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Eccoci arrivati al Carnevale della Matematica #123, che si presenta con un tema impegnativo, quanto praticamente ignorato dai partecipanti. Troppo impegnativo? Comunque, prima di presentare il carnevale vero e proprio, vi dovete come da rituale sorbire qualche piacevole (?) rituale preliminare che concerne il numero cardinale che contrassegna il numero ordinale del carnevale. E che minaccia di occupare un sacco di spazio (ma proprio tanto). Nell’edizione anglofona del Carnevale della Matematica, chi ha raccolto i contributi ha dovuto dividere il post in due parti, perché la prima era stata occupata copiosamente dal susseguirsi delle proprietà vere o presunte attribuite al numero 123.
Ne riportiamo qualcuna tra le più curiose:
È la concatenazione dei primi tre interi positivi, di cui due sono primi e uno lo è stato per molto tempo.
Non è primo, ma 1223, 1222222223, 1″2 ripetuto n volte”3 (con n=47, 57, 152, 260, 875, 1178, 1595) sono tutti primi.
È un numero cattivo (non chiedetemi perché si chiami così), di Lucas (una sequenza di Fibonacci con dati iniziali diversi), e gentile (?).
C’è un solo triangolo rettangolo di cui forma l’ipotenusa, in cui i cateti hanno valori interi (terna pitagorica): (120, 27,123).
È la somma di 3 fattoriali: 123=5!+2!+1!.
È un semiprimo di Sophie Germain, ossia il prodotto di dueprimi di Sophie Germain (che sono i numeri primi p tali che 2p + 1 è primo).
123 scritto in greco è ρκγʹ, in ebraico קכג, in cinese  一百二十三, in arabo ١٢٣.
Ecco, direi che ci fermiamo qui, perché immagino che siate impazienti di passare al Carnevale vero e proprio. Ma prima ricordiamo che nella Poesia Gaussiana (o dell’unicità della fattorizzazione) di Popinga, la strofa corrispondente è “il merlo innamorato“(=\(3 \times 41\)). E la “cellula melodica” puntualmente offertaci da Dioniso Dionisi di Pitagora e dintorni è
Abbiamo veramente finito. Allora, prima di continuare, chiedetevi cos’è secondo voi la matematica e scrivetelo in fondo come commento al post. Noi vi proponiamo qualche idea. Vedete un po’ voi.
L’insieme delle scienze che studiano in modo ipotetico-deduttivo entità astratte come i numeri e le misure (Enciclopedia Treccani)
La matematica è un settore di studio di ampio respiro, in cui sono esaminate le proprietà e le interazioni di oggetti idealizzati (Wolfram MathWorld)
matematica ma·te·mà·ti·ca/ sostantivo femminile La scienza che in origine e a livello elementare si occupa di problemi relativi ai numeri ( aritmetica ) e alle figure (geometria); attualmente è suddivisa in diverse branche ( algebra, analisi, topologia, m. applicate, ecc.), tutte caratterizzate da rigorosi metodi di formalizzazione, di calcolo e di deduzione.

Da “Misterius” di Leo Ortolani, Comcis&Science 2013

  “Che cos’è la matematica? A cosa serve? Di cosa si occupano i matematici di adesso? Non era già stato tutto dimostrato? E in ogni modo quanti nuovi numeri possono ancora essere inventati? La matematica odierna è fatta solo di lunghi calcoli, con i matematici ridotti a semplici custodi dello zoo, assicurando che i loro preziosi computer siano sempre ben nutriti? E se non è così, che cosa c’è al di là dell’incomprensibile espressione di alcuni geni straordinari con la testa fra le nuvole e i piedi che pendono dai nobili balconi delle loro torri d’avorio? La matematica un po’ è così, e un po’ non lo è per niente. Per lo più è semplicemente diversa. È quello che non vi aspettate che sia, vi voltate un attimo ed è già cambiata. Sicuramente non è un corpo immutabile di conoscenze, il suo sviluppo non si limita all’invenzione di nuovi numeri, e le sue diramazioni nascoste pervadono ogni aspetto della vita moderna. Ian Stewart (1996)”
“La matematica è una forma di vita” (Reuben Hersh, Che cos’è davvero la matematica?)
“La matematica è lo studio di analogie tra analogie” (Gian Carlo Rota, Pensieri indiscreti)
La matematica è la continuazione del senso comune con altri mezzi (Jordan Ellenberg “I numeri non sbagliano mai” 2015)

