Ciro Ciliberto

On January 8, 2013

A sottoporsi al nostro test di Proust Ciro Ciliberto, Professore di Geometria Superiore all'Università di Roma Tor Vergata, e neo-presidente dell'UMI (Unione Matematica Italiana)

a. Il test di Proust [math reloaded]

1. Il tratto principale del mio essere matematico:

studiare e pensare.

2. La qualità che desidero in un matematico:

quella che desidero da un qualunque essere umano, l’onestà.

3. La qualità che preferisco nella matematica:

ti insegna la cautela, l'onestà intellettiale, la perseveranza e l’umiltà.

4. Quel che apprezzo di più nei miei colleghi matematici:

in molti (ma purtroppo non in tutti) ho trovato dei grandi collaboratori e ottimi amici.

5. Il mio principale difetto come matematico:

non sono profondo come vorrei.

6. La mia lettura matematica preferita:

le opere di Enriques, Castelnuovo, Poincaré, etc..

7. Il mio sogno come matematico:

avere uno studente (molto) migliore di me.

8. Qual è la principale debolezza della matematica:

è più facile e meno complessa della vita reale.

9. Il matematico che vorrei essere:

Archimede.

10. Il paese dove vorrei vivere:

un’Italia migliore di questa.

11. L’esercizio matematico che preferisco:

dimostrare un teorema senza dover scrivere un rigo.

12. Il teorema che amo:

il teorema di razionalità di Castelnuovo.

13. L’applicazione della matematica che preferisco:

le applicazioni di statistica algebrica alla filogenetica.

14. I matematici che mi hanno indirizzato:

Alfredo Franchetta.

15. I matematici che mi hanno dissuaso:

nessuno.

16. Il nome della variabile che preferisco:

eta

17. Il tipo di calcolo che preferisco:

tutti quelli che riesco a fare.

18. Il tipo di calcolo che utilizzo di più:

tutti quelli che riesco a fare a mente.

19. Il tipo di calcolo che mi annoia maggiormente:

quelli che non mi riescono.

20. I nomi che preferisco (teorema, corollario, lemma…):

teorema.

21. Quel che detesto più di tutto:

non ci sono nomi che detesto.

22. I matematici che disprezzo di più:

non disprezzo nessuno.

23. L’impresa scientifica che ammiro di più:

l'introduzione del concetto di selezione naturale di Darwin.

24. La riforma culturale che apprezzo di più:

far intendere alla gente che senza cultura non c’è progresso.

25. Il dono di natura che vorrei avere:

giocare bene a calcio.

26. Da matematico, come vorrei essere ricordato:

per una persona seria (ma non noiosa), competente e disponibile.

27. Stato attuale dei miei studi:

molte ricerche in corso, alcune mi interessano tanto, vorrei avere più tempo per dedicarmici.

28. Gli errori che mi ispirano maggiore indulgenza:

quelli derivanti da disattenzione.

29. Il mio motto:

dove c'è talento non c'è vecchiaia!

 
 

b. Luoghi comuni, curiosità et alia

1. Perché la matematica dovrebbe descrivere l’universo?

Perché si propone naturalmente come un linguaggio universale e astratto, più è astratto un linguaggio, più cose riesce a descrivere.

1b. Lei ha descritto l’universo? e cosa in particolare?

Come matematico non ho descritto che oggetti creati dall'intelletto.

2. Perché la ricerca matematica è uomo?

Perché la società è maschilista.

2b. Dove sono finite le donne?

Comunque ci sono state, ce ne sono sempre di più e più ancora ce ne saranno.

3. La matematica applicata cresce alla stessa velocità dei software matematici?

No.

3b. Quale funzione potrebbe modellizzare la crescita del settore della matematica di cui si occupa?

Mah, un’esponenziale, forse.

4. Quanto conta lo studio nella risoluzione di grosse questioni matematiche?

90%.

5. Quanto conta il formalismo?

Dipende. Il calcolo letterale ha fatto fare enormi salti in avanti alla matematica. Altri formalismi meno.

6. Matematica e grammatica sono legate?

Matematica e linguistica certo sì. Se non si conosce la grammatica, parlare di matematica diventa impossibile, ma anche andare a fare la spesa è difficile.

6b. Lei parla “matematica” correttamente?

No.

7. Quanto bisogna essere portati per riuscire in matematica?

Avere talento è importante per fare una qualunque cosa, ma il talento non è l’unica cosa. Lo studio, la tenacia e l’applicazione contano tantissimo.

7a Per fare cosa bisogna avere meno di trenta anni?

Per avere meno di trent’anni.

7b. Lei è portato? e da quando?
Ho sempre pensato, fin da ragazzo, di no

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