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Negli scorsi giorni è arrivata la notizia che il nono premio Michale Brin per i sistemi dinamici è stato assegnato a Corinna Ulcigrai. Alfonso Sorrentino ci racconta meglio la notizia. 

Grazie, io a dire il vero io ancora non ci credo… Visto i vincitori passati…” Ecco la risposta di Corinna al mio messaggio di congratulazioni; io, invece, non ho avuto alcuna difficoltà a crederci: conoscendo Corinna da molti anni (da quando eravamo entrambi studenti di dottorato all’Università di Princeton) ed avendo sempre apprezzato quella marcia in più che la contraddistingue, non posso che applaudire questa scelta!

Il Premio Michael Brin, ormai giunto alla sua nona edizione, è un importante riconoscimento per giovani ricercatori e ricercatrici (entro 14 anni dal conferimento del dottorato) che abbiano ottenuto notevoli risultati nell’ambito dei sistemi dinamici. Fu assegnato per la prima volta nel 2008, in occasione del 60mo compleanno di Michael Brin, uno specialista di sistemi dinamici e suo finanziatore, nonché padre del più celebre Sergey Brin (per saperne di più, domandare a Google …).

Da allora, la lista dei suoi vincitori ha visto matematici di altissimo calibro, inclusa una medaglia Fields (Artur Avila, 2011). Corinna Ulcigrai è la prima donna ad esserne insignita, un doppio onore, sia per lei, che per la ricca comunità di ricercatrici attive in quest’ambito di ricerca.

Foto: (Università del Maryland, Marzo 2008) Assegnazione del primo Premio Brin a Giovanni Forni (Università del Maryland). Corinna e noi altri dottorandi dell’epoca eravamo lì presenti quel giorno (Where is Corinna?).

La commissione giudicatrice di quest’anno, composta da Viviane Baladi, Giovanni Forni (presidente), Helmut Hofer, Elon Lindenstrauss, Carlangelo Liverani, Hee Oh e Federico Rodriguez Hertz, ha così motivato l’assegnazione del premio:

For her fundamental work on the ergodic theory of locally Hamiltonian flows on surfaces, of translation flows on periodic surfaces and wind-tree models, and her seminal work on higher genus generalizations of Markov and Lagrange spectra.

Difficile spiegare in poche righe il contenuto e la profondità di queste motivazioni. Le ricerche di Corinna si sviluppano nell’ambito dei Sistemi Dinamici, un settore sempre più preminente nel panorama matematico moderno e caratterizzato da una forte – e appassionante – connotazione interdisciplinare. Modellare un sistema complesso e descrivere le leggi matematiche che lo regolano, è da sempre considerato il presupposto fondamentale per comprenderne le proprietà e prevederne l’evoluzione futura. Nel secolo scorso, però, questa visione deterministica ha cominciato a lasciare il posto alla constatazione che in molti modelli – anche semplici dal punto di vista matematico – l’evoluzione futura possa dipendere sensibilmente dalle condizioni iniziali, a tal punto che anche piccole variazioni possano produrre effetti significativamente diversi.

Questo fenomeno prende il nome di caos deterministico – meglio noto come “effetto farfalla” -, da non intendere nel senso di incomprensibile disordine, ma piuttosto nel senso di consapevole e comprensibile imprevedibilità. Tutto ciò ha comportato un cambiamento di paradigma, spostando l’attenzione dalla ricerca di una descrizione esplicita dell’evoluzione di un sistema dinamico a partire da una certa condizione iniziale, all’analisi delle proprietà statistiche delle sue possibili evoluzioni (la cosiddetta teoria ergodica). Le ricerche di Corinna si inquadrano proprio in questo contesto: individuare in modelli dinamici di ispirazione geometrica e fisico-matematica (ad esempio, flussi geometrici su superfici, biliardi su tavoli poligonali, ecc…) la presenza o meno di comportamenti caotici, cercando di metterne in luce le diverse caratteristiche ed i meccanismi che stanno alla base della loro formazione.

Foto: (Princeton, Febbraio 2007) Sistema dinamico su superficie ghiacciata.

In particolare, Corinna ha ottenuto importantissimi contributi nell’analisi di sistemi lentamente caotici (“caos lento”, come le piace definirlo, espressione coniata in un’intervista su MaddMaths!), cioè modelli in cui gli effetti di una piccola variazione dei dati iniziali, diventano percepibili solo su scale temporali molto lunghe, rendendoli quindi molto più difficile da individuare e da analizzare. Sistemi di questo tipo rientrano nella classe dei cosiddetti sistemi parabolici, di primaria importanza sia in ambito fisico che matematico.

Insomma, sembra quasi un contrappasso che sia stato il caos lento a premiare una grandissima matematica, quale Corinna, da tutti apprezzata per essere agli antipodi sia del caos che della lentezza… Sulla dinamicità, invece, credo nessuno abbia alcun dubbio!

Congratulazioni, Corinna!

Alfonso Sorrentino

 

 

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