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Dopo l’intervista a “Maria, la regina dei numeri”, “Ivana, la scienziata polare” e “Simonetta, la signora delle stelle”, continuiamo a conoscere i protagonisti della matematica italiana visti con la stessa tecnica con cui vengono intervistate le colleghe. Oggi incontriamo Alfio, il bomber della matematica.

Nato nel 1952 a Ripalta Cremasca, in provincia di Cremona, e laureato in Matematica all’Università di Pavia nel 1975, Alfio Quarteroni è diventato nel tempo un esperto di fama internazionale in analisi numerica e matematica computazionale ed applicata. Ma la sua vera passione è rimasta la sfera: il pallone da calcio, in particolare, ed è proprio sui campetti fangosi del cremonese che Alfio ha avuto le prime intuizioni matematiche che lo hanno portato, negli anni, a diventare un’ autorità mondiale nel campo della matematica e padre orgoglioso di due femminucce.

Per l’intervista incontriamo Alfio nel cerchio di centrocampo dello stadio Giuseppe Meazza di Milano, per metterlo a suo agio. Alfio, però, chiede di cambiare location e ci spostiamo nella nostra redazione, in un ufficio abbastanza anonimo.

Un incredibile curriculum: fondatore e direttore del MOX, il Laboratorio di Modellistica e Calcolo Scientifico del Politecnico di Milano, Group Achievement Awards for the pioneering work in Computational Fluid Dynamics della NASA, Premio internazionale Galileo Galilei per le Scienze, membro della European Academy of Sciences, membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, autore di 25 libri e oltre 400 articoli, partecipazione a oltre 400 conferenze internazionali. Quando ha capito che il calcio era la sua vita?
Veramente sono solo un appassionato, non ho mai pensato di farne una professione. Preferirei parlare della mia reale professione, la matematica

Certamente. Come concilia la carriera calcistica con il ruolo di marito e papà? Sarà difficile tenera a bada l’emotività, lo stress agonistico, avendo anche una casa di cui occuparsi
Rispondo per la mia carriera matematica: non è proprio così, in famiglia ci siamo sempre dati una mano a vicenda. E, in ogni caso, come in ogni altro tipo di lavoro, tento di affrontare adeguatamente le difficoltà

Anche in quei giorni?
Che intende scusi?

Ho capito, è un argomento delicato, andiamo avanti.
Mi occupo da sempre di calcolo scientifico finalizzato alla risoluzione di problemi matematici che “modellano” i fenomeni della vita reale, prevedendone il comportamento

Quindi dice di avere una certa esperienza nel campo dei modelli previsionali, professore. Mi può dire come andrà per il Capricorno?
Non è esattamente questo quello che intendevo. Essenzialmente lavoro a simulazioni previsionali alla base delle quali c’è un modello matematico, cioè una descrizione matematica di una realtà fisica. Le equazioni che si devono risolvere sono piuttosto complesse: si tratta di equazioni alle derivate parziali

Comunque anche io sono capace di fare previsioni, come dimostra questo screenshot di una conversazione di ieri:

 

Beh, che dire, sembra che il suo modello previsionale di questa intervista fino ad ora funzioni benissimo.

Alfio, hai lavorato anche negli Stati Uniti, con una cattedra presso l’Università del Minnesota a Minneapolis, dove esiste una scuola di matematica molto importante. Quando è nata la tua prima figlia tu eri nel bel mezzo di un convegno a Minneapolis ma hai preso subito il primo taxi per Losanna: perché i figli vengono sempre prima di tutto per te
Ma chi le ha dato queste informazioni? E perché improvvisamente mi dà del tu? La storia della nascita di mia figlia comunque non è vera, e non è possibile andare in taxi a Losanna dall’America, mi scusi. E comunque avevo già due figlie piccole, all’epoca

Questo lo stabilirà la magistratura. Dicevamo che nel 2004 sei diventato socio dell’Accademia dei Lincei, prestigiosa istituzione, tra le più antiche d’Europa, dedita allo sviluppo delle scienze. Non trovi strano che, con tanti uomini di cultura, nessuno si sia mai accorto che si dice “linci” e non “lincei”?
(Alfio dice qualcosa di incomprensibile)

… si dovrebbe chiamare “Accademia delle Linci”, non “Accademia dei Lincei”; tanti professoroni e poi cadono su cose così banali
Credo che stia facendo confusione.

Veniamo alle chiacchiere che il tuo successo ha suscitato: voci di compromessi accettati per raggiungere quella posizione, di incontri al di là degli orari di lavoro… i soliti maschi che invece di aiutarsi tra loro si fanno la guerra… Ne sei amareggiato?
Ma di cosa sta parlando?

