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Il 12 maggio è il compleanno di Maryam Mirzakhani, la prima e unica (per ora) donna che ha vinto la medaglia Fields nel 2014. Maryam, dopo una breve ma brillantissima carriera è mancata tragicamente nel 2017. Durante l’International Congress of Mathematicians del 2018 a Rio de Janeiro, si è deciso di dedicare a Maryam un festeggiamento annuale durante il mese di maggio https://may12.womeninmaths.org.  Un giorno speciale, affinché, ricordando i risultati sorprendenti e profondi di Maryan, tutti i matematici o aspiranti tali, si ricordino anche che fare spazio alle donne nella matematica non riguarda solo le donne, ma è una questione di benessere della matematica tutta.

A L’Aquila, per celebrare questo primo 12May, sono stati organizzati due eventi, in collaborazione tra l’Università dell’Aquila (UNIVAQ) ed il Gran Sasso Science Institute (GSSI), comitato organizzatore: Serena Cenatiempo (GSSI), Donatella Donatelli (UNIVAQ), Liliana Esquivel (GSSI), Barbara Nelli (UNIVAQ).

Il primo, presso il Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione e Matematica (DISIM), dal titolo Journeys of women in mathematics (in honour to Maryam Mirzakhani). In programma le conferenze di tre giovani brillanti matematiche:

Margherita Lelli Chiesa (Univesità dell’Aquila): Brill-Noether theory of algebraic curves.

Annalisa Massacesi (Università di Verona): Mass-minimizing integral currents: regularity at the boundary.

Alessia Nota (Universität  Bonn): Rigorous derivation of kinetic equations from particle systems.

Lo spirito, perfettamente riuscito, delle conferenze è stato quello di catturare l’interesse di  un pubblico eterogeneo per settore e livello scientifico su argomenti di punta dell’analisi, la geometria e la fisica matematica (i campi di ricerca delle tre speakers). Le conferenze hanno interessato numerosi studenti, dottorandi, ricercatori del DISIM e del GSSI.

La giornata si è conclusa con la proiezione del film    Jouneys of women in mathematics e con un aperitivo svoltosi al centro dell’esposizone dei poster Remember Maryam Mirzakhani. Le foto della mostra sono piene di tutta la vita di Maryan, di alcuni suoi modi di fare ricerca (gli oramai mitici grandi fogli stesi per terra), della sua famiglia e dei suoi grandi occhi spalancati sul mondo.  È sorprendente come, le celebrazioni in onore di Maryam non siano mai tristi.

Il secondo evento è cominciato il 13 maggio, con l’inaugurazione della mostra “Remember Maryam Mirzakhani – Exhibition”  presso il Rettorato del GSSI. La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 17 alle 20, con possibilità di visite guidate, in particolare indirizzate alle scuole superiori, sotto la supervisione di Serena Cenatiempo e Liliana Equivel. La parola alle due guide.

Durante le visite guidate, ci siamo   rese  conto di quanto la figura di Maryam sia in grado di parlare ai ragazzi, indipendentemente dalla loro età (sono stati presenti ragazzi dal I al V superiore) o dal loro interesse per la matematica. Di Maryam colpisce la curiosità, la grinta, la determinazione e allo stesso tempo la sua umiltà e perseveranza, la sua capacità di andare oltre le barriere tra diversi campi di ricerca, e di valorizzare il lavorare in squadra. “Mi ha colpito che parlando delle sue ricerche Maryam si riferisse ai risultati che ha raggiunto con i suoi collaboratori” commenta una delle ragazze presenti.  Un’insegnante ci ha ringraziato per “aver lasciato un segno profondo nell’animo dei ragazzi”. Sul libro firme della mostra leggiamo “Maryam, un grande esempio”, “Splendida mostra”, “A Maryam, grande donna”, “Emozionante”.

Liliana Esquivel racconta: “Dal mio punto di vista, Maryam non è solo un modello per coloro che amano fare matematica; Maryam è un esempio di persona. È questo che abbiamo cercato di mostrare negli incontri con i ragazzi. Partendo da un ambiente informale in cui i ragazzi potessero sentirsi a loro agio, abbiamo cercato di parlar loro nel modo più coinvolgente possibile. È stato gratificante – anche se ero molto nervosa – lasciare il mio ufficio, la mia ricerca, le cose che faccio ogni giorno e condividere un momento diverso con questi ragazzi. Personalmente, avevo in mente due obiettivi: che alla fine della visita i visitatori conoscessero che grande donna è stata Maryam e che potessero portare via qualcosa del suo esempio per la loro vita.”

Le visite guidate sono state l’occasione per parlare di matematica e di fare ricerca in matematica. Maryam con il suo esempio di “pensatrice lenta” – come lei stessa amava definirsi – permette di sfatare miti e luoghi comuni. Poi, in maniera spontanea – e per noi inaspettata – i ragazzi ci hanno chiesto cosa volesse dire per noi essere ricercatrici. Abbiamo potuto raccontar loro la nostra esperienza, di come giorno dopo giorno proviamo a conciliare tutti gli aspetti della nostra vita, come donne, figlie, mogli, madri e ricercatrici. “Sì può fare!”, è stato il nostro messaggio.

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