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Una nuova mini-serie, fatta di video e articoli, di Alessandro Zaccagnini, matematico, esperto di teoria dei numeri, autore della fortunata serie “Dialogo sui numeri primi“, questa volta per raccontarci tante diverse dimostrazioni di un unico Teorema: 

Teorema (Euclide). Esistono infiniti numeri primi.

Questa è la quinta puntata (le altre le trovi qui).

 

La dimostrazione di Chebyshev

Numeri primi e coefficienti binomiali

Alla fine del XVIII secolo, il grande matematico tedesco Carl Friedrich Gauss propose una congettura sul numero dei numeri primi che non superano n, quando n è molto grande. Indichiamo con \pi(n) questo numero; la congettura di Gauss è basata sui valori di \pi(n) calcolati fino a qualche milione: qui ne vediamo alcuni.

Gauss ha congetturato che per n molto grande si ha \pi(n) \sim \frac n{\log(n)}. In realtà, la congettura di Gauss vera e propria è ancora piú precisa, ma la discussione dettagliata ci porterebbe fuori tema. Solo un secolo dopo Pafnuty Chebyshev ha dimostrato che Gauss aveva visto giusto sull’ordine di grandezza della funzione \pi(n) e cioè che per n sufficientemente grande si ha c_1 \frac n{\log(n)} < \pi(n) < c_2 \frac n{\log(n)}, dove c_1 e c_2 sono opportune costanti positive. La dimostrazione che vedremo utilizza i coefficienti binomiali {n \choose k} = \frac{n!}{k! (n – k)!} Ci serviranno due proprietà dei coefficienti binomiali: la prima è che sono tutti numeri interi positivi, e la seconda è che {n \choose k} \le 2^n per ogni k \in \{0, …, n\}. Questa dipende dal fatto che la somma dei coefficienti binomiali sulla riga n-esima vale appunto 2^n e quindi ciascun addendo soddisfa questa disuguaglianza.

Una maggiorazione per il numero di numeri primi

Consideriamo il coefficiente binomiale centrale {2 n \choose n}: per esempio, per n = 16 abbiamo {32 \choose 16} = \frac{17 \cdot 18 \cdot 19 \cdots 31 \cdot 32}{16!} = 17 \cdot 19 \cdot 23 \cdot 29 \cdot 31 \cdot m \le 2^{32} Qui m è un certo intero positivo, poiché i numeri primi nell’intervallo [17, 32] compaiono a numeratore ma non a denominatore del coefficiente binomiale a sinistra, e non possono essere “semplificati.” Dunque 17 \cdot 19 \cdot 23 \cdot 29 \cdot 31 \le 2^{32}. Ma 17 \cdot 19 \cdot 23 \cdot 29 \cdot 31 \ge 16 \cdot 16 \cdot 16 \cdot 16 \cdot 16 Quindi abbiamo 16^{\pi(32) – \pi(16)} \le 17 \cdot 19 \cdot 23 \cdot 29 \cdot 31 \le {32 \choose 16} \le 2^{32}. In generale n^{\pi(2 n) – \pi(n)} \le 2^{2 n} \qquad\text{da cui}\qquad \pi(2 n) – \pi(n) \le \frac{n}{\log(n)} \cdot 2 \log(2). Con qualche calcolo ulteriore, da questa disuguaglianza è possibile dedurre che un valore accettabile per c_2 è 2 \log(2).

Una stima dal basso

Introduciamo ora una successione di numeri razionali positivi I_m = \int_0^1 x^m (1 – x)^m \, \mathrm{d}x = \frac{m!^2}{(2 m + 1)!} \le \Bigl( \max_{x \in [0, 1]} x (1 – x) \Bigr)^m = \frac1{4^m}. L’uguaglianza a sinistra dipende dal fatto che I_m = B(m + 1, m + 1), la funzione Beta di Eulero, e quindi si può esprimere mediante valori della funzione Gamma, che nel nostro caso si riduce al fattoriale. Non è necessario per i nostri scopi conoscere il valore esatto di I_m, ma è sufficiente una semplice stima. Svolgiamo i calcoli ricordando che la funzione integranda è un polinomio a coefficienti interi di grado 2 m I_m = \int_0^1 \sum_{k = 0}^m {m \choose k} (-1)^k x^{2 m – k} \, \mathrm{d}x = \sum_{k = 0}^m {m \choose k} \frac{(-1)^{k}}{2 m – k + 1}. I denominatori nelle frazioni a destra sono interi nell’insieme \{m + 1, …, 2 m + 1\}: quindi I_m \cdot \mathrm{mcm}\{1, 2, \dots, 2 m + 1 \} \in \mathbb{N}^* e quindi I_m \cdot \mathrm{mcm}\{1, 2, \dots, 2 m + 1 \} \ge 1. In definitiva \mathrm{mcm}\{1, 2, \dots, 2 m + 1 \} \ge I_m^{-1} \ge 4^m. Prendiamo n = 2 m + 1 e scriviamo per brevità k = \pi(n). Ricordiamo il procedimento per calcolare il minimo comune multiplo di un insieme di interi: sappiamo che \mathrm{mcm}\{ 1, 2, \dots, n \} = 2^{\alpha_2} \cdot 3^{\alpha_3} \cdots p_k^{\alpha_k} per certi esponenti positivi \alpha_1, …, \alpha_k, e osserviamo che ciascun fattore in questo prodotto è \le n poiché, per esempio, la massima potenza di 2 che compare nella fattorizzazione di uno qualsiasi degli interi fra 1 ed n è certamente \le n; analogamente per ciascuno degli altri numeri primi. Quindi \mathrm{mcm}\{ 1, 2, \dots, n \} \le n^k. In definitiva, mettendo insieme le disuguaglianze trovate n^k \ge \mathrm{mcm}\{ 1, 2, \dots, n \} \ge 2^{n – 1}. Passando poi ai logaritmi abbiamo k \log(n) = \pi(n) \log(n) \ge (n – 1) \log(2) cioè \pi(n) \ge \frac{n – 1}{\log(n)} \log(2). Quindi possiamo scegliere 0 < c_1 < \log(2).

 

Alessandro Zaccagnini

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