Lorenzo Talamelli: la matematica combatte il crimine
A cosa serve la matematica nella lotta al crimine? Ce lo spiega Lorenzo Talamelli, 38 anni, che è un esempio brillante di matematico... investigatore. E' infatti un maresciallo dei Carabinieri che opera nel RIS (Reparto Investigazioni Scientifiche) di Parma.
Ci racconti il suo percorso di
studi.
Dopo aver frequentato il Liceo Scientifico mi sono iscritto alla
Facoltà di Matematica dell’Università di Bologna. Perché ho scelto
matematica? Avevo notato che sin da bambino avevo una predilezione per
i numeri e mi rimaneva facile capirla (anche senza studiarla).
Ho scelto l’indirizzo applicativo, inserendo nel corso di studi materie
relative ad informatica, calcolo delle probabilità ed economia -
quest’ultima è risultata poi essere la mia preferita, e infatti l’ho
scelta come materia per la mia tesi (“Dinamiche caotiche nei modelli
economici”). Mi sarebbe piaciuto, inizialmente, lavorare nel mondo
delle previsioni economiche.
Come e quando è entrato nei
carabinieri?
Dopo la laurea nel '97 ho fatto il servizio militare, che allora era
obbligatorio, e l’ho fatto nell’Arma dei Carabinieri. Ho scelto questo
Corpo sia per il prestigio sia, da un punto di vista venale, perché era
ben retribuito. Durante questo periodo, sono venuto a conoscenza del
R.I.S. (Reparto Investigazioni Scientifiche), dei suoi compiti e delle
sue funzioni, che mi son piaciuti al punto da spingermi a chiedere la
rafferma. E fu così che sono diventato Carabiniere in servizio
permanente. Nel 1999 ho anche partecipato per sei mesi alla missione di
“peacekeeping” in Kosovo.
Ci racconti qualcosa in più di
questa sua esperienza.
Il Kosovo era appena uscito dal conflitto che lo ha portato alla sua
indipendenza. Il peacekeeping è stata un’esperienza bellissima, anche
se, in questo caso, per il lavoro che dovevo svolgere la matematica non
è stata utile. Ma questa missione mi ha fatto crescere molto: da un
lato ho tastato con mano cosa vuol dire la guerra (uccisione,
distruzione, fame, ecc.), dall’altro è stato molto affascinante perché
penso, nel mio piccolo, di aver fatto qualcosa di utile.
Quando è entrato nel RIS?
Finalmente nel 2001 sono riuscito ad entrare nel R.I.S. di Parma (ne
esistono anche a Roma, Messina e Cagliari). Nei nostri laboratori si
effettuano indagini forensi del tipo dattiloscopico, grafico,
videofotografico, biologico, chimico e balistico. Queste indagini
servono ad aiutare i colleghi che fanno le indagini investigative e la
magistratura inquirente nella risoluzione del caso delittuoso. Io sono
inquadrato nel laboratorio di Balistica.
Cioè? Cosa fa precisamente un
matematico nel RIS?
La balistica è il ramo della fisica meccanica che studia il moto di un
proiettile, inteso come un corpo inerte sottoposto alla forza di
gravità. Quindi le mie mansioni vanno dall’analisi delle armi da fuoco
e degli elementi balistici esplosi come bossoli e proiettili, alla
balistica microcomparativa, dalla balistica esterna (analisi delle
traiettorie), allo studio della dinamica nella “scaena criminis”
utilizzando la B.P.A., acronimo inglese della “bloodstain pattern
analysis” (analisi della struttura delle macchie di sangue).
Quindi immagino che la matematica le
sia servita molto..
In questo caso gli studi matematici sono stati utilissimi perché mi
hanno infuso il rigore che serve nella dimostrazione per verificare le
percorribilità delle varie soluzioni, la capacità di astrazione per
immaginare gli scenari e il ragionamento deduttivo per affrontarne la
complessità.
Con i colleghi del Laboratorio ci occupiamo, inoltre, anche della
gestione di Database (importanti e fondamentali per le indagini
scientifiche) e alla ricostruzione in 3D (attraverso l'uso di
appropriati software) del teatro dell’evento delittuoso.
Come vede - se lo conosce - un
telefilm investigativo-matematico come Numb3rs, e in generale i
telefilm di questo genere?
Sinceramente sono molto scettico su questo genere di film. Certo è
interessante e carino vedere come il protagonista cerchi di creare ogni
volta un modello matematico per cercare di capire la ‘mossa’ successiva
del colpevole, di grande effetto scenico. Ma la realtà è completamente
diversa, anche nei casi di delitti seriali interviene sempre il fattore
casuale ed aleatorio. Per non parlare poi di CSI dove l’evento
delittuoso viene risolto addirittura in una giornata. In fondo sono
film.
Di solito il matematico è visto sempre
un po' come un alieno: come la considerano i suoi colleghi
carabinieri?
Cosa pensano i miei colleghi del fatto che sono laureato in matematica?
In questo Reparto nulla, anche perché molti colleghi sono laureati in
altre facoltà scientifiche, come Biologia, Chimica, Fisica, Ingegneria.
Prima di venire al R.I.S., negli altri reparti, effettivamente mi
avevano preso per pazzo, che dovevo sfruttare la laurea in altro modo.
In fondo in fondo, il matematico ha anche una vena di pazzia, il che lo
rende anche molto simpatico.
Ha qualche hobbie in particolare,
che coltiva quando non indaga?
I miei hobby sono la lettura: sono fanatico dei thriller (soprattutto
di Jeffery Deaver e del suo personaggio Lincoln Rhyme, guarda caso
anche lui un investigatore forense), l’informatica e la pallacanestro,
sport che pratico da quasi tre decenni, grandissima valvola di sfogo
per scaricare lo stress accumulato.
Che passi deve fare un matematico per
entrare nei RIS?
Per chi è interessato a far parte del R.I.S., ad oggi, ci sono due
possibilità: fare un concorso per Ufficiali nel Ruolo Tecnico Logistico
con specialità in Investigazioni Scientifiche oppure, sempre tramite
concorso, fare quello per Ispettori e poi, una volta finito il corso
biennale, fare richiesta per specializzarsi, con la qualifica di
Assistente di Laboratorio, nelle investigazioni scientifiche (per
maggior dettaglio, vedere il sito www.carabinieri.it).