E cominciamo allora con i contributi. Comincia Dioniso Dionisi, alias Flavio Ubaldini su Pitagora e dintorni, con un contributo abbastanza i tema, in quanto parte di una serie dedicata al libro di Reuben Hersh “Che cos’è davvero la matematica?”  Il post è qui Ma il platonismo in matematica è una sorta di religione? L’ultima volta aveva riportato un brano in cui l’autore cercava di indagare la natura degli oggetti matematici. Qui propone riflessioni sulle varie scuole di pensiero che hanno cercato di indagare tale natura. Come al solito, il tutto è in libera traduzione.


Abbiamo poi Annalisa Santi con un contributo da MatetangoDallo Stemma dei Borromeo alla teoria dei nodi, dedicato allo stemma dei Borromeo (nodo o meglio link borromeo) che ben sintetizza il significato della matematica come la scienza che spazia in ogni ambito della conoscenza. “Oltre al fatto che il simbolo ha fatto incursioni culturali nell’arte, nella teologia, nella psicologia, nell’araldica…, l’ultimo secolo ha visto la sua comparsa sull’orizzonte scientifico nella fisica delle particelle e nel magnetismo,  fino ad assumere un ruolo vitale nella modellizzazione di processi di sintesi chimica e di aggregazione molecolare”. A partire dalla metà del XX secolo, diventa quindi il paradigma del progresso scientifico e gli “anelli di Borromeo”, forse proprio per questa capacità di sintesi, sono stati adottati, nella forma più schematica, anche com.e logo dell’Unione Matematica Internazionale (IMU).


Roberto Zanasi non ci tradisce mai, e pubblica la terza e penultima parte di “Minacce Aliene” (peraltro apparse l’anno scorso su Archimede).


Maurizio Codogno questo mese dice di aver lavorato poco. Ma non è vero. Sul Post scrive che Un’immagine confonde più di mille parole, dove mostra un’infografica che fa pensare come Lombardia e Calabria abbiano avuto lo stesso numero di beneficiari di reddito di inclusione, e Il teorema matematico di 4chan, dove spiega come si può fare matematica ovunque, nonostante quanto pensino i bigotti.
Le Notiziole hanno il solito mix. Ci sono recensioni – questo mese una sola, ma di peso: Selected Papers on Fun & Games di Donald Knuth. Ci sono quizzini della domenica: LuoghiChi sei?Le dodici statueCane e scimmiaI cinque rettangoli. Poi c’è una grande offerta; fino a venerdì il volume cartaceo con i primi cento Quizzini della domenica è venduto praticamente a prezzo di costo su Amazon (ma si può anche scaricare gratuitamente dal suo sito…).
Segnala infine qualche citazione matematica su Tumblr.

Ecco le segnalazioni di articoli di Math is in the Air mandate da Davide Passaro. Si comincia con un articolo di Pasquale Napolitano sulla matematica applicata alla sicurezza delle auto. Si prosegue con due contributi esterni di Maurizio Rosina aventi come tema gli indici di concentrazione per misurare il rischio nel campo aziendale: parte 1 e parte 2.  C’è poi  un articolo di Agnese Bissi sulla fisica dei Laser e i premi Nobel della fisica del 2018. E si conclude in bellezza con l’intervista di Davide Passaro a Guido De Philippis attualmente professore associato alla SISSA di Trieste e vincitore di numerosi riconoscimenti come la Medaglia Stampacchia 2018 e l'”EMS Prize”  nel 2016.

