Maria Angonese, la matematica a servizio dello sport

On March 1, 2018

Maria Angonese è l'anima di Math&Sport, una nuova start-up nata pochi mesi fa da MOXOFF, nell'ambito dell'incubatore di impresa PoliHub del Politecnico di Milano. La nuova società si occupa di modellistica matematico-numerica e di data analysis in ambito sportivo. Ci siamo fatti raccontare da Maria, matematica e pallavolista, come è riuscita a coniugare le sue passioni.

Perché hai deciso di fare matematica? Ci racconti il tuo percorso di studi?

La Matematica è la mia materia preferita, sin dalle scuole elementari. L’ho sempre trovata più divertente, una specie di gioco di cui è impossibile stancarsi perchè, fissate delle regole ben precise, riserva sempre coinvolgenti sfide e nuove sorprese. Dopo le scuole medie non ho avuto dubbi nel continuare il percorso scolastico al liceo scientifico.
Scegliendo l’indirizzo PNI ho avuto modo di studiare Informatica e Fisica, toccando con mano le numerose e diverse applicazioni che la Matematica offre. D’altro canto, al liceo ho molto apprezzato e studiato le materie umanistiche, in particolare la Letteratura Latina e Italiana: Catullo, Foscolo e Leopardi oggi un po’ mi mancano!
Nel 2010, mi sono iscritta a Matematica a Padova. Dopo la triennale ho scelto l’indirizzo Fisico-Matematico, cogliendo l’opportunità di seguire dei corsi al dipartimento di Fisica e Statistica. In questo modo ho cercato di acquisire competenze nel campo della Matematica applicata, sia perché sentivo il bisogno di dare concretezza alla mole di teoria che stavo apprendendo, sia perché lo ritenevo spendibile nel mondo del lavoro.
Forte di questa convinzione, miravo a concludere il percorso universitario con una tesi in collaborazione con un’azienda. A tal proposito, provvidenziale è stato leggere un post su Facebook che raccontava della collaborazione di MOXOFF, spinoff del Politecnico di Milano, con la Nazionale maschile di pallavolo, allenata all'epoca dal coach Mauro Berruto.
Considerato che lo sport è, assieme alla Matematica, la mia più grande passione, in quel post ho scorto un’opportunità unica. Con poche speranze e per non avere rimorsi, ho scritto direttamente a Berruto che mi ha subito messo in contatto con MOXOFF. Dalla collaborazione è nata una tesi, “Dynamical Models of Volleyball Serves”, che ha permesso, da un lato, di concludere il percorso universitario con un lavoro che mi appassionava davvero tanto, dall'altro, ha aperto le porte ad un’esperienza straordinaria che è quella che sto vivendo in Math&Sport.

Ricostruzione della cinematica durante il servizio

Ricordi qualcuno che è stato particolarmente importante nella tua formazione?

Ho sempre avuto la fortuna di avere al mio fianco degli insegnanti bravissimi, tra cui mia mamma che, pur senza incrociarmi tra i banchi di scuola, mi ha trasmesso sin da piccola quanto fosse importante impegnarsi, avere degli obiettivi e perseguirli, acquisire un metodo di studio efficace. Impossibile non citare poi il Prof. Franco Cardin, docente di Fisica-Matematica al Dipartimento di Matematica Tullio Levi-Civita dell'universitá di Padova. Il Prof. Cardin, relatore della tesi magistrale, è stata la prima persona a sostenermi in quella che poteva sembrare un’avventura incerta e fuori dagli schemi. La fiducia di un Professore così preparato ed esperto è stata fonte di grande forza e motivazione, durante la stesura della tesi e in sede di discussione. Lavorare al suo fianco è stato un onore, oltre che un immenso piacere per l’umanità della persona.

Tu sei anche un'atleta. Quando ti sei accorta che potevi coniugare matematica e sport e farli diventare un lavoro?

Considerata l’immensa passione per lo sport, quando ho realizzato che non avevo le capacità tecniche, né le doti fisiche per diventare una professionista, ho cercato di capire quali potevano essere le qualità che avevo e potevo sfruttare per realizzare il mio sogno.
Per riuscire a praticare “a modo mio” sport ad altissimi livelli, mi sono aggrappata quindi alla Matematica. Quest’idea ha acquistato concretezza, durante il lavoro di tesi, grazie alla collaborazione con MOXOFF. L’interesse sempre maggiore, che abbiamo riscontrato per temi quali applicazione di tecnologie innovative, data analysis e machine learning nel mondo dello sport, hanno portato a Math&Sport.

Di cosa vi occupate esattamente in Math&Sport ?

La mission di Math&Sport è applicare la matematica e la data science nel mondo dello sport per rendere fruibili ad atleti e allenatori analitiche avanzate per l'ottimizzazione della performance.  Se, da un lato, la matematica è fondamentale per fare innovazione e, anche nel mondo dello sport, si rivela essere uno strumento versatile e potentissimo per comprendere e modellizzare fenomeni complessi, dall'altro, la data science permette di orientarsi nell'universo caotico dei big data per estrarre l'informazione di valore contenuta nei dati, i cosiddetti “smart data”.
Math&Sport oggi ha due emisferi ben distinti per lo studio, la valutazione e l’ottimizzazione della performance: uno è l’analisi tecnica del gesto, l’altro l’analisi tattica. L’adozione di tecnologie e algoritmi molto flessibili, fanno sì che il medesimo approccio sia applicabile in vari sport: dalla pallavolo al calcio, dal tennis al golf.  Ad esempio, per l’analisi tecnica del gesto, dal 2015 i sistemi di machine learning sviluppati dal team sono utilizzati da varie Federazioni (FIPAV, FIGC, FIT, FIG, FIDAL, FIBa), grazie ad una consolidata collaborazione con l'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI. La tecnologia è user-friendly: utilizzando una videocamera commerciale, come una GoPro, chiunque può girare un video e caricarlo sulla nostra piattaforma. La fase di tracciamento video non è intrusiva, infatti consente di tracciare i movimenti del corpo senza indossare sensori o marker colorati. Basandoci su tecniche di machine learning e apprendimento neurale, forniamo poi una ricostruzione del corpo dell’atleta, che permette di fare analisi ad hoc.
La piattaforma estrae in automatico gli smart data, sfruttando modelli matematici e metodi statistici, quali Clustering e Functional Data Analysis, correlando il gesto alla performance, identifichiamo il gesto ottimale dello sportivo e possiamo fornire consigli prescrittivi. In questo modo, siamo in grado di descrivere l'efficienza della sessione corrente e di monitorare le prestazioni nel tempo. L’atleta può così spingersi oltre i suoi limiti, migliorarsi sempre, grazie ad indicazioni oggettive, chiare e mirate.

 

Quello dello sport è considerato un mondo abbastanza maschilista. Essere donna è stato un problema nell'intraprendere la tua professione?

Assolutamente no. Il dialogo con colleghi, partner e clienti é sempre molto rispettoso e aperto al confronto. Con questo non voglio negare che il problema non esista: basti citare l’irrisolta questione del professionismo femminile e la scarsissima presenza tra le figure dirigenziali (i.e. non c’è una donna che diriga una Federazione sportiva italiana, né tra i rappresentanti al CIO).

Come passi il tuo tempo quando non lavori?

Cerco di passare più tempo possibile all’aria aperta, magari praticando sport. Sono convinta che liberare la mente e ricaricare le batterie sia fondamentale per rendere poi al massimo, nella vita privata quanto nel lavoro: le idee migliori non sempre vengono restando seduti alla scrivania…!

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