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Il 17 maggio si celebra la giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Il Ministero dell’Istruzione ha invitato le scuole ad approfondire la tematica delle discriminazioni nei confronti delle persone LGBTQI+. Ce ne parla Chiara de Fabritiis, coordinatrice del comitato pari opportunità dell’Umi.

Il 17 maggio si celebra la Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, istituita dall’ONU nel 2004. La scelta della data ricorda che il 17 maggio 1990 l’omosessualità fu cancellata dal Manuale ICD (International Classification of Diseases) pubblicato dall’OMS; nel 2007 anche l’Unione Europea ne ha recepito l’istituzione sul proprio territorio.

Il 5 maggio di quest’anno il Ministero dell’Istruzione ha emesso una nota in cui invita “tutte le scuole a creare occasioni di approfondimento con i propri studenti sui temi legati alle discriminazioni, al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali“.

Per il 2022 le organizzazioni LGBTQI+ in tutto il mondo hanno individuato il  tema  della giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia:

I nostri corpi, le nostre vite, i nostri diritti

Un tema importante in base al quale sono possibili molte forme di rivendicazioni. Un tema che ricorda che molte persone in tutto il mondo vivono quotidianamente le fobie LGBTQI+.

Come comunità matematica non possiamo non ricordare l’esempio terribile di Alan Turing, brillantissimo studioso di logica, crittografia e annoverato tra i fondatori dell’informatica. Condannato alla castrazione chimica in quanto omosessuale, si uccise a causa della depressione indotta dalla cura a base di estrogeni cui fu obbligato come alternativa al carcere. In Italia l’omosessualità non è reato da oltre un secolo (anche se in epoca fascista non erano infrequenti i casi di omosessuali inviati al confino), la transizione di genere è ammessa dal 1980, ma non possiamo nasconderci le difficoltà che devono tuttora affrontare le persone che appartengono alla comunità LGBTQ+.

Alcune iniziative a livello nazionale e internazionale sono raccolte dal sito May 17. Per l’Italia troviamo segnalate per ora due iniziative, e un documento sulle parole inclusive. Se voleste segnalare ulteriori iniziative potete compilare questo modulo.

Nel mondo varie associazioni, soprattutto di estrazione anglosassone, agiscono come supporto a questa comunità in ambito STEM, fra le altre segnaliamo
https://prideinstem.org/
https://lgbtstem.wordpress.com
http://lgbtmath.org/index
di cui in parte avevamo parlato in quest’altro post.

Fa comunque riflettere che fra lə 500 scienziatə queer presenti sul database 500 queer scientists nessunə sia basatə in Italia, per quanto alcunə siano natə in Italia e vi abbiano studiato prima di trasferirsi all’estero. E che, nonostante si stimi che le persone LGBTQ+ siano tra il 2% e il 3% della popolazione, nella nostra esperienza professionale e accademica sia molto difficile incontrarne, come se i nostri dipartimenti e istituti non fossero ancora percepiti come luoghi “sicuri”. Prendiamone atto, sperando che nel prossimo futuro la situazione cambi. Buon 17 maggio!

 

Chiara de Fabritiis

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