Hai ragione. L’incontro più importante per un uomo, si sa, è quello con la sua metà: senza la tua donna saresti incompleto e non saresti dove sei ora
Cosa c’entra ora mia moglie

Su questo torneremo dopo. Parliamo invece del tuo rapporto con le barche a vela: raccontaci della tua esperienza con Alinghi, il team svizzero vincitore delle edizioni 2003 e 2007 della coppa America
Con Alinghi mi sono occupato della simulazione fluidodinamica e aerodinamica (in acqua e in aria) grazie a modelli matematici in grado di descrivere il moto delle imbarcazioni.

Sì, ma cosa facevi nello specifico?
In particolare si trattava di applicare i modelli matematici per trovare la configurazione ottimale della barca, ovvero di tutti gli elementi che la compongono: lo scafo, la chiglia, il bulbo, le alette, il timone, l’albero, le vele…

Qualche consiglio per la prova costume?
Mi sta chiedendo se i costumi da bagno dell’equipaggio incidono in qualche modo sulla velocità di un natante?

No, dicevo se sei preoccupato per la prova costume, si avvicina l’estate, amerai prendere il sole, la spiaggia… fai i calcoli in riva al mare, no?
Veramente lavoro al Politecnico di Milano.

Però l’inebriante brezza del mare ispira certamente i tuoi modelli. Si può dire che le tue formule le trovi nella brezza del mare?
Non mi azzarderei a dire questo, e comunque dovrebbero funzionare in qualunque condizione di vento e di onda. Potrebbe tornare a darmi del lei?

Però il mare conta molto nella tua vita
Non capisco questa insistenza.

Ma se la brezza non ti ispira, se il mare per te non conta, perché hai posato per questa foto:

Non ho mai visto questo foto prima d’ora e poi si vede benissimo che è un fotomontaggio. Non potremmo tornare a parlare di matematica? I miei interessi di ricerca comprendono l’approssimazione numerica di equazioni alle derivate parziali con elementi finiti, metodi spettrali, i metodi a base ridotta, l’analisi isogeometrica…

A proposito di paroloni, potresti dirci una di quelle cose divertenti dei marinai, che so “cazza la randa”, “fai una strambata”, “regola il funtazzicchio”
Non mi sembra il caso.

Proseguiamo con l’intervista. I tuoi modelli matematici si occupano anche di economia? Hai esperienza anche nel campo dell’economia?
Beh… in realtà in effetti ho fatto ragioneria: a scuola mi piaceva molto l’economia, e attraverso i miei professori avevo già ricevuto qualche offerta di lavoro in banca…

Perché, sai, ora si avvicina il periodo delle tasse
Non vedo cosa…

Non si sa mai, alle volte, una dritta… Ma vabbè, Alfio, senti, in quanto matematico di fama tu saprai contare molto velocemente. Quante sono queste? (Gli mostro improvvisamente le dita di una mano)
Ma che sta facendo

Un piccolo scherzo! Un piccolo scherzo per alleggerire la tensione. Comunque la risposta era “tre”, poi ti spiego. La tua famiglia come ha preso la tua decisione di fare matematica, dopo ragioneria? Non hanno mai avuto dubbi sulla tua capacità di realizzazione? Perché non fare il calciatore di serie A? Era la tua passione e tu sei un maschio
Le ripeto che non c’erano le condizioni, ho preferito scegliere matematica. Sono nato in una famiglia molto umile e consideravo il frequentare l’università un privilegio, per cui alla fine decisi di scegliere una facoltà che mi impegnasse molto e che mi mettesse un po’ alla prova. Così mi iscrissi a matematica, in una maniera tutto sommato non troppo razionale, nonostante mentalmente io lo sia abbastanza

Insomma il solito ginocchio che rovina le carriere
Non ho assolutamente detto questo.

Ora purtroppo dobbiamo lasciarti e tu certamente avrai i tuoi impegni, primo tra tutti quello di andare a fare la spesa per la tua famiglia. Grazie per il tempo che ci hai dedicato!
Non credo che firmerò la liberatoria per questa intervista.

Lo faccio io per te. Alla prossima, bomber!

(Intervista a cura di Stefano Pisani)

Se questa intervista vi è sembrata surreale, tenete conto che è stata modellata su 2-3 analoghe fatte a colleghe scienziate di altissimo valore scientifico, in cui la loro ricerca passava in secondo piano rispetto ai loro ruoli familiari o alle loro caratteristiche fisiche, familiari e sociali.

Chi volesse saperne di più sulla ricerca di Alfio Quarteroni, può magari ascoltare questa intervista.
Clicca per leggere l’intervista incompetente a Roberto Natalini, Roberto, ballando coi numeri: “Danzo per capire le formule dei fluidi”

 

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