Dal libro bianco di Delors a una matematica interdisciplinare

On October 11, 2009

Alcuni anni fa lo statista francese Delors pubblicò un Libro Bianco nel quale si documentavacome la qualità della vita in un paese dipendesse dalla capacità di questo di sviluppare innovazione tecnologica e competitività unita al rispetto della qualità dell'ambiente. ... di Nicola Bellomo.

 

Si osservava quindi come la ricerca applicata potesse essere indirizzata all'innovazione tecnologica con vantaggio in termini di competitività, occupazione, e quindi in definitiva di qualità della vita. Se poi diverse discipline contribuiscono a risultati importanti, ad esempio nelle scienze della vita, il contributo è diretto anche alla riduzione dei costi sociali.

Il Libro Bianco aveva prospettato con molto anticipo una linea culturale nel rapporto, oggi quanto mai attuale, fra discipline scientifiche e scienze naturali e tecnologiche. Infatti, una nuova frontiera della ricerca è oggi rivolta allo studio di sistemi complessi, ad esempio, ma non solo, nelle scienze biologiche e mediche. Gli obiettivi sono concreti e il metodo di ricerca si sta sempre più differenziando dall'approccio tradizionale, ove le singole discipline mettevano a disposizione i loro strumenti abituali, senza utilizzare il contributo proveniente da altri ambiti. Sempre più spesso competenze diverse sono indirizzate verso obiettivi strategici comuni, e quanto più è impegnativa la sfida, tanto più si vede come il metodo interdisciplinare diventi essenziale.

La comunità scientifica e i principali settori produttivi convengono che ricerca e innovazione tecnologica richiedono un uso sempre crescente di strumenti matematici ed informatici. Di fatto le ricerche avanzate vedono una crescente interazione fra scienze fondamentali e scienze applicate. In questo contesto la matematica può dialogare con le scienze applicate, contribuendo ad una loro razionalizzazione e maggiore incisività. Inoltre da questo dialogo sono spesso generati nuovi stimoli per lo sviluppo della matematica stessa nei suoi aspetti fondamentali. Da questa analisi è ragionevole pensare che assisteremo spesso ad una crescente richiesta di competenze matematiche proveniente dai settori produttivi. Occorre quindi porre rimedio al calo di interesse e di iscrizioni alle facoltà scientifiche. Si profila infatti uno scenario nel quale potrebbero venire a mancare le risorse intellettuali necessarie allo sviluppo e all'innovazione scientifica e tecnologica. Già ora, e ancor più nei prossimi anni, la competizione industriale diventerà sempre più esasperata. Un paese che voglia diventare (o restare) competitivo ha il dovere di valorizzare al massimo le risorse intellettuali, indirizzarle verso la competizione educandole a processi di valutazione che non siano autoreferenziali.

Il mondo accademico è preoccupato ma, come spesso accade, non sembra in grado di elaborare progetti tali da invertire questa tendenza. Neppure servono incentivi economici, che non colgono la vera essenza del problema. Occorre infatti, tra l'altro, indirizzare i profili di formazione nell'ambito delle scienze fondamentali verso una maggiore interazione con le scienze applicate. Per quanto riguarda la matematica, i progetti formativi andrebbero indirizzati non solo al conseguimento di competenze negli aspetti astratti, ma anche all'acquisizione di competenze nella modellizzazione dei complessi sistemi del mondo reale e nello sviluppo di metodi computazionali per la simulazione della realtà descritta dai modelli. Infine occorre superare la diatriba, priva di prospettive, fra matematica pura ed applicata, condotta senza comprendere che occorre contrapporre al declino esistente un futuro che nasca dall'interazione con le scienze applicate. Essa richiede lo sviluppo di quegli strumenti che la matematica sa produrre, in un ambito di rigore logico e formale, costruiti anche per la modellizzazione e l'analisi dei complessi sistemi delle scienze applicate.

Un'attenta divulgazione può avvicinare la matematica alla società, superando le barriere in- dotte dalla inevitabile, a volte necessaria, vocazione della matematica verso l'astrazione. Quindi la divulgazione può svolgere un importante ruolo nella soluzione dei complessi problemi trattati in questo editoriale.

Nicola Bellomo

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