma, a meno di un misero 9.
Va bene, non fate quelle facce schifate, lo sappiamo anche noi che non funzionano, questi trucchetti. Ma, del resto, anche voi sapete che, sotto sotto, quando usciamo con un ritardo così forte qualche scusa buona ce l’avremmo pure, ma è noioso sia per noi raccontarle che per voi leggerle. Quindi amen, evitiamo noie e tristezze, e sappiate che due di noi tre si sono arrampicati perfino sulla lanterna della trionfale Cupola di Santa Maria del Fiore di Firenze, il capolavoro di Filippo Brunelleschi, sciroppandosi tutti i 463 scalini rinascimentali e senza neppure svenire per la fatica. Adesso riprendiamo un po’ il fiato, poi magari vi racconteremo meglio.
Non tanto per gli scalini della cupola, quanto per i quattro giorni densi che ci sono stati attorno, ci ritroviamo con un RM324 abbastanza insolito e straordinariamente ricco: ricco di pagine, almeno. Che ci crediate o meno, se seguirete il link vi ritroverete nel bel mezzo di un pdf di 48 pagine, così composte: le prime due ospitano come al solito copertina, indice e colophon, e la copertina l’hanno fatta degli amici che masticano numeri molto meglio di noi. Da pagina 3 a pagina 15 brilla per la sua assenza il “compleanno” e brilla anche (sempre per assenza) il suo succedaneo naturale, il taccuino/reportage dei viaggi rudeschi. Però qualcosa dentro c’è e, se vi servisse mai, quel qualcosa vi autorizziamo a riciclarlo. I problemi campeggiano a pagina 16, i Bungee Jumping si intrufolano per poche righe a pagina 17, laddove dirompono con travolgente irruenza anche le Soluzioni & Note, che continuano, continuano, continuano fino a finire nel bel mezzo di pagina 42. Vi lasciamo come elementare esercizio il calcolo delle pagine occupate dalle S&N, e come esercizio un po’ meno elementare quello di calcolare l’energia spesa da Alice per metterle tutte insieme (hint: qualunque unità di misura energetica usiate, sappiate che il risultato è molto, molto più grande dell’energia spesa da Rudy e Doc nell’ascensione dei già citati 463 scalini).
I Q&D colpisco a tradimento per poche righe sempre a pagina 42, laddove si diparte anche lo Zugzwang!, lieto di comparire in questo 324 multiplo di 4. Con grandissimo scorno della Redazione tutta, ci siamo accorti solo dopo aver impaginato l’e-zine di aver perso una grande occasione: da quando esistono i Bungee Jumpers, gli unici problemi di RM con soluzione nello stesso numero della rivista, le loro soluzioni sono pubblicate nella virtuale “Pagina 46”, il cui nome rendo omaggio alla pagina 46 de La Settimana Enigmistica. Abbiamo detto “virtuale” perché, ovviamente, “Pagina 46” non può quasi mai finire nella vera pagina 46 dell’e-zine, che di solito è assai meno voluminosa. Ma – mannaggia – questa volta “Pagina 46” comincia a pagina 43 e finisce a pagina 45, vi rendete conto? Ce ne fossimo accorti, avremmo messo qua e là delle righe vuote pur di allineare i due “46”. Infine, mossi a pietà di voi lodevoli lettori, il GC in questo mese fin troppo paginoso ha limitato il Paraphernalia Mathematica a sole tre pagine (46-48), ma qualcuno della Redazione è rimasto comunque inquieto, da cotanta generosità; il pezzo parla infatti di Piazza san Pietro, a Roma: e lì c’è un’altra cupola, ancora più alta. Non gli salterà mica in testa un’altra scalata…
Ricordatevi di coltivare con impegno e dedizione la vostra felicità.











