Commento del Presidente della CIIM sui risultati dell’indagine OCSE-PISA 2015

On December 12, 2016

Come molti già sanno, il giorno 6 dicembre sono stati resi noti i risultati dell’indagine OCSE-PISA 2015. Si possono leggere questi risultati sul sito https://www.oecd.org/pisa/. I maggiori quotidiani di informazione ne hanno dato notizia ed un comunicato in proposito è comparso anche qui su MaddMaths!, firmato da Pietro Di Martino. Le notizie che maggiormente colpiscono l’attenzione sono i risultati tuttora modesti dei quindicenni italiani, nelle tre discipline oggetto dell'indagine (Matematica, Scienze e Lettura), sia pure con sensibili miglioramenti in Matematica rispetto alle rilevazioni precedenti; e più ancora le forti differenze territoriali tra le regioni italiane.

A questi aspetti l’UMI e la CIIM hanno sempre riservato grande attenzione, convinti del fatto che sia importante un’analisi equilibrata dei risultati di indagini standardizzate. Solo di pochi mesi fa (aprile 2016) è infatti il documento della Commissione Scientifica dell’UMI sul report definitivo di OCSE-PISA 2012 (e sui relativi commenti dei media) che trovate qui e di seguito in pdf. Ci sembra dunque utile anche in questo momento fare alcune brevi riflessioni, che speriamo servano a dare un contributo al dibattito sui risultati delle prove OCSE-PISA 2015, e in particolare ad indirizzarlo verso le questioni che a noi sembrano più significative.

1) I risultati medi dei nostri studenti in Matematica (490 punti) sono in questo rilevamento esattamente uguali alla media generale dei Paesi OCSE (490 punti). Come in occasione di precedenti rilevamenti, i Paesi che raccolgono i risultati migliori sono quelli dell’Estremo Oriente (sia dell'area OCSE come il Giappone con 532 punti, sia fuori di questa, in testa fra tutti Singapore con 564 punti) e altri come Svizzera (521), Estonia (520), Canada (516). Gran parte dei Paesi occidentali ottengono risultati migliori dei nostri, ma ce ne sono anche alcuni significativamente peggiori: fra questi Stati Uniti (470), Israele (470), Grecia (454).

2) Se confrontiamo invece i nostri risultati del 2015 con quelli dei rilevamenti precedenti, notiamo che si registra un significativo e costante miglioramento, che ci ha consentito di passare dai 466 punti del 2003 ai 485 del 2012 fino agli attuali 490. Fra i paesi dell’Europa Occidentale meglio di noi, in termini di miglioramento, ha fatto solo Malta e come noi il Portogallo, mentre altri hanno perso significativamente terreno. Un trend positivo così prolungato dei nostri studenti non può che lasciarci soddisfatti e non può essere certamente attribuito al caso. 

3) A fronte del miglioramento dei risultati relativi alla Matematica, i nostri risultati sulle due altre materie restano sotto la media OCSE né si registrano sostanziali modifiche negli anni oggetto dei rilevamenti. Precisamente otteniamo 481 punti per Scienze (media OCSE 493) e 485 per la Lettura (media OCSE 493). Questo fatto desta preoccupazione anche per chi, come noi, si interessa in particolare dell’insegnamento della Matematica. A parte le interazioni della Matematica con le Scienze e a parte l’importanza in Matematica della comprensione di un testo, verrebbe da pensare e da dire che in generale migliori prestazioni in un’unica materia appaiono essere più fragili e meno stabili di un miglioramento che riguardi tutte le discipline.

4) Si registrano in Italia significative differenze di genere, che appaiono più marcate di quanto non siano negli altri Paesi partecipanti. In particolare per la Matematica i maschi ottengono in media risultati di 20 punti più alti delle femmine, e questo dato si mantiene pressoché costante negli anni.

5) Il divario di risultati tra le varie regioni italiane è assai rilevante, anche se non sembra che siano state rilevate o rese note le medie di tutte le regioni. I soli dati accessibili si riferiscono infatti alle province di Trento e Bolzano e alle regioni Lombardia e Campania. Intanto a chi ha reso leggibili questi dati va il nostro apprezzamento. Ma poi subentrano le preoccupazioni. Perché, se è vero che gli studenti del Trentino e dell'Alto Adige si collocano al livello dei migliori colleghi occidentali (516 e 518 punti), e che i lombardi sono anch'essi significativamente sopra la media italiana, con 508 punti, bisogna poi prendere atto che i campani raggiungono il punteggio medio davvero esiguo di 456 punti. Questo dato, specialmente se confermato da analoghi risultati di altre regioni, potrebbe ancora una volta essere indice di un'Italia che marcia a due velocità.

Naturalmente, una volta acquisiti i dati essenziali (molti altri sarebbero ancora interessanti da leggere, e rinviamo per essi al sito indicato sopra), si pone la fatidica domanda: Che fare? Che fare, sia soprattutto per correggere le situazioni deficitarie, ma anche per consolidare quelle già buone. Nel documento dell'UMI citato sopra si discute a lungo e in profondità sul senso di dati di questo tipo. Interessante sarebbe anche confrontare questi risultati con quelli delle prove INVALSI o anche con altri dati come i risultati degli esami di stato.

Il punto cruciale è che non ha molto senso intraprendere alcuna seria iniziativa se non si prova a dare una risposta su quali siano le cause profonde dei divari segnalati (sia di genere che territoriali). Ad esempio, venendo al caso più preoccupante dei risultati in Campania, si tratta di capire se da essi si debba/possa dedurre un deficit di conoscenze/competenze matematiche e se se ne debba addossare la colpa a tali deficienze o non piuttosto a fattori ambientali: e anche questi sarebbero da esplicitare e differenziare. Ora, un'analisi di questo tipo non si improvvisa, se non si vuole correre il rischio di dividersi magari sulla base di opzioni a priori o pregiudizi. Riteniamo invece che si debba mettere in cantiere un vero e proprio progetto di ricerca volto a sviscerare questo fenomeno, e che sia propedeutico ad eventuali successive iniziative. Rivolgiamo per questo un appello alle amministrazioni competenti, sia nazionali che locali, perché condividano le nostre preoccupazioni e diano una risposta su questo punto. Riteniamo in particolare che un progetto di analisi approfondita condotta in una regione come la Campania potrebbe essere di utilità anche per altri territori non solo in Italia. E ci dichiariamo naturalmente pronti a mettere le nostre competenze al servizio di iniziative di questo tipo.

Roberto Tortora
Presidente della Commissione Italiana per l’Insegnamento della Matematica dell'Unione Matematica Italiana (CIIM)

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