Una mini-serie a cura di Marco Trombetti, in cui si esplorano le vite di matematici straordinari per intelletto ma controversi per scelte, azioni o destini: figure in cui la brillantezza teorica convive con l’ombra, e dove la linea che separa rigore e ossessione, isolamento e violenza, si fa inquietantemente sottile. Non per assolvere né per condannare, ma per interrogarsi su un nodo scomodo: cosa accade quando il pensiero più lucido si separa dall’etica? In questo quinto episodio entreremo nel mondo delle spie con Sergey Degayev. Trovate tutte le puntate qui.
Sergey Petrovich Degayev (1857-1921) fu una delle figure più straordinariamente ambigue della storia intellettuale russa: rivoluzionario, spia zarista e infine professore universitario di matematica negli Stati Uniti. Pur essendo il suo nome ad oggi dimenticato da gran parte della comunità matematica, rimane un personaggio sul quale vale la pena soffermarsi data l’abilità con cui è riuscito a mescolare idealismo, mistificazione e matematica.

Sergey Petrovich Degayev
Negli anni ’80 del XIX secolo, Degayev era membro attivo di Narodnaya Volya (‘‘La volontà del popolo’’), l’organizzazione rivoluzionaria clandestina responsabile dell’assassinio dello zar Alessandro II, nonché prima associazione devota al terrorismo politico e modello per tutte le future organizzazioni di tale stampo.
Il doppio e triplo gioco
Dopo essere stato arrestato dalla polizia segreta russa, Degayev accettò di tradire la causa divenendo informatore. Con l’aiuto di Georgy Sudeykin, capo della polizia segreta, inscenò la propria evasione dal carcere di Odessa e, in cambio di protezione e di una discreta somma di denaro, contribuì all’arresto di numerosi compagni. Tuttavia i suoi viaggi per l’Europa e le storie usate come copertura destarono più di una perplessità, fino a quando non fu definitivamente messo alle strette da alcuni compagni della Narodnaya Volya. Per salvarsi propose un piano ancora più audace: fingere di continuare a collaborare con le forze zariste per arrivare ad assassinare lo stesso Georgy Sudeykin. Ebbene, nel 1887, grazie alla sua astuzia, riuscì nell’intento, avendo così salva la vita a patto di scomparire per sempre dall’Impero russo.
La trasformazione in matematico
Dopo essersi brevemente rifugiato in Europa e poi negli Stati Uniti, Degayev cambiò identità, diventando Alexander Pell. Non è del tutto chiaro perché abbia scelto questo nome. Una possibilità è che lo abbia fatto in riferimento al chimico russo Aleksandr Pel; un’altra è che lo abbia scelto in omaggio a John Pell, matematico che lavorò su certe tipologie di equazioni diofantee, ed emissario politico del 1600. Ad ogni modo, sotto questo nome ricominciò da zero: conseguì un dottorato in matematica alla Johns Hopkins University e divenne professore presso l’Università del Dakota del Sud.
Le cose andavano molto bene sia al di fuori che all’interno dell’università stessa. E questo spinse Pell a proporre che l’Università istituisse un dipartimento di ingegneria, che nel 1907 divenne formalmente il college di ingegneria, con Pell nominato come primo preside. Nella comunità accademica americana, Pell era noto per il suo rigore come docente, per il suo impegno a favore dell’educazione scientifica e per i suoi modi raffinati. Uno dei suoi studenti lo ricorda così: ‘‘Il dott. Pell occupava una posizione unica nella mente e nel cuore dei suoi studenti. Lo rispettavano profondamente, eppure sentivano la sua amicizia personale così sincera da sentirsi liberi di confidarsi con lui anche riguardo ai propri problemi personali. Era uno degli uomini più umani che io abbia mai conosciuto’’. Nessuno sospettava del suo passato rivoluzionario e cruento. Tutt’oggi presso l’Università del Dakota del Sud è presente una borsa di studio in sua memoria (istituita dalla sua ultima moglie, Anna Johnson, anch’essa matematica).
L’ennesima impostura?
Solo dopo la sua morte, avvenuta nel 1921, alcuni storici riuscirono a ricostruire l’incredibile intreccio della sua esistenza. Oggi Sergey Degayev rappresenta un caso forse unico nella storia della matematica: un uomo che ha ingannato, tradito, ucciso e, infine, insegnato, nella piena normalità, algebra e calcolo differenziale a generazioni di studenti ignari. La sua vita è un perfetto esempio di come, a volte, il rigore logico del pensiero matematico possa convivere con un’esistenza moralmente scissa. Una domanda però rimane: la matematica fu per lui sincera redenzione o nient’altro che l’ennesima impostura?
Referenze
- J.J. O’Connor — E.F. Robertson: ‘‘Alexander Pell’’, MacTutor History of Mathematics; url: https://mathshistory.st-andrews.ac.uk/Biographies/Pell_Alexander/
- R. Pipes: ‘‘The Degaev affair: terror and treason in Tsarist Russia’’, Yale University Press, Connecticut (2003).

![Nodi da sciogliere - Episodio 3: Crocette e pallini [Podcast] Episodio 3](https://maddmaths.simai.eu/wp-content/uploads/2025/01/Episodio-3-300x188.jpg)

![Nodi da sciogliere - Episodio 1: Folletto, portali su e giù [Podcast] Episodio 1](https://maddmaths.simai.eu/wp-content/uploads/2025/01/Episodio-1-300x188.jpg)




