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Appunti poco comprensibili scritti su un foglietto, ricci scuri e l’accento straniero hanno insospettito la vicina di posto del matematico italiano scatenando allarme sul volo in partenza da Philadelphia.

Il professor Guido Menzio, matematico ed economista torinese, era intento a scrivere una formula sul suo taccuino, quando è stato fermato e interrogato dagli agenti del servizio di sicurezza con il sospetto di essere un terrorista. Per la vicina di posto, l’aspetto dell’uomo e una serie di appunti scritti in grafia minuscola e incomprensibile sono diventati motivo di sospetto.

Menzio, decente alla Pennsylvania University, era a bordo di un volo in partenza dall’aeroporto di Philadelphia, e i sui capelli neri ricci, uniti ad un accento straniero hanno spaventato la donna che ha subito lanciato l’allarme, passando discretamente a una hostess un biglietto in cui aveva appuntato i suoi timori.
Cosa stava scrivendo il vicino di sedile? E quegli appunti che sembravano in arabo, che significato avevano?

Dopo pochi minuti, l’aereo, che si stava dirigendo verso la pista di decollo, è tornato indietro al gate. La hostess ha chiesto alla donna se il suo malessere fosse passato e con questa scusa l’ha aiutata a scendere.
Solo a questo punto il professor Menzio è stato fatto alzare e portato davanti a un funzionario in aeroporto che ha cominciato a fare domande sulla vicina di sedile e su cosa si fossero detti, fino alla rivelazione: la passeggera non stava affatto male, ma piuttosto, aveva visto qualcosa… e quel qualcosa erano i suoi appunti “sospetti”.

Potete immaginare lo stupore dell’accademico quando è diventata chiara la bizzarra situazione: «Stavo cercando di risolvere un’equazione differenziale legata a un intervento che dovevo tenere alla Queen’s University dell’Ontario, in Canada», ha spiegato Menzio, dispiaciuto per il ritardo del volo, «sarebbe bastato che avessero fatto una rapida ricerca su internet per capire che non ero un terrorista».

Il professore, infati, nonostante la sua giovane età è un affermato docente universitario. Si è laureato alla prestigiosa Northwestern University, ha lavorato a Princeton ed è celebre in tutto il mondo accademico americano per la sua attività di ricerca. Nel 2015, il docente è stato anche insignito della Medaglia Carlo Alberto come miglior ricercatore all’estero.

Intervistato dal Washington Post, il professor Menzio ha raccontato di essere stato trattato con rispetto dal personale di sicurezza, ma allo stesso tempo denuncia «un protocollo di sicurezza troppo rigido, basato sul contributo di persone che possono essere completamente incompetenti».

 

(A cura di Alice Sepe)

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