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A cominciare dalla sua prima uscita del 2016, Archimede ospita Archimedia, una rubrica di fumetti e altri media curata da Andrea Plazzi. Nel n. 3/2018 trovate “Blue Notes”, un fumetto, con echi di Asimov e “Blade Runner”, con sceneggiatura di Giovanni Eccher e disegni di Simon Panella (autore anche della copertina), sul tema della computabilità del jazz e quindi dell’intelligenza artificiale.. Qui sul sito presentiamo come al solito la prefazione di Andrea Plazzi e qualche immagine, ma voi non perdetevi il fumetto completo all’interno di Archimede 3/2018.

Nel corso del XX secolo si è precisata l’importante nozione di computabilità (effettiva), come formalizzazione di “calcolabilità”nel senso intuitivo, cioè il possibile esito di un calcolo effettivo. Una definizione formale introduce le funzioni “effettivamente calcolabili” (o “ricorsive”) a partire dalle funzioni “ricorsive primitive”. È poi possibile dimostrare che sono precisamente quelle calcolabili da una Macchina di Turing.

Secondo la “Teoria dei modelli mentali” dello psicologo e scienziato cognitivo Philip N. Johnson-Laird, la natura di molte attività mentali è sillogistica e “analogica”, assume cioè “che una componente fondamentale del ragionamento sia non verbale, e che consista nella costruzione di modelli con una struttura corrispondente alla struttura delle situazioni.” [P. N. Johnson-Laird, Mental Models, deductive reasoning and the brain, in S. Gazzaniga (ed.), The Cognitive Neuroscience, Cambridge (Massachusetts), Bradford Book, MIT Press, 1996, pp. 999-1008.] In particolare, secondo Johnson-Laird l’essere umano è razionale perché ha sviluppato e accetta i controesempi: anche senza studi di logica, capiamo che un’affermazione è falsa perché siamo in grado di capire un controesempio. Questo naturalmente non toglie che tutti noi possiamo sbagliare. I suoi studi hanno portato allo sviluppo di appositi modelli computazionali in LISP per la logica proposizionale e il ragionamento sillogistico.

Nell’articolo How Jazz Musicians Improvise (2002) Johnson-Laird sostiene il punto di vista secondo cui “una teoria della creatività dovrebbe essere computabile”, proponendo un algoritmo per l’improvvisazione jazz che sembra essere un modello plausibile anche per altre forme di creazione artistica e scientifica. Con questo in mente, tra un omaggio a Isaac Asimov e uno a “Blade Runner”, Giovanni Eccher e Simon Panella variano in chiave fumetto sul tema della computabilità del jazz e quindi dell’AI.

 

Simone “Simon” Panella (Gattinara – VC, 1978) esordisce pubblicando con etichette indipendenti come SelfComics e Studio Monkey. Realizza storyboard per la pubblicità e fumetti “musicali” per gruppi come “Le Bambole di pezza” e “Poveri si sodio”. Da anni porta avanti il progetto online “La donnina del giorno”, composto da centinaia di ritratti femminili. È batterista jazz col gruppo “The Maleducatones”.
Giovanni Eccher (Milano, 1976) è laureato in Lettere Moderne e ha lavorato nel cinema come addetto agli effetti speciali, sceneggiatore e regista. Dal 2010 scrive per le serie Dampyr, Nathan Never, Dylan Dog e Zagor di Sergio Bonelli Editore. Per Archimede ha già scritto Le improbabili avventure di Blaise e Pierre, Versoria Vitæ, Un kebab con Khayyām e La morte di Euclide.

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