È il turno ora dei Rudi Mathematici, insolitamente solerti in questa edizione, anche se poi la loro solerzia è stata tradita da una fallace prestazione del filtro spam del destinatario che ha, ahimé, vanificato i loro sforzi inani. E quindi, comunque, in questo mese denso di eventi e di viaggi (per loro), i loro contributi al Carnevale sono stati abbastanza radi e perfino insoliti (cercano scuse, temo). Tanto per cominciare, nonostante il numero limitato di post, ben due sono “compleanni”: cosa ancora più insolita, il primo dei due, dedicato a Evangelista Torricelli, non è stato scritto dal solito compilatore dei compleanni, ma dal Grande Capo, Rudy d’Alembert. L’altro, invece, dal punto di vista autoriale è più nella norma, ma è forse un po’ datato, visto che cita eventi di cronaca di quattro anni fa: ma l’astronomia è scienza lenta, e celebrare Edmond Halley non dovrebbe fare male neppure oggi. C’è poi un post appartenente alla serie “Quick&Dirty”, domandine sporche e veloci, che però ha generato interesse – non solo terminologico – nei commenti. Può servire a ripassare la media, la mediana e la moda. E per concludere, il post istituzionale di soluzione del quiz pubblicato su “Le Scienze” sono riusciti a farlo uscire con una settimana abbondante di ritardo (forse era finito in spam…). E, a proposito di  ritardo… il duecentotrentottesimo numero dell’e-zine “Rudi Mathematici” è in ritardo feroce, e probabilmente non riuscirà a vedere la luce prima del Carnevale… però uscirà, prima o poi, questo è garantito. Fra qualche giorno questo link (http://www.rudimathematici.com/archivio/238.pdf), che al  momento è muto, troverà la parola e la via giusta nella Rete per rispondere agli incauti che oseranno cliccarlo.

Ugualmente efficace, il caro Marco Fulvio Barozzi, detto a volte Kees Popinga, che ci propone una sfilata di scienziati notevoli dell’800. Ci parla del genio dispersivo di John Herschel. Il nome di John Herschel compare nella storia della matematica, della chimica, della fotografia, della divulgazione scientifica e, soprattutto, dell’astronomia. In più fu laureato in legge e responsabile della Zecca Reale, oltre che poeta. La sua insaziabile curiosità per ogni campo del sapere alla fine si rivelò dispersiva: talento eclettico, si occupò con passione di troppe cose e in nessuna divenne immortale. È poi la volta di William Kingdon Clifford, tra algebra, empirismo e fiaba. Uomo di singolare acutezza e originalità, Clifford era dotato di uno stile lucido, di profondità e immaginazione poetica e di un grande calore umano. Razionalista e osteggiato dalle gerarchie ecclesiastiche, sosteneva che fosse immorale credere alle cose per cui non vi è una prova: nel suo saggio The Ethics of Belief, uscito nel 1879, compare il famoso principio: “è sbagliato sempre, comunque e per chiunque, credere a qualsiasi cosa basandosi su prove insufficienti.”   A questo segue il ritratto di Rankine, ingegnere e poeta. Nell’opera di William John Maquorn Rankine (1820-1872) si sviluppò una nuova relazione tra scienza e tecnologia. Il suo maggior risultato fu la produzione di una serie di opere che divennero libri di testo standard per gli studenti d’ingegneria per tutta la seconda metà del XIX secolo . Per il fisico e ingegnere scozzese la poesia era, accanto al pianoforte, un diversivo da uno stile di vita altrimenti frenetico. Forse ispirato dalle difficoltà dell’ingegneria a farsi riconoscere come scienza accademica, Rankine scrisse una graziosa e spiritosa opera, A problem in Dynamics, in cui non è chiaro se se il matematico innamorato della poesia è una persona reale, un puro divertimento dell’autore, o uno dei tanti capitoli della secolare lotta tra matematici e ingegneri. George Boole è famoso per i suoi lavori sulla logica matematica, che aprirono la strada allo sviluppo dell’informatica e al mondo contemporaneo. Fu un genio versatile, di quelli che nel mondo anglosassone chiamano polymath, termine riservato alle poche persone in grado di eccellere in quasi tutti campi del sapere. Egli morì l’8 dicembre 1864 a soli 49 anni, a causa di una polmonite contratta in seguito a un banale raffreddore non curato. Ciò che molti non sanno è che egli fu assai probabilmente ucciso da un’interpretazione eccessivamente letterale dell’omeopatia. Ce lo racconta in Vita logica e morte illogica di George Boole. E per concludere, il colto Barozzi ritorna alla sua antica indole poetica, con un delizioso raccontino su uno dei più famosi gatti del Novecento, incentrato sulla differenza fondamentale tra l’incertezza  epistemologica e quella intinseca alla realtà quantistica: Parla il gatto di Schrödinger.


Chi è parecchio scatenato è il nostro Gianluigi Filippelli, che lavora su vari fronti.

