La visione di Galois (Recensione del documentario: “Galois, storia di un matematico rivoluzionario”)

On October 27, 2017

Il film documentario “Galois. Storia di un matematico rivoluzionario”, ideato e scritto da Giuseppe Mussardo con la regia di Diego Cenetiempo, verrà proiettato in anteprima esclusiva italiana venerdì 27 ottobre 2017 alle ore 18.30 presso il cinema Ariston di Trieste. Ce ne parla Elena Rinaldi.

Esistono matematici dalla vita romanzesca. Eroi di tempi passati e di idee ancora presenti. Uno di questi fu certamente Évariste Galois, che giovanissimo riuscì a rivoluzionare il pensiero matematico. A quarantaquattro anni dall’uscita del film Non ho tempo diretto da Ansano Giannarelli, Giuseppe Mussardo, fisico teorico e direttore del Laboratorio Interdisciplinare della SISSA (Suola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste, mette in scena in un documentario intitolato Galois, storia di un matematico rivoluzionario, la vita e il lavoro scientifico di una delle più grandi menti del pensiero contemporaneo.

Il film della durata di un’ora è prodotto dalla SISSA di Trieste, dall’ICTP (Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam) e da altri enti quali il Simons Center e il Centro Pristem della Bocconi di Milano.

La regia di Diego Cenetiempo unisce i tratti passionali e intensi della narrazione romanzesca dei personaggi alle riproduzioni fedeli degli ambienti e dei costumi dell’epoca. Nel documentario, disponibile in italiano e in inglese, si alternano le interviste di alcuni dei più importanti matematici viventi quali Cedric Villani, Alain Connes e Pierre Cartier. Dai loro racconti emerge un ritratto inedito della figura di Galois non solo come uomo rivoluzionario, ma come pioniere di un nuovi campi della matematica.

Il protagonista poco più che ventenne, inquadrato di spalle seduto alla sua scrivania nella notte del 29 maggio 1832, scrive frettolosamente su alcune carte equazioni matematiche e annotazioni. “Non ho tempo” è la frase ricorrente che il matematico, nella scena iniziale del documentario, pronuncia con voce affannata consapevole della morte incombente. Il duello che l’avrebbe coinvolto il mattino successivo avrebbe messo fine alle sue visioni matematiche e alla scrittura della nuova teoria sulla risoluzione delle equazioni algebriche che stava teorizzando.

“Mantenete la mia memoria, perché la sorte non mi ha dato abbastanza vita affinché la patria conosca il mio nome”, scrive sulle pagine affastellate sotto le sue braccia. Sono le ultime parole che indirizza all’amico Auguste Chevalier affinché la memoria del suo pensiero e della sua vita non vengano perdute. “Pregherai pubblicamente Jacobi o Gauss di dare il loro parere, non sulla verità, ma sull’importanza dei teoremi. Dopo questo ci sarà, spero, qualcuno che troverà il suo profitto a decifrare tutto questo guazzabuglio”. Galois era consapevole della genialità dei sui lavori, così innovativi da risultare per certi aspetti incomprensibili ai suoi contemporanei. Il linguaggio algebrico della teoria dei gruppi applicata alla risoluzione delle equazioni algebriche rivedeva in una chiave inedita secoli di studi e di teoremi.

“Moriva da desiderio di ottenere riconoscimento. Già, lo desiderava disperatamente” afferma Cedric Villani e questa sua inquietudine costante lo rende un personaggio moderno, rivoluzionario anche nell’immagine e nelle aspettative.

L’immagine che viene descritta nel documentario è quella di un giovane geniale, tormentato dalla ricerca dell’eternità del suo nome nella storia e soprattutto nella matematica. Galois prende parte attiva alla vita politica e sociale della Parigi ottocentesca e ricerca l’approvazione delle menti matematiche più illustri dell’epoca.

“Era una strana combinazione, anche se non così rara. Fu uno spirito coraggioso e rivoluzionario sia in ambito politico e sociale che in ambito scientifico. Com’è riuscito un ragazzo di diciassette anni a spingersi così lontano? Quando uno scopre un nuovo territorio ha una visione che va lontano, molto al di là di quella degli altri. ” Così lo descrive Pierre Cartier, matematico francese di fama mondiale.

Galois infatti scopre la potenza del linguaggio algebrico che non solo gli permette di risolvere un problema aperto da secoli, ma gli svela la bellezza della matematica e la perfezione della simmetria. I suoi studi sono alla base delle più suggestive teorie fisiche moderne e permettono di descrivere alcuni degli aspetti più misteriosi dell’Universo.

Il film documentario mette in scena sapientemente la vita rivoluzionaria di Évariste Galois, segnata dal suicidio del padre, condotta seguendo le passioni e avversando le ingiustizie, mostrandone i caratteri tipici dei personaggi romantici di Victor Hugo e di Stendhal. Non solo la storia del protagonista ricorda “il Rosso e il Nero”, ma il fisico teorico Mussardo, nella scrittura della sceneggiatura, riesce magistralmente a mostrare sul grande schermo un lato più sconosciuto e difficile da riprodurre, ovvero gli aspetti del pensiero scientifico degli studi di Galois e il percorso delle idee matematiche che hanno influenzato la storia della scienza moderna e contemporanea.

Elena Rinaldi

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
Segreteria di Direzione - SISSA

Maggiori informazioni si possono trovare nel comunicato stampa.

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