Lucia Caporaso

On August 29, 2017

Questa volta a sottoporsi al nostro Test di Proust - math reloaded è Lucia Caporaso, Ordinario di Geometria all'Università degli Studi - Roma Tre e neo-co-coordinatrice del nostro sito.

Apparso originariamente il 19 febbraio 2013.

1. Il tratto principale del mio essere matematico
Pensare pensare pensare.

2. La qualità che desidero in un matematico
Eleganza e originalità.

3. La qualità che preferisco nella matematica
L’universalità.

4. Quel che apprezzo di più nei miei colleghi matematici
Semplicità e onestà.

5. Il mio principale difetto come matematico
L’impazienza.

6. La mia lettura matematica preferita
Gli scritti di David Mumford.

7. Il mio sogno come matematico
La matematica vista dai giovanissimi come quel bel gioco che è.

8. Qual è la principale debolezza della matematica
L’intransigenza: ammette errori solo quando vuole misurarli.

9. Il matematico che vorrei essere
Albert Einstein.

10. Il paese in cui vorrei vivere
Un paese bello come l’Italia, stimolante come gli Stati Uniti, civile come l’Inghilterra, affascinante come l’India.

11. L’esercizio matematico che preferisco
Costruire esempi  e contro-esempi.

12. Il teorema che amo
Quello che sto cercando di dimostrare. Il mio primo amore risale all’infanzia: il teorema di Pitagora.

13. L’applicazione della matematica che preferisco
Le applicazioni all’astronomia, da Eratostene in poi.

14. I matematici che mi hanno indirizzato
Il mio relatore di tesi di laurea, Enrico Arbarello:  mi ha indirizzato negli Stati Uniti a studiare per il dottorato, oltre che nella matematica.

15. I matematici che mi hanno dissuaso
Nessun matematico mi ha mai dissuaso, però ogni tanto ci prova qualche ministro italiano.

16. Il nome della variabile che preferisco
Non ho preferenze, mi piace sceglierli e organizzarli a seconda della situazione.

17. Il tipo di calcolo che preferisco
Ho un debole per i limiti di successioni e serie numeriche.

18. Il tipo di calcolo che utilizzo di più
Il semplice calcolo con le quattro operazioni,  travestito da sembrare astrusissimo.

19. Il tipo di calcolo che mi annoia maggiormente
Quello dei soldi.

20. I nomi che preferisco (teorema, corollario, lemma…)
Teorema.

21. Quel che detesto più di tutto
Detesto certi anglicismi d’uso comune in matematica, il peggiore è“triviale” invece di “banale”.

22. I matematici che disprezzo di più
Quelli che pretendono di usare la matematica per imporre le loro opinioni personali (politiche,  sociali, religiose…).

23. L’impresa scientifica che ammiro di più
Le teorie della relatività di Einstein.

24. La riforma culturale che apprezzo di più
L’introduzione della scuola dell’obbligo.

25. Il dono di natura che vorrei avere
L’orecchio musicale assoluto.

26. Da matematico, come vorrei essere ricordato
Bene.

27. Stato attuale dei miei studi
Più passa il tempo e più ho da imparare.

28. Gli errori che mi ispirano maggiore indulgenza
Quelli degli altri.

29. Il mio motto
Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza.

Luoghi comuni, curiosità et alia

1. Perché la matematica dovrebbe descrivere l’universo?

La matematica è un linguaggio e quindi può descrivere anche l’universo. Il bello è che lo fa  in modo universale, privo da vincoli culturali. Mi viene in mente un film di fantascienza nel quale gli extraterrestri per comunicare con gli umani in mancanza di un linguaggio comune utilizzano alcune famose successioni di numeri (quella di Fibonacci e quella dei numeri primi).

1b. Lei ha descritto l’universo?, e cosa in particolare?

Qualche atomo, anzi qualche quark.

2. Perché la ricerca matematica è uomo?
2b. Dove sono finite le donne?

Domanda sbagliata, fatta alla persona sbagliata.

3. La matematica applicata cresce alla stessa velocità dei software matematici? I software non sono forse parte della matematica applicata? Quindi la matematica applicata cresce almeno altrettanto velocemente.

3b. Quale funzione potrebbe modellizzare la crescita del settore della matematica di cui si occupa?

Domanda difficile … una funzione con moltissime variabili.

4. Quanto conta lo studio nella risoluzione di grosse questioni matematiche?

Molto, altrimenti non sarebbero “grosse” questioni, ma giochi o enigmi.

5. Quanto conta il formalismo?

In alcuni casi utilizzarne uno adatto è indispensabile, e idearne uno nuovo costituisce un passo avanti. In altri casi non conta nulla.

6. Matematica e grammatica sono legate?

La matematica ha una sua grammatica, come ogni linguaggio.

6b. Lei parla “matematica” correttamente?

Ci provo, non sempre ci riesco.

7. Quanto bisogna essere portati per riuscire in matematica?

E’ necessario ma non sufficiente (come direbbe un matematico); non tutti i grandi matematici sono stati dei bambini prodigio: la passione  e la dedizione sono ugualmente necessarie.
Per fare cosa bisogna avere meno di trenta anni? Conosco matematici che hanno dato il loro meglio ben oltre i trent’anni. Però quando si è giovani si impara velocemente, con più entusiasmo; bisogna davvero approfittarne!

7b.,  Lei è portata? E da quando? Portata?

Sì dalla determinazione. Fin da quando mi ricordo ho amato la matematica e mi ci sono dedicata molto, nei giochi da bambina e approfondendola per conto mio durante le scuole superiori. Non so se ho un particolare talento, ma una particolare  passione direi proprio di sì.

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