Un universo dal nulla: Breve articoletto sulla teoria di due fisici cinesi sulla possibilità di creare l’universo dal nulla quantistico.

Il volo degli uccelli: Breve articoletto sul modello di Vicsek che si adatta a molti casi, tra cui la forma degli stormi degli uccelli.
La fisica di RIemann: Breve articoletto sulle possibili connessioni tra l’ipotesi di Riemann e la fisica. Inevitabile citare l’annuncio di Atiyah.
Da zero a infinito: il teorema di Pitagora: L’Istituto Nazionale di Astrofisica ha realizzato in collaborazione con lo European Southern Observatory una mostra che mette insieme matematica e immagini astronomiche, Da zero a infinito curata da Stefano Sandrelli, Anna Wolter e Davide Coero Borga. In particolare si segnala Il teorema di Pitagora dove, oltre ai testi dei curatori è presente anche un video in cui il matematico italiano Alessio Figalli, recentemente insignito della Medaglia Fields, spiega il famoso teorema.

E buon ultimo, prima di MaddMaths!, arriva Leonardo Petrillo, che nel suo blog Scienza e Musica presenta la puntata n.6 di una serie di post relativi all’analisi complessa. Questa volta l’argomento trattato è la classificazione delle funzioni monodrome.

Per finire, rapidamente, i contributi di MaddMaths! che questo mese ha lavorato a fasi alterne. Alcuni hanno titoli autoesplicativi e sono recensioni di libri ricevuti in redazione:
Recensione di Buongiorno Matematica di Anna Cerasoli di Laura Branchetti
Recensione di Perfect Rigor, accurata biografia di Grigorij Perel’man di Nicola Ciccoli
Recensione di “Programmi, algoritmi e coding. Le magie dell’informatica di Pierluigi Crescenzi e Linda Pagli, di  Silvia Benvenuti
Il Sonno della Matematica genera mostri – recensione di Armi di distruzione matematica di Cathy O’Neil, di Marco Verani
È online il numero 4 di “Didattica della Matematica” – Novembre 2018 Qualche mese fa abbiamo annunciato qui la nascita della rivista “Didattica della matematica. Dalla ricerca alle pratiche d’aula“, realizzata dal Dipartimento formazione e apprendimento, Scuola universitaria professionale della svizzera italiana (SUPSI), diretta da Silvia Sbaragli. Ora è online il nuovo numero della rivista. che è liberamente consultabile e scaricabile in formato pdf. Riportiamo una sintesi dell’editoriale della direttrice.
Mario Fiorentini compie 100 anni – una storia tra cultura, politica, resistenza e matematica. Il 7 novembre scorso ha compiuto 100 anni Mario Fiorentini. Partigiano, fu l’ideatore dell’attentato di via Rasella e di altri attentati importanti a Roma durante l’occupazione. Attore, artista, poi matematico, si laureò a 40 anni e fece conoscere in Italia l’algebra omologica di Groethendieck, diventando professore ordinario di matematica a Ferrara a 55 anni. Qui riportiamo una breve biografia di Fiorentini scritta da Antonio Salmeri, che è tratta dal numero di Euclide, Il giornale di matematica per i giovani, che Salmeri stesso ha dedicato a Fiorentini.
Ma che è ‘sto pi greco? Ritratto dello scrittore da giovane, un racconto breve a tema matematico di Gabriele Inglese, in cui un famoso scrittore fa capolino.
È uscito Archimede 3/2018 presenta come succede ogni tre mesi l’indice e un estratto in pdf del numero di Archimede appena uscito, con l’editoriale del suo direttore e i link a qualche materiale complementare su web. Questo mese l’articolo di Davide Passaro “Disegnare solidi e progettare una mensa scolastica con Python e Turtle: esempi di matematica e coding nella scuola secondaria di primo grado
Ecco, si spengono le luci, cala il sipario, e finisce anche questo Carnevale della Matematica. Ringraziamo tutti i partecipanti e i lettori che ci seguono fedeli e pazienti. Il prossimo carnevale, il numero 124, sarà pubblicato il 14 dicembre da Maurizio Codogno sulle Notiziole sul tema “matematica delle feste” (così spera che nessuno sia in tema…). Vi ricordo infine che tutti i carnevali si trovano nella pagina dell’elenco dei carnevali. In caso ve ne foste perso uno, c’è sempre modo di rimediare….
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