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Nelle scorse settimane le edizioni Mateinitaly (quelle del mensile Prisma, per intenderci) hanno pubblicato il libro “Diaro di bordo. Una prof di matematica nell’anno del lockdown” di Sofia Sabatti. Ecco la recensione di Roberto Natalini.

Ho letto di un fiato questo “Diario di bordo” di Sofia Sabatti, quasi fosse un romanzo giallo. Ho cominciato una sera, poco prima dell’ora in cui avrei dovuto addormentarmi, e poi, complice un lungo, ma completamente legittimo, viaggio in treno, ho finito il libro verso le 19 del giorno dopo. Le mie limitate esperienze didattiche e divulgative non mi hanno portato spesso a contatto con quella fascia di età scolare che sono le scuole superiori di primo grado (quelle che io continuo a chiamare le “medie”), qualcosa di più ho visto da genitore. Ma so che è quel periodo in cui, a detta di molti, ci sono i maggiori problemi a livello di didattica. E le cause di questi problemi sembrano essere in una combinazione infelice tra la difficile transizione dall’infanzia all’adolescenza e  la non sempre adeguata formazione di alcuni docenti nelle discipline matematiche.

Però io, insomma, non so veramente come stiano le cose e, tra l’altro, ho solo una vaga idea di quali si supponga debbano essere le competenze acquisite dagli studenti alla fine di questo ciclo. E non ho nessun ricordo nemmeno a livello personale (io alle medie ho sviluppato un po’ di quelle abilità sociali che mi avrebbero poi spesso aiutato nella vita, ma ho il vago ricordo di non aver imparato quasi nulla di matematica). Certo se fossi stato in classe con la Sabatti la Prof.ssa Sabatti, di matematica ne avrei imparata un botto tanta. E non parlo di quella che ti serve per risolvere complessi problemi di meccanica celeste, e nemmeno di quella che ti permette di essere promosso all’esame di Analisi I a Ingegneria. Ma piuttosto quella matematica di base che dovrebbe servire ad ogni cittadino adulto della nostra società basata sulla conoscienza. Quella matematica che ci pemette di ben impostare un problema, ragionarci sopra, capirne e apprezzarne le difficoltà, ma soprattutto che è lo strumento essenziale per potenziare la nostra immaginazione e farci la domanda giusta rispetto ai dati che abbiamo a disposizione in ogni situazione. Che non ci serve a fare sempre bene, che è impossibile, ma a sbagliare di meno. In questo senso, i problemi svolti in classe da Sofia dalla Prof.ssa Sabatti (di cui un assaggio lo trovate qui e nel sito a cui si fa riferimento) io li ho trovati divertenti e stimolanti, e mi sono dovuto spesso mettere con carta e penna a pensarci seriamente.

Uno dei problemi che si trovano nel libro: i flaconi di shampoo.

La struttura del libro è semplice: è il diario di un’insegnante di matematica alle prese con una classe terza. L’anno accademico è il 2019/20 e quindi, a partire da marzo. questa insegnante si trova ad affrontare i problemi posti dalla didattica a distanza (ma, senza fare troppi spoiler, se la cava abbastanza bene). Ogni capitolo contiene un problema e il racconto di come i ragazzi lo abbiano affrontato, le loro voci, i loro ragionamenti. Qua e là il libro è arricchito da alcuni “Avvisi ai naviganti” proposti da Maria Dedò e all’interno degli stessi capitoli si ritrovano dubbi e riflessioni dell’autrice.

Ora, così come i nomi dei ragazzi sono stati cambiati, a volte sintetizzando diverse persone in un solo personaggio, non solo per rispetto della privacy, ma anche per garantire una migliore leggibilità e compattezza narrativa al testo, così non penso che la “Sofia Sabatti” scrittrice e insegnante che conosco coincida in tutto e per tutto con l’insegnante che incontriamo nelle pagine del libro, anche se magari le somiglia molto. La prima l’abbiamo vista apparire più volte su questo sito, a partire dall’articolo che scrisse per noi nel 2019 sul nastro di Möbius in occasione dell’assegnazione del premio Cotoneschi dell’UMI. La seconda combatte la sua battaglia quotidiana insieme agli studenti, si commuove o si agita con loro, cade in trappole matematiche da lei stessa costruite, si arrabbia quando le sembra che i suoi studenti la deludano. Entrambe sono innamorate del loro mestiere e della topologia. E infatti il capitolo più sorprendente è stato per me quello sui poliedri e sulla caratteristica di Eulero, in cui viene costruito uno pseudo-toro che sembra non verificare la relazione attesa (e la spiegazione finale è veramente interessante). Perché alla fine, la cosa che diverte di più entrambe le Sofie, quella reale e il personaggio del libro, è di spingerci a provare, e quindi a sbagliare, noi e i ragazzi con lei, di portarci a toccare con mano i limiti della nostra intuizione e a riflettere su alcune cose di base che credevamo di sapere, ma forse non sappiamo come dovremmo, altrimenti i nostri conti, sempre troppo affrettati, tornerebbero.

Qualche anno fa lessi con molto interesse il libretto di Paul Lockart “Contro l’ora di matematica” (A Mathematician’s Lament), in cui l’autore criticava in modo feroce alcuni metodi didattici usati nelle scuole americane (con non poche somiglianze con i metodi usati nelle scuole italiane). Parlando di questi metodi, Lockart diceva che era come se uno per fare musica passasse anni a studiare le regole di notazione musicale e il solfeggio senza mai ascoltare una sola nota. Il problema di quel libro, a mio avviso, era che trovavo carente la parte della proposta, se non per qualche idea aneddotica, ossia sul come tradurre in pratica quotidiana alcuni principi, quando poi la realtà scolastica ci costringe, o crediamo ci costringa, a seguire pedissequamente dei programmi. Ecco, io in questo diario di Sofia ho trovato invece alcune risposte molto concrete e soddisfacenti. Una didattica veramente impostata sui problemi e implementabile in pratica in classe. Dei problemi che non sono mai artificiosi, ma che sempre ci costringono a pensare. Un pensiero che non è mai fine a se stesso, ma che apre altre porte e altre dimensioni del ragionamento, come solo la matematica sa o dovrebbe fare. Insomma, a partire dalle prime pagine, ho sentito la musica suonare e mi sono ritrovato a suonare anche io.

Roberto Natalini

Diario di bordo. Una prof di matematica nell’anno del lockdown
Sofia Sabatti
Articolo acquistabile con Carta del Docente
Editore: Mateinitaly
Collana: Righe e quadretti (vol. 3)
Anno edizione: 2020
In commercio da: novembre 2020
Pagine: 206pp, rilegato
ISBN: 9788894474725
Prezzo di copertina: 15€

 

 

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