Vi proponiamo un video del ciclo “Matematica & …“, promosso dal Centro CQIIA‑MatNet dell’Università degli Studi di Bergamo, in collaborazione con Mathesis Bergamo APS, all’interno del “Piano Lauree Scientifiche”. Nel video, Pierluigi Contucci, professore ordinario di Fisica matematica presso il Dipartimento di Matematica dell’Università di Bologna e promotore, insieme a Giorgio Parisi e altri scienziati, della proposta di un Centro europeo di ricerca sull’intelligenza artificiali, ci accompagna in un viaggio sorprendente dentro la rivoluzione dell’IA, intrecciando storia, filosofia, scienza e visione geopolitica.
Questo intervento muove da una constatazione semplice: l’espressione “intelligenza artificiale” è una metafora fuorviante. Il lessico che la accompagna – neuroni, memoria, apprendimento, “allucinazioni” – nasce come linguaggio interno ai tecnici, utile a orientare la progettazione, ma inadatto a descrivere la natura di queste macchine. Se preso alla lettera, genera un equivoco: induce a proiettare sull’AI categorie proprie dell’esperienza umana, oscurando ciò che essa è, cioè una tecnologia statistico-algoritmica.
Su questo sfondo, il seminario distingue due modalità del pensiero umano che sono all’origine dell’AI. Da un lato il ragionamento logico-deduttivo, sequenziale, che ha guidato l’intelligenza artificiale classica. Dall’altro una forma di riconoscimento immediato, non esplicito, che oggi si realizza nelle reti neurali e nei sistemi di apprendimento dai dati. Il passaggio dall’uno all’altro segna la trasformazione attuale: non più programmi costruiti su regole, ma sistemi che apprendono da esempi.
Le conseguenze sono evidenti. L’AI non si limita a eseguire calcoli o verificare risultati: inizia a individuare regolarità e, in alcuni casi, a suggerire direzioni di lavoro anche in ambito scientifico. Questo non implica comprensione: la macchina non possiede intenzionalità né accesso al significato. Rimane uno strumento, per quanto potente, che opera su correlazioni.
Da qui il punto conclusivo. L’intelligenza artificiale funziona, produce effetti, entra nei processi produttivi e nella ricerca, ma non è ancora compresa nei suoi fondamenti. In questo senso appartiene a una fase in cui la tecnologia precede la teoria. È in questo scarto che si collocano le questioni decisive, non solo scientifiche ma anche politiche.
Evento a cura di Silvia Gambarini, organzzato per FIM Federazione Italiana Mathesis








